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Introduzione

L'idea della evoluzione, che i materialisti sin dai tempi della Antica Grecia hanno usato per spiegare l'origine della vita, ha fatto il suo ingresso nel mondo della scienza nel diciannovesimo secolo con il libro di Darwin Sull'Origine delle Specie. Quelli che hanno sostenuto la filosofia materialista, la quale ha goduto di una enorme crescita durante il diciannovesimo secolo, hanno adottato la teoria dell'evoluzione come la risposta alla domanda su come è iniziata la vita, senza però esaminarne i fondamenti scientifici.

20 secolo
Le scoperte scientifiche dalla seconda metà del 20° secolo iniziarono a preparare il collasso della teoria dell'evoluzione.

A parte il fatto di aver fatto illazioni basate solo su un certo numero di rilevazioni biologiche, il libro di Darwin non offrì alcuna prova scientifica della sua teoria, rimandando la prova di quanto asseriva ad un secondo momento. In particolare, suggerì che i fossili che lui si aspettava avrebbero confermato la sua teoria si sarebbero alla fine scoperti.

La teoria dell'evoluzione, entusiasticamente accettata, malgrado la sua debolezza scientifica, da chi non voleva riconoscere l'evento della Creazione, dominò in breve tempo il mondo della scienza. Dalle riviste scientifiche fino ai libri di testo scolastici, la teoria dell'evoluzione fu raffigurata come se fosse stata provata scientificamente, e come se fosse l'unica spiegazione valida dell'origine della vita. Quegli scienziati che fecero notare gli errori e le illogicità insite nella teoria furono o messi a tacere con minacce alla loro carriera, oppure accusati di essere dogmatici o antiscientifici. I fautori delle ideologie materialiste hanno imposto per 150 anni la teoria dell'evoluzione su interi sistemi pedagogici e sulla comune cultura, malgrado non avessero alcuna prova a sostegno di tale teoria, ed impiegando solo metodi propagandistici.

Dalla seconda metà del ventesimo secolo in poi, però, diventò sempre più problematica la posizione privilegiata goduta dalla teoria dell'evoluzione nella comunità scientifica. Studi ed esperimenti condotti in una rilevante quantità di discipline scientifiche, dalla paleontologia alla biologia, e dalla anatomia alla genetica, portarono a risultanze che confutavano tale teoria. Trovatisi a dover fronteggiare queste nuove risultanze scientifiche, gli evoluzionisti furono costretti, con la loro teoria, a porsi sulla difensiva.

Per l'inizio del ventunesimo secolo, la teoria dell'evoluzione era diventata il soggetto di estesi dibattiti in tutto il mondo. Aveva perso in gran parte il prestigio di cui godeva in precedenza, ed in molti ambienti se ne aspettava il completo collasso a breve.

Le riviste scientifiche più rinomate al mondo, come Nature, New Scientist, Science and Scientific American cominciarono ad inserire spesso, nel contenuto dei loro articoli, dei seri dubbi sulla teoria dell' evoluzione.

Ma cosa erano, allora, queste risultanze che avevano portato all'improvviso indebolimento della teoria dell'evoluzione? Possono essere raggruppate in tre categorie di base:

  1. Sempre più spesso, i biologi si sono resi conto che gli organismi viventi consistono in strutture estremamente complesse. È stato dimostrato che le proteine, il DNA e le cellule, sono tutte di una irriducibile complessità, e che non possono aver avuto origine per caso, come la teoria dell' evoluzione ha invece sostenuto originalmente. E questa impossibilità è stata anche dimostrata matematicamente.
  2. È ormai accettato da tutti che la selezione naturale e la mutazione, da tanto tempo proposte come i congegni dell' evoluzione, non hanno il potere di far evolvere le specie viventi. La selezione naturale può estromettere individui deboli o malati, ma non porta alcuna nuova informazione genetica agli organismi viventi, e la mutazione può solo danneggiare la già esistente informazione genetica.
  3. Le forme di vita transitorie, che gli evoluzionisti si aspettavano di trovare nella documentazione sui fossili – e che potevano essere considerate come prova che le specie si fossero evolute una dall'altra – non sono state trovate. I fossili comparvero d'un tratto, e con tutte le loro complete e particolari sembianze, e la documentazione sui fossili dimostra che nessuna specie si è evoluta grazie ad un processo di cambiamento graduale che abbia poi portato alla sua definitiva scomparsa.

Questo libro tratta il terzo di questi sviluppi scientifici che hanno sradicato la teoria dell' evoluzione – la documentazione sui fossili.

E prima di andare oltre, è necessario che venga sottolineato il fatto che l'assenza di forme di vita transitorie nella documentazione sui fossili è già di per sé sufficiente a scardinare l'intera teoria dell'evoluzione. Charles Darwin, il fondatore della teoria, ha d'altronde dovuto ammettere questa circostanza! Dopo aver fatto indagini sull'assenza delle forme di vita transitorie egli scrisse che "questa, è forse la più ovvia e più grave obiezione che si può far valere contro la mia teoria." 1

Ed oggi, proprio una delle principali obiezioni alla teoria dell'evoluzione di Darwin concerne la documentazione sui fossili. Perfino tra gli evoluzionisti, vi è una intensa disputa su come interpretare tale documentazione. Origine importante delle prove scientifiche riguardanti la storia della natura, i fossili confutano palesemente la teoria dell'evoluzione, e dimostrano che la vita sulla Terra apparve d'un tratto, senza alcun precedente processo evolutivo e cioè – in altre parole, che le forme di vita furono create.

 

Notes

1.Charles Darwin (ed. J. W. Burrow), The Origin of Species (L'Origine delle Specie), Penguin Books, Electronic Edition (2001), p. 292.

 

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