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L’IMPORTANZA DELLA COSCIENZA NEL CORANO

Essi li rinnegarono ingiustamente ed orgogliosamente, pur credendo dentro di loro con certezza. Guarda quindi ciò che è avvenuto ai corruttori.
(Sura XXVII, 14 - An-Naml, Le Formiche)



POSSONO VEDERE LE PROVE DELL'ESISTENZA DI DIO GRAZIE ALLA COSCIENZA MORALE

Qualsiasi persona coscienziosa si interroga su ci che lo circonda. Un uomo sensato facilmente noter che ruota nel creato in maniera impeccabile, in un universo perfetto.

Riflettiamo un solo istante sull'ambiente e sulle condizioni nelle quali ci troviamo: viviamo in un mondo concepito sottilmente e pensato nei minimi dettagli. Il corpo umano sconvolgente per quanto perfetto. Durante la lettura di questo libro, il vostro cuore batte in maniera indefettibile, la vostra cute si rinnova, i vostri polmoni puliscono l'aria che respirate, il vostro fegato assorbe il sangue e milioni di proteine vengono sintetizzate ogni secondo nelle vostre cellule al fine di garantire la vita. Pertanto, l'uomo vive incoscientemente migliaia di altre attivit del proprio corpo, senza rendersi conto dei processi che vi si realizzano.

Ma questo non tutto: parliamo del Sole, distante milioni di chilometri dal nostro pianeta, che fornisce la luce, il calore e l'energia delle quali abbiamo bisogno. La sua distanza dalla Terra talmente perfetta che non possiamo credere n che questa sorgente d'energia ci bruci, n che in mancanza causi il gelo della Terra.

Guardiamo il cielo, al di l del suo aspetto e del suo estetismo, per capire come la massa d'aria che circonda la Terra protegge nello stesso tempo l'uomo e tutti gli esseri viventi da qualsiasi eventuale aggressione esterna. Senza l'atmosfera, nessun essere vivente sopravvive.

Riflettendo su questo ci si domander come si stati creati, come stato creato l'universo nel quale si vive e come si mantenuto. Viene offerta, in questo caso, un'alternativa: sia l'intero universo, sia i pianeti, sia le stelle, che tutti gli esseri viventi sono esistiti all'esito di una serie di coincidenze. In questa prospettiva, gli atomi, le pi piccole unit della materia che vagano liberamente, si uniscono accidentalmente per formare le cellule, gli animali, le piante, gli uomini, le stelle, ogni struttura ed ogni sistema impeccabile ed estremamente complesso che ci circonda. Tutto ci che noi vediamo stato creato da un Creatore che ha la saggezza ed il potere al di sopra di tutte le cose. Niente formato accidentalmente e tutti i sistemi attorno a noi sono concepiti da un creatore. Questo Creatore Dio.

Dobbiamo far riferimento alla nostra propria coscienza morale al fine di scegliere l'una o l'altra di queste ipotesi. E' possibile che dei sistemi minuziosi e senza incrinature siano apparsi accidentalmente e funzionino ancora in perfetta armonia? Ricorrere alla propria coscienza morale permette di cogliere che tutto ci che si trova in questo universo ha un Creatore che glorificato nella saggezza e che ha il potere al di sopra di tutto. Tutto ci che ci circonda porta i segni evidenti della Sua esistenza. Il perfetto equilibrio e la perfetta armonia dell'universo e delle creature viventi sono le manifestazioni pi eclatanti di una suprema intelligenza. La prova evidente, semplice ed indiscutibile. La nostra coscienza morale non ha altra scelta che ammettere che tutto opera di Dio, il solo ed unico Creatore.

Tuttavia, chi non ricorre alla propria coscienza morale non pu, per definizione, giungere a questa conclusione, perch difetta di saggezza, che una qualit spirituale legata alla coscienza morale. Tuttavia, bisogna far attenzione a ci che intendiamo per saggezza. Contrariamente all'accezione comune, la saggezza qui un concetto differente dall'intelligenza. Un uomo, intelligente e ben informato, imprudente se non fa riferimento alla propria coscienza morale ed incapace di vedere o di comprendere ci che vive. Facciamo un esempio che permette di operare una differenza fra intelligenza e lsaggezza, frutto della coscienza morale. Un ricercatore pu condurre delle ricerche molto specifiche sulla cellula, durante un lungo periodo. Pu essere anche il migliore nel suo campo. Tuttavia, se questi privo di saggezza e coscienza morale, non conoscer che la cellula, senza per essere capace di giungere a corrette conclusioni. Al contrario, un uomo saggio e coscienzioso coglier nel dettaglio gli aspetti miracolosi e perfetti di una cellula e ne riconoscer la mano di un creatore, di un ideatore della saggezza superiore. Se usa la propria coscienza morale, giunger alla seguente conclusione: il potere di chi crea una cellula con una tale perfezione, dev'essere anche il Creatore di tutti gli esseri viventi e di ogni cosa.

Nel Corano, abbiamo l'esempio del Profeta Abramo (psdl), che ha trovato Dio ascoltando la voce della sua coscienza morale.

Quando arriv la notte, egli osserv una stella e disse: "Ecco il mio Signore" Dopo che la stella spar, egli disse: "Non amo le cose che spariscono". Quindi osserv la luna che si levava, e disse: "Ecco il mio Signore". Quando spar anche la luna, disse: "Se il mio Signore non mi guida, certamente sar fra la gente idolatra". Quando osserv il sole levarsi, egli disse: "Ecco il mio Signore! Egli il pi grande". Quando anche il sole spar, egli disse: "O popolo mio, io disconosco tutto ci che voi associate a Dio. Volgo il mio sguardo esclusivamente verso Colui che ha creato il cielo e la terra; non faccio parte di coloro i quali associano altri a Lui". (Sura VI Al-An'm: 76-79 - Il Bestiame)

Il versetto qui sopra mostra, come fa il Profeta Abramo (psdl), che si pu trovare Dio per mezzo della saggezza. Grazie alla sua coscienza morale, questi si reso conto che tutte le cose che vedeva attorno a lui erano solamente degli esseri creati, molto inferiori al Creatore. Chiunque fa riferimento alla propria coscienza morale tender spontaneamente alla medesima conclusione. Qualsiasi persona che rifletta sinceramente, che faccia uso della sua coscienza morale e che rifugga dalle proprie passioni, pu cogliere l'esistenza e la gloria di Dio. Se, al contrario, si rifiuta di vedere i fatti manifesti ed agisce come se non esistessero, allora si svilir. Quest'ultima attitudine causata da un conflitto di interessi: grazie alla coscienza morale, si riconosce ci che giusto e ci che non lo . Ma, finch gli interessi personali prendono il sopravvento, ci si rifiuta di vedere il bene. Accettare l'esistenza di Dio significa sottomettersi a Lui, del quale si ha infinitamente bisogno e dinanzi al quale si responsabili.

Citiamo un esempio ben conosciuto nella storia scientifica per mostrare come una coscienza morale velata possa ingannare un uomo, malgrado la propria intelligenza e la propria conoscenza. Francesco Crick uno dei due ricercatori che ha scoperto la struttura del DNA negli anni '50. Fece, senza dubbio, una delle pi importanti scoperte della storia scientifica, dopo un assiduo lavoro ed una conside-revole dose di sapienza e di intelligenza. Per questo fu insignito del Premio Nobel.

Durante la sua ricerca, Francesco Crick si talmente meravigliato della struttura della cellula e del suo misterioso concetto che, pur essendo un fervente evoluzionista, ha espresso nel suo libro i seguenti concetti:

Un uomo onesto, dotato di tutta la conoscenza oggi disponibile, potr solamente dichiarare che l'origine della vita sembra essere in questo momento, in un certo senso, quasi un miracolo, se numerose sono le condizioni che dovranno essere soddisfatte per mantenerle (Francesco Crick, Life Itself: Its Origin and Nature, New York : Simon et Schuster, 1981, p. 88)

Crick, che credeva nell'evoluzione e nell'idea che la vita il risultato di coincidenze, ha studiato dettagliatamente le cellule. Egli riteneva che la cellula non pu essersi formata per caso e pertanto non pu essere che un miracolo. Gli evoluzionisti, tuttavia, non ritengono che esista alcun'altra spiegazione al di fuori del caso, perch il contrario presumerebbe accettare l'esistenza di Dio. Malgrado tutto, Crick rimase impressionato dalla perfezione della cellula, e dovette riconoscere la propria meraviglia. Tuttavia, Crick non pot seguire a lungo la sua coscienza mora-le: sostenne di non poter accettare l'esistenza di Dio e quindi questa creazione, che esige una saggezza superiore, non pu essere in nessun caso spiegata con delle coincidenze, stata realizzata da "extraterrestri". In altri termini, degli extraterrestri, e non Dio, avrebbero portato il primo campione di DNA sulla Terra, permettendo cos l'inizio della vita!

Questo un tipico esempio di dove pu arrivare un uomo, qualunque sia la sua intelligenza od il suo sapere, che reprima la sua coscienza morale. Questo "ricercatore", Premio Nobel, ha offuscato il suo spirito a tal punto da non arrivare neanche a riflettere sulla questione di conoscere come abbia fatto un extraterrestre ad aver creato s stesso.

Michele J. Behe, celebre professore americano di biochimica, spiega senza impiegare il termine coscienza morale, la situazione di questo genere di ricercatori:

Durante questi quattro ultimi decenni, la moderna biochimica ha scoperto i segreti della cellula. Gli sforzi sono stati duri. Alcune decine di migliaia di persone hanno consacrato la loro vita al noioso lavoro che quello del laboratorio..

Il risultato di questi sforzi accumulati intrapresi per studiare la cellula - al fine di studiare la vita a livello molecolare - un appello forte, chiaro, e pungente, nel dire "Concepimento"! Il risultato talmente evidente e talmente significativo che dev'essere classificato fra uno dei pi grandi avvenimenti della storia della scienza.Questo trionfo della scienza dovrebbe far gridare a decine di migliaia di voci "Eureka"!

Ma nessuno ha festeggiato, nessuno ha applaudito. Al suo posto, un curioso ed imbarazzante silenzio circonda la rigida complessit della cellula. Quando il soggetto affrontato in pubblico, le persone cominciano a scalpitare, ed il respiro diviene affannoso. Le persone sono un po' pi distese in privato; molti ammettono esplicitamente l'evidenza, poi abbassano gli occhi, scuotono la testa, e continuano come prima.

Perch la comunit scientifica non abbraccia avidamente la sua sbalorditiva scoperta? Perch il fatto di osservare il concepimento manipolato da intellettuali? Il dilemma che se le si assegna il titolo di "concepimento intelligente" da un lato imponente, dall'altro dovr portare il titolo di Dio (Michel J. Behe, Darwin's Black Box, New York : Free Press 1996, pp. 232-233).

I segni dell'esistenza di Dio sono chiarissimi ed evidenti a tutti. E' chiaro che il Creatore dell'universo Dio. Alcuni rifiutano l'esistenza di Dio non perch non credano veramente in Lui, ma perch non vogliono essere obbligati ad agire secondo la morale adottata dai credenti. Tutti intimamente riconoscono l'esistenza e la potenza eterna di Dio. Tuttavia, ammettere l'esistenza di Dio e rendersi conto del suo potere implica una responsabilit verso di Lui, quale l'obbedienza ai Suoi comandamenti ed una vita a Lui consacrata. Chi persiste nel rifiutare questa realt, anche se cosciente, lo fa perch non si conforma n ai propri interessi e n al sen-timento che in lui.

Nel Corano, queste persone vengono descritte anche nella Sura, An-Naml:

Essi li rinnegarono ingiustamente ed orgogliosamente, pur credendo dentro di loro con certezza. Guarda quindi ci che avvenuto ai corruttori.(Sura XXVII, 14 - An-Naml, Le Formiche)

Ci che riferisce il Corano quello che ha avuto luogo fra il Profeta Abramo (psdl) ed il suo popolo, adoratore di idoli, e che ben illustra ci che stiamo scrivendo. Occorre precisare come nel Corano il termine "idolo" impiegato per designare tutto ci che da parte dei credenti pu sostituire Dio. L'idolatra non soltanto chi adora delle statue. Nel caso degli evoluzionisti, gli atomi, il tempo ed il caso come cause di inizio della vita, vengono considerati come degli dei, mentre nessuno pu creare la vita. Soltanto Dio possiede tale potere. Il Corano ci ricorda che il Profeta Abramo (psdl) ha distrutto gli idoli al fine di mostrare al suo popolo che ci che avevano adorato era soltanto un oggetto che non aveva alcun potere sugli uomini.

Egli disse: "Ma il vostro Signore piuttosto il Signore dei cieli e della terra, Colui il quale li ha creati. Ed io sono uno di quelli che lo testimoniano. Per Dio, io distrugger i vostri idoli, per i quali siete tornati sui vostri passi!" Li distrusse, ad eccezione della statua pi grande. Pu essere che essi ritornino verso questa. Gl idolatri dissero: "Chi ha fatto questo alle nostre divinit? E' certamente fra gli ingiusti" Alcuni dissero: "Abbiamo sentito un giovane uomo sparlare di loro; questi si chiama Abramo" Dissero: "Portatele davanti alle persone affinch possano testimoniare" Quindi aggiunsero: "E' Abramo colui il quale ha fatto questo alle nostre divinit?" Abramo rispose: "E' la pi grande di queste statue che ha fatto questo. Domandateglielo, ammesso che esse possano parlare (Sura XXI Al-Anbiy, I Profeti: vv. 56-63)

Quindi, i miscredenti hanno visto che questi idoli non potevano rispondere alle loro domande: non erano che delle effigie impotenti, incapaci di proteggere, ed ancora meno di creare qualche cosa; quindi si rimisero alla loro coscienza morale:

Quindi si ricredettero, e dissero fra loro: "Siete voi i veri ingiusti". (Sura XXI, Al-Anbiya, I Profeti: v. 64)

Tuttavia, qualche tempo dopo, ritornarono alla loro antica credenza, negando in maniera altezzosa ed arrogante ci che nondimeno la loro coscienza morale gli aveva suggerito (Sura XXI Al-Anbiy, I Profeti: vv. 65-67).

Sprofondarono quindi nell'angoscia e resistettero tenacemente anche a ci che avevano accettato. Non vollero pi riconoscere la verit e provarono intenso odio nei confronti di chi aveva lacerato il velo che copriva la loro coscienza morale. Addirittura tentarono di uccidere i loro messaggeri al fine di preservare le loro false credenze:

Essi dissero: "Bruciatele! Scuotete le vostre divinit se volete fare qualcosa per loro". (Sura XXI, Al-Anbiya, I Profeti: v. 68)

Si ritrova questo tipo di atteggiamento a tutti i livelli della societ: fra l'eminente ricercatore, che ha effettuato molte scoperte per l'umanit, in un uomo d'affari coronato di successo, in un artista dotato o ancora in una persona ricca, colta ed intelligente. Il fatto di non ricorrere alla coscienza morale, e pertanto di non pensare a Dio, di non glorificare la Sua potenza e la Sua arte, di non ringraziarLo per i benefici accordati, conduce l'uomo all'orgoglio. Ma l'intelligenza, le scoperte oppure i beni non saranno di alcun aiuto dopo la morte. Si pensa poco a questo, mentre si sono gi dimenticati i nomi di personaggi celebri alla loro epoca per riscoprirli, per la loro ricchezza o per il loro potere. A quelli che sono ricordati, certamente non gli reca sempre onore. Queste persone sono state sorde ai comandamenti di Dio, non gli hanno riconosciuto il potere n apprezzato i favori che gli sono stati accordati. Si sono smarriti perch i loro cuori sono stati sigillati e la loro coscienza morale velata. Nel Corano, Dio evoca quelli che trasgrediscono, sempre alla ricerca dei loro personali interessi e sottomessi alle loro passioni:

Vedi chi assume a propria divinit la sua passione? Dio l'allontana scientemente, suggella il suo udito ed il suo cuore e stende un velo sulla sua vista. Chi quindi pu guidarlo dopo Dio? Non lo ricordate dunque? Ed essi dissero: "Non c' per noi che la vita terrena: moriamo e viviamo e solo il tempo ci fa perire" Essi non hanno di quella alcuna conoscenza: non fanno altro che illazioni. (Sura XLV, Al-Jhiyya, La Genuflessa: vv. 23-24)

Come riferito nei versetti di cui sopra, quelli che preferiscono le passioni alla loro coscienza morale e danno prova di alterigia e di ribellione, come loro qualit specifiche, sono "sordi e ciechi". Non avendo la comprensione e la saggezza, non possono distinguere il bene dal male. Il loro comportamento si spiega soltanto con il fatto che non impiegano la loro coscienza morale.

SI POSSONO VEDERE LE PROVE DELL'ESISTENZA DI DIO GRAZIE ALLA COSCIENZA MORALE

Qualsiasi persona coscienziosa si interroga su ci che lo circonda. Un uomo sensato facilmente noter che ruota nel creato in maniera impeccabile, in un universo perfetto.

Riflettiamo un solo istante sull'ambiente e sulle condizioni nelle quali ci troviamo: viviamo in un mondo concepito sottilmente e pensato nei minimi dettagli. Il corpo umano sconvolgente per quanto perfetto. Durante la lettura di questo libro, il vostro cuore batte in maniera indefettibile, la vostra cute si rinnova, i vostri polmoni puliscono l'aria che respirate, il vostro fegato assorbe il sangue e milioni di proteine vengono sintetizzate ogni secondo nelle vostre cellule al fine di garantire la vita. Pertanto, l'uomo vive incoscientemente migliaia di altre attivit del proprio corpo, senza rendersi conto dei processi che vi si realizzano.

Ma questo non tutto: parliamo del Sole, distante milioni di chilometri dal nostro pianeta, che fornisce la luce, il calore e l'energia delle quali abbiamo bisogno. La sua distanza dalla Terra talmente perfetta che non possiamo credere n che questa sorgente d'energia ci bruci, n che in mancanza causi il gelo della Terra.

Guardiamo il cielo, al di l del suo aspetto e del suo estetismo, per capire come la massa d'aria che circonda la Terra protegge nello stesso tempo l'uomo e tutti gli esseri viventi da qualsiasi eventuale aggressione esterna. Senza l'atmosfera, nessun essere vivente sopravvive.

Riflettendo su questo ci si domander come si stati creati, come stato creato l'universo nel quale si vive e come si mantenuto. Viene offerta, in questo caso, un'alternativa: sia l'intero universo, sia i pianeti, sia le stelle, che tutti gli esseri viventi sono esistiti all'esito di una serie di coincidenze. In questa prospettiva, gli atomi, le pi piccole unit della materia che vagano liberamente, si uniscono accidentalmente per formare le cellule, gli animali, le piante, gli uomini, le stelle, ogni struttura ed ogni sistema impeccabile ed estremamente complesso che ci circonda. Tutto ci che noi vediamo stato creato da un Creatore che ha la saggezza ed il potere al di sopra di tutte le cose. Niente formato accidentalmente e tutti i sistemi attorno a noi sono concepiti da un creatore. Questo Creatore Dio.

Dobbiamo far riferimento alla nostra propria coscienza morale al fine di scegliere l'una o l'altra di queste ipotesi. E' possibile che dei sistemi minuziosi e senza incrinature siano apparsi accidentalmente e funzionino ancora in perfetta armonia? Ricorrere alla propria coscienza morale permette di cogliere che tutto ci che si trova in questo universo ha un Creatore che glorificato nella saggezza e che ha il potere al di sopra di tutto. Tutto ci che ci circonda porta i segni evidenti della Sua esistenza. Il perfetto equilibrio e la perfetta armonia dell'universo e delle creature viventi sono le manifestazioni pi eclatanti di una suprema intelligenza. La prova evidente, semplice ed indiscutibile. La nostra coscienza morale non ha altra scelta che ammettere che tutto opera di Dio, il solo ed unico Creatore.

Tuttavia, chi non ricorre alla propria coscienza morale non pu, per definizione, giungere a questa conclusione, perch difetta di saggezza, che una qualit spirituale legata alla coscienza morale. Tuttavia, bisogna far attenzione a ci che intendiamo per saggezza. Contrariamente all'accezione comune, la saggezza qui un concetto differente dall'intelligenza. Un uomo, intelligente e ben informato, imprudente se non fa riferimento alla propria coscienza morale ed incapace di vedere o di comprendere ci che vive. Facciamo un esempio che permette di operare una differenza fra intelligenza e lsaggezza, frutto della coscienza morale. Un ricercatore pu condurre delle ricerche molto specifiche sulla cellula, durante un lungo periodo. Pu essere anche il migliore nel suo campo. Tuttavia, se questi privo di saggezza e coscienza morale, non conoscer che la cellula, senza per essere capace di giungere a corrette conclusioni. Al contrario, un uomo saggio e coscienzioso coglier nel dettaglio gli aspetti miracolosi e perfetti di una cellula e ne riconoscer la mano di un creatore, di un ideatore della saggezza superiore. Se usa la propria coscienza morale, giunger alla seguente conclusione: il potere di chi crea una cellula con una tale perfezione, dev'essere anche il Creatore di tutti gli esseri viventi e di ogni cosa.

Nel Corano, abbiamo l'esempio del Profeta Abramo (psdl), che ha trovato Dio ascoltando la voce della sua coscienza morale.

Quando arriv la notte, egli osserv una stella e disse: "Ecco il mio Signore" Dopo che la stella spar, egli disse: "Non amo le cose che spariscono". Quindi osserv la luna che si levava, e disse: "Ecco il mio Signore". Quando spar anche la luna, disse: "Se il mio Signore non mi guida, certamente sar fra la gente idolatra". Quando osserv il sole levarsi, egli disse: "Ecco il mio Signore! Egli il pi grande". Quando anche il sole spar, egli disse: "O popolo mio, io disconosco tutto ci che voi associate a Dio. Volgo il mio sguardo esclusivamente verso Colui che ha creato il cielo e la terra; non faccio parte di coloro i quali associano altri a Lui". (Sura VI Al-An'm: 76-79 - Il Bestiame)

Il versetto qui sopra mostra, come fa il Profeta Abramo (psdl), che si pu trovare Dio per mezzo della saggezza. Grazie alla sua coscienza morale, questi si reso conto che tutte le cose che vedeva attorno a lui erano solamente degli esseri creati, molto inferiori al Creatore. Chiunque fa riferimento alla propria coscienza morale tender spontaneamente alla medesima conclusione. Qualsiasi persona che rifletta sinceramente, che faccia uso della sua coscienza morale e che rifugga dalle proprie passioni, pu cogliere l'esistenza e la gloria di Dio. Se, al contrario, si rifiuta di vedere i fatti manifesti ed agisce come se non esistessero, allora si svilir. Quest'ultima attitudine causata da un conflitto di interessi: grazie alla coscienza morale, si riconosce ci che giusto e ci che non lo . Ma, finch gli interessi personali prendono il sopravvento, ci si rifiuta di vedere il bene. Accettare l'esistenza di Dio significa sottomettersi a Lui, del quale si ha infinitamente bisogno e dinanzi al quale si responsabili.

Citiamo un esempio ben conosciuto nella storia scientifica per mostrare come una coscienza morale velata possa ingannare un uomo, malgrado la propria intelligenza e la propria conoscenza. Francesco Crick uno dei due ricercatori che ha scoperto la struttura del DNA negli anni '50. Fece, senza dubbio, una delle pi importanti scoperte della storia scientifica, dopo un assiduo lavoro ed una conside-revole dose di sapienza e di intelligenza. Per questo fu insignito del Premio Nobel.

Durante la sua ricerca, Francesco Crick si talmente meravigliato della struttura della cellula e del suo misterioso concetto che, pur essendo un fervente evoluzionista, ha espresso nel suo libro i seguenti concetti:

Un uomo onesto, dotato di tutta la conoscenza oggi disponibile, potr solamente dichiarare che l'origine della vita sembra essere in questo momento, in un certo senso, quasi un miracolo, se numerose sono le condizioni che dovranno essere soddisfatte per mantenerle (Francesco Crick, Life Itself: Its Origin and Nature, New York : Simon et Schuster, 1981, p. 88)

Crick, che credeva nell'evoluzione e nell'idea che la vita il risultato di coincidenze, ha studiato dettagliatamente le cellule. Egli riteneva che la cellula non pu essersi formata per caso e pertanto non pu essere che un miracolo. Gli evoluzionisti, tuttavia, non ritengono che esista alcun'altra spiegazione al di fuori del caso, perch il contrario presumerebbe accettare l'esistenza di Dio. Malgrado tutto, Crick rimase impressionato dalla perfezione della cellula, e dovette riconoscere la propria meraviglia. Tuttavia, Crick non pot seguire a lungo la sua coscienza mora-le: sostenne di non poter accettare l'esistenza di Dio e quindi questa creazione, che esige una saggezza superiore, non pu essere in nessun caso spiegata con delle coincidenze, stata realizzata da "extraterrestri". In altri termini, degli extraterrestri, e non Dio, avrebbero portato il primo campione di DNA sulla Terra, permettendo cos l'inizio della vita!

Questo un tipico esempio di dove pu arrivare un uomo, qualunque sia la sua intelligenza od il suo sapere, che reprima la sua coscienza morale. Questo "ricercatore", Premio Nobel, ha offuscato il suo spirito a tal punto da non arrivare neanche a riflettere sulla questione di conoscere come abbia fatto un extraterrestre ad aver creato s stesso.

Michele J. Behe, celebre professore americano di biochimica, spiega senza impiegare il termine coscienza morale, la situazione di questo genere di ricercatori:

Durante questi quattro ultimi decenni, la moderna biochimica ha scoperto i segreti della cellula. Gli sforzi sono stati duri. Alcune decine di migliaia di persone hanno consacrato la loro vita al noioso lavoro che quello del laboratorio..

Il risultato di questi sforzi accumulati intrapresi per studiare la cellula - al fine di studiare la vita a livello molecolare - un appello forte, chiaro, e pungente, nel dire "Concepimento"! Il risultato talmente evidente e talmente significativo che dev'essere classificato fra uno dei pi grandi avvenimenti della storia della scienza.Questo trionfo della scienza dovrebbe far gridare a decine di migliaia di voci "Eureka"!

Ma nessuno ha festeggiato, nessuno ha applaudito. Al suo posto, un curioso ed imbarazzante silenzio circonda la rigida complessit della cellula. Quando il soggetto affrontato in pubblico, le persone cominciano a scalpitare, ed il respiro diviene affannoso. Le persone sono un po' pi distese in privato; molti ammettono esplicitamente l'evidenza, poi abbassano gli occhi, scuotono la testa, e continuano come prima.

Perch la comunit scientifica non abbraccia avidamente la sua sbalorditiva scoperta? Perch il fatto di osservare il concepimento manipolato da intellettuali? Il dilemma che se le si assegna il titolo di "concepimento intelligente" da un lato imponente, dall'altro dovr portare il titolo di Dio (Michel J. Behe, Darwin's Black Box, New York : Free Press 1996, pp. 232-233).

I segni dell'esistenza di Dio sono chiarissimi ed evidenti a tutti. E' chiaro che il Creatore dell'universo Dio. Alcuni rifiutano l'esistenza di Dio non perch non credano veramente in Lui, ma perch non vogliono essere obbligati ad agire secondo la morale adottata dai credenti. Tutti intimamente riconoscono l'esistenza e la potenza eterna di Dio. Tuttavia, ammettere l'esistenza di Dio e rendersi conto del suo potere implica una responsabilit verso di Lui, quale l'obbedienza ai Suoi comandamenti ed una vita a Lui consacrata. Chi persiste nel rifiutare questa realt, anche se cosciente, lo fa perch non si conforma n ai propri interessi e n al sen-timento che in lui.

Nel Corano, queste persone vengono descritte anche nella Sura, An-Naml:

Essi li rinnegarono ingiustamente ed orgogliosamente, pur credendo dentro di loro con certezza. Guarda quindi ci che avvenuto ai corruttori. (Sura XXVII, 14 - An-Naml, Le Formiche)

Ci che riferisce il Corano quello che ha avuto luogo fra il Profeta Abramo (psdl) ed il suo popolo, adoratore di idoli, e che ben illustra ci che stiamo scrivendo. Occorre precisare come nel Corano il termine "idolo" impiegato per designare tutto ci che da parte dei credenti pu sostituire Dio. L'idolatra non soltanto chi adora delle statue. Nel caso degli evoluzionisti, gli atomi, il tempo ed il caso come cause di inizio della vita, vengono considerati come degli dei, mentre nessuno pu creare la vita. Soltanto Dio possiede tale potere. Il Corano ci ricorda che il Profeta Abramo (psdl) ha distrutto gli idoli al fine di mostrare al suo popolo che ci che avevano adorato era soltanto un oggetto che non aveva alcun potere sugli uomini.

Egli disse: "Ma il vostro Signore piuttosto il Signore dei cieli e della terra, Colui il quale li ha creati. Ed io sono uno di quelli che lo testimoniano. Per Dio, io distrugger i vostri idoli, per i quali siete tornati sui vostri passi!" Li distrusse, ad eccezione della statua pi grande. Pu essere che essi ritornino verso questa. Gl idolatri dissero: "Chi ha fatto questo alle nostre divinit? E' certamente fra gli ingiusti" Alcuni dissero: "Abbiamo sentito un giovane uomo sparlare di loro; questi si chiama Abramo" Dissero: "Portatele davanti alle persone affinch possano testimoniare" Quindi aggiunsero: "E' Abramo colui il quale ha fatto questo alle nostre divinit?" Abramo rispose: "E' la pi grande di queste statue che ha fatto questo. Domandateglielo, ammesso che esse possano parlare". (Sura XXI Al-Anbiy, I Profeti: vv. 56-63)

Quindi, i miscredenti hanno visto che questi idoli non potevano rispondere alle loro domande: non erano che delle effigie impotenti, incapaci di proteggere, ed ancora meno di creare qualche cosa; quindi si rimisero alla loro coscienza morale:

Quindi si ricredettero, e dissero fra loro: "Siete voi i veri ingiusti". (Sura XXI, Al-Anbiya, I Profeti: v. 64)

Tuttavia, qualche tempo dopo, ritornarono alla loro antica credenza, negando in maniera altezzosa ed arrogante ci che nondimeno la loro coscienza morale gli aveva suggerito (Sura XXI Al-Anbiy, I Profeti: vv. 65-67).

Sprofondarono quindi nell'angoscia e resistettero tenacemente anche a ci che avevano accettato. Non vollero pi riconoscere la verit e provarono intenso odio nei confronti di chi aveva lacerato il velo che copriva la loro coscienza morale. Addirittura tentarono di uccidere i loro messaggeri al fine di preservare le loro false credenze:

Essi dissero: "Bruciatele! Scuotete le vostre divinit se volete fare qualcosa per loro". (Sura XXI, Al-Anbiya, I Profeti: v. 68)

Si ritrova questo tipo di atteggiamento a tutti i livelli della societ: fra l'eminente ricercatore, che ha effettuato molte scoperte per l'umanit, in un uomo d'affari coronato di successo, in un artista dotato o ancora in una persona ricca, colta ed intelligente. Il fatto di non ricorrere alla coscienza morale, e pertanto di non pensare a Dio, di non glorificare la Sua potenza e la Sua arte, di non ringraziarLo per i benefici accordati, conduce l'uomo all'orgoglio. Ma l'intelligenza, le scoperte oppure i beni non saranno di alcun aiuto dopo la morte. Si pensa poco a questo, mentre si sono gi dimenticati i nomi di personaggi celebri alla loro epoca per riscoprirli, per la loro ricchezza o per il loro potere. A quelli che sono ricordati, certamente non gli reca sempre onore. Queste persone sono state sorde ai comandamenti di Dio, non gli hanno riconosciuto il potere n apprezzato i favori che gli sono stati accordati. Si sono smarriti perch i loro cuori sono stati sigillati e la loro coscienza morale velata. Nel Corano, Dio evoca quelli che trasgrediscono, sempre alla ricerca dei loro personali interessi e sottomessi alle loro passioni:

Vedi chi assume a propria divinit la sua passione? Dio l'allontana scientemente, suggella il suo udito ed il suo cuore e stende un velo sulla sua vista. Chi quindi pu guidarlo dopo Dio? Non lo ricordate dunque? Ed essi dissero: "Non c' per noi che la vita terrena: moriamo e viviamo e solo il tempo ci fa perire" Essi non hanno di quella alcuna conoscenza: non fanno altro che illazioni. (Sura XLV, Al-Jhiyya, La Genuflessa: vv. 23-24)

Come riferito nei versetti di cui sopra, quelli che preferiscono le passioni alla loro coscienza morale e danno prova di alterigia e di ribellione, come loro qualit specifiche, sono "sordi e ciechi". Non avendo la comprensione e la saggezza, non possono distinguere il bene dal male. Il loro comportamento si spiega soltanto con il fatto che non impiegano la loro coscienza morale.

QUELLI CHE SI INTERROGANO E QUELLI CHE IGNORANO

Fin qui abbiamo visto come un uomo coscienzioso si renda conto dell'esistenza di Dio. Chi, in virt della propria coscienza morale, riconosce che esiste un Creatore, giunger alla seguente conclusione: se Dio ha creato un universo cos perfetto ed ha dotato l'uomo di una coscienza morale per comprenderlo, non lo lascer inattivo. Egli avr sicuramente stabilito qualche contatto con questi esseri intelligenti che ha creato e si sar manifestato a loro. Inoltre, Dio avr avuto certamente un fine per creare tutto questo, che vorr far loro conoscere. Colui il quale usa questa coscienza morale, prova il desiderio ardente di conoscere il Creatore che lo ha creato, e che ha creato l'intero universo. Questo desiderio diviene anche lo scopo unico della sua vita. Si rende conto di aver bisogno di Dio, che l'ha creato a partire dal nulla che gli ha accordato la vita quando era nulla ed al quale appartiene tutto il potere. Capisce anche che Dio ha creato tutto con uno scopo, che ogni cosa ha uno scopo. Il cielo simile ad un soffitto che protegge il nostro pianeta; le cellule sono la base degli esseri viventi; la pioggia apporta abbondanza ed il sole fonte di luce e di calore. In breve, l'uomo pu vedere che tutto ci che lo circonda, impossibile per noi qui enumerare, non stato creato vanamente. Egli si domanda allora: "Se mi trovo in un mondo cos perfetto ed impeccabilmente concepito, e poich morir presto, allora qual lo scopo della mia presenza qui?" E cerca delle risposte a questa domanda.

Non si accontenta - al fine di conoscere Dio, di apprendere ci che Egli esige da lui, ed al fine di conoscere qual lo scopo della Sua creazione - di alcune indicazioni, suscettibili d'essere false od insufficienti, districandosi fra le une e le altre. Non fidandosi mai dei detti spesso inconsistenti e contraddittori degli uomini, egli considera che la miglior guida per giungere a Dio il libro che questi ha rivelato: il Corano, ultimo libro che Dio ha inviato e che ha protetto, che diviene quindi la sua guida.

Quelli che non conoscono il Corano non seguono la loro coscienza morale:

Quante persone nel mondo hanno letto il Corano o si sono interessate a questo?

Dio invia un libro per guidare gli uomini, avvertendoli che saranno interrogati dopo la loro morte riguardo i loro comportamenti: hanno o meno tenuto conto di ci che vi scritto? Gli uni otterrano il paradiso, gli altri l'inferno. Tutti lo sanno. Se questo non grazie alla loro propria coscienza morale, allora a causa degli altri. Malgra-do tutto, sono fra quelli che non hanno ancora letto il Corano. Non ci si domanda neanche ci che contiene questo libro per il quale si dovr rendere conto nel Giorno del Giudizio.

Immaginiamo che un uomo riceva una lettera dall'impresa presso la quale lavora all'interno di una busta sulla quale c' scritto: "importantissima per la tua carriera". Gli si chieder di leggere questa lettera e di completare delle indicazioni ivi contenute, e ci entro un dato termine. Che cosa far? Appender questa lettera al muro senza neanche leggerla, la metter in un cassetto, o ancora, la legger senza curarsi del contenuto? Oppure la legger immediatamente con grande curiosit? Provveder immediatamente a quanto richiesto? La saggezza ed il buon senso gli consiglieranno certamente di leggere questo messaggio. Ora, la maggior parte delle persone, a causa di una consistente leggerezza, non pensa di leggere il pi essenziale libro che esista: il messaggio di Dio ai Suoi Servitori. Il Corano ci riferisce come le persone hanno abbandonato il libro inviato da Dio:

Ed il Messaggero disse: "Signore, il mio popolo ha veramente trascurato questo Corano!" (Sura XXV, Al-Furqn, Il Discernimento: v. 30)

E quando giunse loro, da parte di Allah, un messaggero che confermava quello che gi avevano ricevuto, alcuni di quelli ai quali erano state date le Scritture, si gettarono dietro le spalle il Libro di Allah, come se non volessero saperne nulla. (Sura II, Al-Baqara, La Vacca: v. 101)

In questi versetti, l'espressione "come se essi non ne volessero saperne nulla" segnala che le persone scientemente negano il libro di Dio. Chiunque sa, nel proprio intimo, che deve leggere il Corano e mettere in pratica i suoi comandamenti. Tuttavia, la maggior parte finge di non saperlo. La ragione sta nel fatto che le persone non si conformano alla loro coscienza morale.

LA COSCIENZA MORALE ED IL CORANO MOSTRANO ALL'UOMO IL VERO SCOPO DELLA VITA

Pensate voi che vi ho creato gratuitamente e che non sarete ricondotti a me? (Sura XXIII, Al-Mu'minn, I Credenti: v. 115)

Chi pensa secondo la propria coscienza morale rifletter sullo scopo della sua vita e si rivolger naturalmente verso il Corano, la rivelazione di Dio. Durante la lettura del Corano, estremamente importante che la coscienza morale sia aperta e che la lettura di ogni versetto sia compiuta con sincerit ed intenzione di vivere in conformit con il messaggio divino. Chi consulta il Corano sapr il perch stato creato:

Non ho creato i djin e gli uomini che per adorarmi. Non cerco da loro un contributo; non voglio che mi nutrano. In verit, Dio che il Grande Sostentatore, il Detentore della forza, l'Inflessibile. (Sura LI, Adh-Dhriyt, Il Vento: v. 56-58)

Lo scopo della vita dell'uomo sulla Terra l'essere messi alla prova:

Colui il quale ha creato la morte e la vita al fine di mettervi alla prova e di conoscere chi di voi migliore ad operare, ed Lui il Potente, il Misericordioso. (Sura LXVII, Al-Mulk, L'Altissimo: v. 2)

Un libro dalla perfetta rettitudine per avvertire che una severa punizione viene da Allah e per annunciare ai credenti che fanno le buone opere che avr per loro una bella ricompensa. (Sura XVIII, Al-Kahf, La Caverna: v. 7)

Abbiamo creato l'uomo da una goccia di sperma per metterlo alla prova. L'abbiamo fatto ascoltando e vedendo. L'abbiamo guidato nel cammino, sia che sia riconoscente, sia che sia ingrato. (Sura LXXVI, Al-Insn, L'Uomo: vv. 2-3)

Chi legge questi versetti comprende che Dio ha creato la vita per mettere alla prova l'uomo. Si pensa soltanto a s, come agli altri. La maggior parte delle persone costantemente si affatica e lotta per la propria esistenza in questo mondo. Elabora progetti molto dettagliati per la sua vita terrena: la scuola che frequenta, il lavoro che ha, il matrimonio, i figli, la casa nella quale vive, l'automobile che ha acquistato, lo stipendio, il luogo in cui festeggia il nuovo anno, i regali che riceve per il compleanno, la pensione, le vacanze, etc. Ciascuno ha i propri piani ed i propri obiettivi da seguire. Tuttavia nessuno si cura di pensare al reale scopo della propria presenza in questo mondo. Un uomo coscienzioso non vede in questo altro che indifferenza e follia.

E' Dio che ha creato l'uomo, gli ha dato la vita e lo fa vivere. Essere suo schiavo, questo lo scopo della creazione. Solo la sottomissione a Dio e la ricerca della Sua soddisfazione, al fine di sacrificare i propri beni, far prosperare l'uomo. Tuttavia, la maggior parte delle persone conduce una vita indiferrente ed interes-sata, come se non fosse del tutto cosciente della vita stessa, e vive solamente per godere la vita terrena. Un uomo che si conforma alla propria coscienza morale vede che la maggior parte delle persone si trova dinanzi ad un pericoloso stato di negli-genza. Quindi, si rende conto che le altre persone non possono essere un riferi-mento per lui e che li segue dicendo: "la maggior parte di loro lo fa, allora anch'io posso farlo", questo impedisce di prendere il Corano come unica guida.

 
   
    

 

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