| LA CRUDELTA' ED IL DISORDINE
NELLE SOCIETA' MISCREDENTI
Se Allah [volesse] punire [tutti] gli uomini delle
loro colpe, non lascerebbe alcun essere vivente sulla terra. Li rimanda
fino al termine stabilito. Quando poi giunge il termine, non potranno
ritardarlo di un'ora né anticiparlo (Sura an-Nahl: 61)
Come
abbiamo analizzato nei capitoli precedenti, in tutti gli angoli del mondo,
Kosovo, Kashmir, Palestina, Cecenia ed in molti altri paesi, i Musulmani
sono soggetti ad una crudeltà ininterrotta e spietata, ed a problemi a
non finire. Sarebbe sbagliato ritenere che i modi in cui questi procedono
non siano collegati l'un l'altro. D'altro canto, attribuire questi scontri
ai tratti politici e geografici innati dei signoli paesi denoterebbe una
comprensione limitata. Tutte le guerre e le violenze che si verificano
nella storia del mondo, non importa dove, indicano l'esistenza di persone
che da esse traggono dei vantaggi. Tutti i Musulmani dovrebbero osservare
questi avvenimenti ed esserne consapevoli. Diversamente, si rischierebbe
di osservare i singoli eventi come fatti spontanei che non richiedono
soluzione. In un hadith, il Messaggero di Allah, il Profeta Muhammad,
si riferì anch'egli all'oppressione, e disse che essa sarà "un'ombra nel
Giorno della Resurrezione"19.
Il ventesimo secolo è stato un tempo segnato specialmente da una brutalità
senza precedenti. Tra i movimenti a sostegno delle guerre e della brutalità,
il comunismo - che è a favore di una filosofia materialista e rifiuta
completamente la religione, i valori morali e la famiglia - è quello principale.
Nei paesi dove il comunismo ha il controllo, la storia fornisce prove
più che sufficienti di quanto sia disgraziata la vita che la miscredenza
porta alle società. Per avere una comprensione chiara di questo sistema
brutale, sarà d'aiuto un breve sguardo alla storia ed alla situazione
attuale in Russia, un paese che è rimasto sotto il governo comunista per
decenni.
Le Tracce Del Comunismo - un Sistema Basato Sulla Miscredenza - Nella
Storia
Marx
ed Engels, i fondatori del materialismo dialettico e i mentori del comunismo,
furono entrambi atei convinti. Sostenendo che tutte le forme di miglioramento,
nel mondo, potessero essere ottenute per mezzo del conflitto, essi credevano
di poter raggiungere i loro obiettivi soltanto per mezzo di una rivoluzione
comunista. Entrambi provavano un'ostilità profondamente radicata verso
la religione, e vedevano l'eliminazione della religione stessa come una
condizione preliminare perperché loro idee potessero prevalere. Marx ed
Engels credevano che il movimento comunista potesse avere inizio solo
una volta che fossero stati eliminati la fede in Dio e l'ostacolo della
religione. Marx non fu mai in grado di mettere in pratica le sue teorie.
Dopo la sua morte, Lenin portò a compimento la rivoluzione.
Lenin,
che giunse al potere dopo una sanguinosa guerra civile tra i suoi militanti
comunisti e quanto rimaneva delle armate aristocratiche, fornì gli indizi
riguardanti la politica che avrebbe dovuto essere perseguita seguendo
il suo governo. Al suo tempo, coloro che resistevano a lui e al sistema
comunista venivano giustiziati. La guerra civile durò tre anni, e portò
alla Russia la devastazione completa. A seguito di questa sanguinosa guerra,
Lenin fondò la prima dittatura totalitaria del mondo a partito unico.
Il periodo di Lenin fu, per la Russia, di rovina totale, specialmente
nei termini della sua economia; furono imposte tasse addizionali alle
persone che erano già molto povere. La fame e la miseria aumentarono stabilmente.
La sua politica comportò una nazionalizzazione estensiva, il razionamento
del cibo, ed il controllo sull'industria, e nessuno si sarebbe assunto
il rischio di resistere alla sua politica, dal momento che tutti conoscevano
bene la fine di coloro che ci avevano anche solo provato.

Durante il regno del leader comunista Lenin, decine di migliaia
di persone innocenti morirono di fame. La carestia che dominò
nel periodo di Lenin e Stalin si verificò semplicemente perché
le risorse per il nutrimento della popolazione furono spese
per fini ideologici. |
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Nel momento in cui Lenin morì, nel 1924, la politica che egli perseguiva
gli aveva fatto guadagnare l'odio intenso della gente, compreso quello
di coloro che gli erano più vicini. Il suo successore a capo del partito
comunista fu Stalin, il dittatore più sanguinario che la storia abbia
mai conosciuto.
L'esperienza della gente, nei 25 anni durante i quali Stalin govermò
rivelò, ancora di più, la natura del tutto spietata del sistema comunista.
Non ci fu fine all'omicidio, al massacro e alla tortura. Il suo "progetto
comunismo" divenne un'esperienza del tutto zeppa di dolore per la gente
comune; milioni di persone caddero nell'inedia e nella miseria, gli abitanti
dei villaggi furono impiegati per i lavori forzati e la gente era gravemente
oppressa. Al contempo, tutte le forme di pratica religiosa furono messe
fuori legge. Stalin iniziò confiscando i campi dei contadini, che costituivano
l'80% della popolazione totale della Russia. Come parte della politica
di nazionalizzazione, degli ufficiali riunirono tutte le colture dei villaggi,
provocando la carestia per milioni di donne, bambini ed anziani. Nel solo
Kazakhstan, il 20% della popolazione morì di fame. Nel Caucaso, il tasso
di decessi salì ad oltre un milione.
Migliaia di persone che cercarono di resistere a queste politiche furono
internate nei campi di lavoro in Siberia. In questi campi, dove il lavoro
forzato era estremamente duro, la maggioranza dei prigionieri non sfuggiva
alla morte. Migliaia di persone vennero giustiziate dalla polizia segreta
di Stalin. L'emigrazione forzata divenne parte della politica Stalinista;
milioni di persone furono ricollocate, lasciando le loro terre natali
per parti remote della Russia.
 Stalin
fu responsabile di almeno venti milioni di morti in tutta
la Russia. Da quel che raccontano gli storici, egli ricavava
piacere da tale brutalità e, nel suo ufficio del Cremlino,
si divertiva molto ad esaminare i tassi di mortalità provenienti
dai campi di lavoro. Il terrore, al tempo di Stalin, non era
diretto soltanto a coloro che davano voce ad obiezioni al
sistema o agli intellettuali. Sotto gli attacchi dei militanti
comunisti, chiunque era minacciato.
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Stalin fu responsabile di almeno venti milioni di morti in tutta la Russia.
Da quel che narrano gli storici, Stalin ricavava piacere da una tale brutalità
e, nel suo ufficio del Cremlino, si divertiva molto ad esaminare i rapporti
riguardanti i bilanci delle vittime provenienti dai campi di concentramento.
Il terrore, al tempo di Stalin, non era diretto soltanto a coloro che
davano voce ad obiezioni verso il sistema o agli intellettuali. Sotto
gli attacchi dei militanti comunisti, ognuno era minacciato. Indiscriminatamente,
le masse furono internate nel "Gulag", una rete di campi di lavori forzati,
dove molte persone furono giustiziate. Stalin si assicurò un potere assoluto
sulle masse per mezzo del terrore. I venticinque anni del suo governo
dittatoriale non si lasciarono dietro altro che le masse cadute in miseria.
La Russia è una chiara illustrazione delle società miscredenti, nelle
quali è improbabile esista una vita soddisfatta e felice. Ciò perché,
per la sua natura innata, la miscredenza tenta le persone a commettere
ogni sorta di crimine per beneficio personale, compreso l'omicidio o addirittura
il sottoporre i bambini a violenze per ricavarne piacere. La società russa
di oggi reca testimonianza agli effetti distruttivi del sistema antireligioso
di cui il popolo soffrì per decenni. La degenerazione è il segno di questo
sistema. Ribaltare questa situazione è possibile solo per mezzo dell'insegnamento
dei valori dell'Islam a tutta la gente, ed aiutandola a riguadagnare i
propri valori spirituali.
LOppressione Continua Nella Cina di Mao
Stalin mise in pratica il progetto della rivoluzione comunista in Russia,
lasciandosi dietro venti milioni di morti. Questo regime sanguinario in
Russia venne imitato da un altro regime comunista in Cina.
Nel 1949, sotto la leadership di Mao Tse-Tung, i comunisti presero il
potere in Cina dopo una sanguinosa guerra civile. Come il suo stretto
alleato Stalin, tra il 1949 ed il 1976, egli stabilì un regime repressivo
e sanguinario. In Cina ebbero luogo innumerevoli esecuzioni politiche.
L'esercito era costituito di truppe comuniste formate da uomini e donne.
Nei mesi seguenti, i giovani militanti, chiamati da Mao le "Guardie Rosse",
gettarono il paese nel terrore.
 
In uno sforzo teso a nascondere la sua vera natura,
Mao usò dei posters che lo rappresentavano chiaramente come un idolo. |
Il deterioramento economico in Russia ebbe i suoi paralleli in Cina,
grazie ai principi cui si aderiva sotto il nome di "cambiamento socialista
e uguali diritti". Lo stesso scenario fu ripetuto in Cina; le persone
non godettero più dei propri diritti, e tutte le loro proprietà furono
confiscate a beneficio dello stato. In breve, anche in Cina, il regime
comunista, che fu presentato come il rifugio ed il salvatore delle masse,
confiscò campi, animali, raccolti e proprietà personali, così come aveva
fatto in Russia.
La nazionalizzazione venne presentata come un prerequisito del "cambiamento
socialista". La "giustizia sociale" operava soltanto per arricchiere la
gente che stava al potere e coloro che la adulavano. Allo stesso tempo,
la gente comune, i cui "diritti si supponeva fossero protetti", moriva
di fame. I problemi economici divennero maggiormente onerosi, richiedendo
delle riforme fondamentali. Tuttavia, ogni riforma si aggiungeva soltanto
alla miseria ed al disordine sociale nel paese. Ogni fallimento nella
riforma economica costava migliaia, addirittura milioni di vite. In questo
paese esteso su una vasta area geografica, Mao mise in opera un genocidio
di massa del suo stesso popolo, specialmente delle minoranze.
La gerarchia del partito comunista ed il suo dittatore, Mao, che deteneva
l'assoluta autorità in ogni campo della vita, chiusero la Cina a tutte
le influenze esterne, e tennero sotto stretto controllo la stampa e le
comunicazioni. Ogni critica o protesta sollevata contro le politiche del
governo terminava in una esecuzione. Scrittori, artisti e scienziati che
avevano lavorato sulla cultura, la storia e la lingua delle minoranze
furono riuniti e giustiziati da questo sanguinario regime dittatoriale.
Ancora oggi, il mondo, comprese le Nazioni Unite, non può raccogliere
delle vere informazioni che riguardano gli avvenimenti che hanno luogo
nella Cina Rossa, come il caso dei Turchi Uigur giustiziati.
L'eliminazione delle fedi religiose è l'obiettivo principale di ogni
regime comunista. A questo fine, viene impiegata una politica sistematica
di repressione e propaganda. Le credenze religiose sono rimpiazzate da
filosofie sviluppate dai leader che sono idolatrati. Questo fu anche il
caso della Cina, uno dei principali paesi anti-Islamici del Lontano Oriente.
Iniziando con il periodo di Mao, i governanti della Cina proibirono ogni
genere di pratica religiosa. Gli imam furono soggetti a una feroce tortura,
e le moschee furono chiuse. La religione, considerata il maggiore ostacolo
al sistema materialista, divenne un oggetto di discussione proibito.
La gente in Cina veniva costantemente indottrinata sull'infallibilità
e la superiorità del leader totalitario. Nelle scuole, il "Libretto Rosso",
nel quale Mao spiegava estesamente la propria bizzarra filosofia, fu incorporato
nel curriculum. Bambini e giovani venivano istruiti nella filosofia materialista,
la quale presenta il concetto di Dio come un notevole ostacolo allo sviluppo
umano. Le persone erano incoraggiate ad uccidersi l'una l'altra, addirittura
ad assassinare le proprie madri, se ciò era nell'interesse del sistema
comunista.
L'ideologia comunista vede il concetto di famiglia come opposto ai propri
scopi. A questo fine, milioni di famiglie in Cina furono distrutte. Per
i cosiddetti interessi dell'economia dello stato, le famiglie vennero
separate, i bambini furono portati negli orfanotrofi ed i membri della
famiglia poterono riunirsi soltanto una volta all'anno.
Questi sono tutti argomenti importanti, dal momento che oggi il comunismo
viene ancora propagato in tutto il mondo. La fine di un paese nel quale
viene adottato il comunismo non sarà differente da quella della Russia
o della Cina. Il solo modo per proteggere una nazione da questo sistema
segnato dal massacro, dalla violenza, dalla fame e dalla disumanità è
mettere le persone - specialmente i giovani - a conoscenza della religione.
La gente miscredente che è inconsapevole della vera religione e, conseguentemente,
non conosce i valori apportati dalla religione, è portata al comunismo.
Questa è la ragione per la quale i materialisti considerano la religione
la potenza più importante ed efficiente contro di loro. Spiegare loro
la religione purificata da tutto il fanatismo, così come fornire prove
riguardanti i difetti della filosofia del comunismo, sono tra le precauzioni
che si possono prendere per proteggere una nazione da un tale disastro.
Il regime comunista ingannò le masse presentando il comunismo come "la
sola via alla vera salvezza". "Raggiungere la meta del comunismo" ha inflitto
torture inumane a milioni di persone. Amnesty International spesso riporta
il continuo trattamento brutale e la tortura contro le cosiddette "comunità
etniche" e specialmente le minoranze Musulmane che vivono entro i confini
cinesi. Ai prigionieri non è consentito difendersi, e sono costantemente
obbligati a tenere la testa in posizione china. Si sa che i Musulmani
vengono puniti con metodi crudeli ed inumani.
Gli storici, ora, si chiedono se il Comunismo abbia ucciso cento milioni
di persone in totale, oppure "soltanto" ottanta milioni.
I Danni dei Sistemi Anti-Religiosi Alle Persone
1. Tutti i ragionamenti basati sui valori morali e sulla coscienza sono
eliminati, e le società sono oppresse da regimi totalitari. Sotto questi
regimi, le persone non hanno il diritto di godere dei propri diritti e
delle proprie libertà fondamentali. I valori morali vengono completamente
rifiutati, e i gruppi basati su interessi acquisiti dominano la società.
Il sistema miscredente non permette alcuna attività che non serva gli
interessi del sistema miscredente dominante.
2. La gente è indottrinata a credere che il dittatore sia infallibile
e che le sue decisioni siano importanti. In tutti i regimi antireligiosi
(fascismo e comunismo), è comune la pratica perversa di idolatrare il
leader.
3. La libertà di pensiero e di religione sono interamente
limitate. L'ingresso nelle moschee, nelle chiese e nelle sinagoghe non
è consentito, e la comunicazione della religione è proibita. Il bilancio
nazionale dedica un fondo speciale per combattere la religione.20
4. Lo stato detiene il completo controllo sull'economia. Gli investimenti
privati non sono permessi. Fabbriche, mezzi di produzione, attrezzature
manifatturiere e banche sono nazionalizzate.
5. I soldati comunisti confiscano le proprietà immobiliari private. I
campi e i raccolti dei contadini sono nazionalizzati "nell'interesse del
paese".
6. La fame e la denutrizione mietono milioni di vite, comprese le donne,
i bambini e gli anziani. Il sistema ha creato persone povere e svantaggiate,
imponendo ad ognuno una vita dura. In questa vita, acquistare una pagnotta,
ad esempio, significava attendere in coda per ore.
7. La gente veniva internata nei campi di lavoro e giustiziata in massa.
Quelli che restavano venivano utilizzati per i lavori forzati in condizioni
molto difficili. Coloro che non riuscivano ad adattarsi alle condizioni
lavorative erano esiliati in Siberia.
8. Le ribellioni venivano represse nel sangue dai militanti comunisti.
Gli insorti venivano uccisi in pubblico a colpi d'arma da fuoco.
9. Quelli che si opponevano al sistema o presentavano delle critiche,
che fossero politici oppure intellettuali, erano giustiziati.
La Miseria della Gente nei Paesi Comunisti
Nelle società comuniste, la vita quotidiana della
gente è irta di difficoltà e problemi. Ad esempio, il bambino
nell'immagine tenta di bere acqua fangosa perché non trova acqua
potabile. Nelle altre immagini, si vede chiaramente la miseria
apportata dalla miscredenza.
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10. La gente che deteneva il potere godeva delle stravaganze,
mentre la gente comune viveva nella miseria. Ad esempio, quando il Partito
Comunista andò al potere, la differenza tra il salario di un lavoratore
e quello di un membro del Partito Comunista era tra i 25 ed i 30mila rubli.
I salari dei membri del Partito Comunista erano tra i 25 ed i 100mila
rubli. La maggioranza della gente comune aveva un salario di soli 150
rubli. Inoltre, i membri del Partito Comunista avevano abitazioni, automobili
e l'accesso a servizi sanitari gratuiti. Nessuno di questi benefici era
disponibile alla gente il cui lavoro costituiva la spina dorsale dell'economia
nazionale.21
11. Le forze di polizia del regime oppressivo terrorizzavano la gente.
Le persone vivevano sotto una costante minaccia.
12. Il Partito Comunista spedì il paese verso infiniti cicli di agitazioni
civili, di rivolte e di disordini.
13. Il sistema oppressivo e totalitario ebbe la sua
influenza anche sulle scuole. Secondo Lenin, l'educazione non doveva essere
obiettiva, imparziale ed isolata dalla politica. Nel suo discorso tenuto
al Primo Congresso sull'Educazione Sovietica il 25 Agosto 1918, affermò
che lo scopo principale dell'educazione è eliminare la borghesia. Egli
dichiarò esplicitamente che non c'è educazione al di fuori della politica,
e che affermare il contrario sono pure bugie ed ipocrisia.22
Il fine dell'educazione è allevare generazioni prive di fede e moralmente
deboli, stordite per servire gli interessi del comunismo.
14. I giovani venivano sottoposti al lavaggio del cervello mediante la
miscredenza, e il sistema crebbe dei militanti, invece che delle generazioni
pacifiche.
15. Il concetto di famiglia venne eliminato. I bambini
furono separati dalle loro famiglie e cresciuti negli orfanotrofi. Il
concetto di famiglia era considerato contrario agli "interessi dello stato".
Negli incontri del Partito Comunista si esprimevano opinioni quali "La
rivoluzione è destinata a rimanere debole finchè esistono i legami familiari
ed il concetto di famiglia".23
16. L'arte e la scienza non trovarono un ambiente nel quale fiorire,
sotto i regimi comunisti. Un'ampia porzione del budget nazionale fu destinata
agli armamenti, la maggior parte utilizzata per soggiogare e giustiziare
le masse.
17. Ai giovani non veniva dato uno scopo nella vita, perciò essi finivano
con l'innalzare i tassi dei suicidi. Il sistema stesso spingeva gli adolescenti
alla dipendenza dalla droga o dall'alcool.
18. La libertà di stampa fu totalmente limitata. Le pubblicazioni e le
trasmissioni erano consentite unicamente fintantoché lodavano il sistema
e il leader. Altrimenti, erano fatte tacere.
Massacri ad opera dei Leaders Comunisti

I bolscevichi capeggiati da Leon Trotsky sparano ai membri dell'Armata
Bianca (sopra). Il massacro noto come "La Domenica di Sangue" (a
metà, sinistra). Persone innocenti giustiziate durante il regime
di Stalin (a metà, destra). Religiosi fucilati durante la Comune
di Parigi (a destra). |
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