| CHE COS'È UN FOSSILE?
Nella definizione più ampia, un fossile è ciò che
resta di un essere vivente vissuto molto tempo fa e conservatosi fino
ai tempi presenti, preservato in condizioni naturali. I fossili che arrivano
fino a noi sono parte di un organismo, o tracce lasciate quando l'essere
vivente in questione era ancora vivo (queste ultime sono conosciute come
impronte fossili). Si sono formati quando piante o animali morti si sono
conservati prima del disfacimento completo, diventando alla fine parte
della roccia sedimentaria della terra. Perché possa avvenire la
fossilizzazione, l'animale o la pianta in questione deve essere sepolto
in tempi molto rapidi - in genere ricoperto da uno strato di limo. In
genere ciò è seguito da un processo chimico, durante il
quale la conservazione è assicurata attraverso modificazioni minerali
che avvengono nei tessuti originali.

UN FOSSILE DI RANA DI 50 MILIONI DI ANNI FA
Non c'è alcuna differenza tra questa rana, vissuta 50 milioni di anni fa, e quelle di oggi.
|
I fossili sono la prova più importante dei particolari della
vita preistorica. Da varie regioni del mondo provengono centinaia di
milioni di fossili, che ci offrono una finestra sulla storia e sulla
struttura della vita sulla Terra. Milioni di fossili indicano che le
specie sono apparse istantaneamente, già pienamente formate e
con le proprie strutture complesse, e non hanno subito alcun cambiamento
nei milioni di anni successivi. Ciò è una prova significativa
che la vita venne posta in essere dal nulla - in altre parole fu creata.
Non c'è un solo fossile che suggerisca che gli esseri viventi
si siano formati gradualmente, in altre parole che si siano evoluti.
Gli esemplari fossili che gli evoluzionisti ritengono "fossili intermedi" sono
pochissimi, ed è stata scientificamente provata la loro infondatezza.
Nello stesso tempo, si è scoperto che alcuni degli esemplari
presentati come fossili intermedi erano dei falsi, con ciò dimostrando
che i darwinisti sono alla disperazione, tanto da ricorrere alla frode.
Negli ultimi 150 anni o quasi, i fossili provenienti da scavi effettuati
in tutto il mondo provano che i pesci sono sempre stati pesci, gli insetti
sono sempre stati insetti, gli uccelli sono sempre stati uccelli e i
rettili sono sempre stati rettili. Non c'è un solo fossile ad indicare una qualunque transizione
tra le specie viventi - in altre parole da pesce ad anfibio o da rettile a uccello.
In breve, i reperti fossili hanno definitivamente demolito la tesi di base della
teoria dell'evoluzione, che le specie discendano l'una dall'altra subendo delle
modifiche in lunghi periodi di tempo.

Questa betulla fossile del Paleocene (da 65,5 a 55 milioni di anni fa), rinvenuta nel Montana, è tridimensionale. |
Oltre ad offrire informazioni riguardo alle forme di vita, i fossili
ci offrono anche dati significativi riguardo alla storia del pianeta,
come per esempio i movimenti delle placche continentali che hanno alterato
la superficie della Terra e i tipi di cambiamenti climatici che hanno
avuto luogo nelle ere passate.
I fossili hanno attratto l'interesse dei ricercatori fin dai tempi
dell'antica Grecia, sebbene il loro studio come branca a sé della scienza sia cominciato
soltanto alla metà del diciassettesimo secolo. Ciò avvenne in seguito
all'opera del ricercatore Robert Hooke (autore di Micrografia,
1665 e Discorso sui terremoti, 1668) e Niels Steensen (meglio
conosciuto come Nicola Stenone). Al tempo in cui Hooke e Stenone svolsero
le loro ricerche, la maggior parte dei pensatori non credeva che i fossili
fossero veramente i resti di esseri viventi, esistiti in tempi passati.
Al centro del dibattito, se i fossili fossero da considerare reali resti
di esseri viventi, stava la difficoltà di
spiegare la distribuzione dei fossili, in termini di dati geologici. I
fossili venivano frequentemente trovati in regioni montuose, sebbene a quel tempo
fosse impossibile spiegare come un pesce, ad esempio, potesse essersi fossilizzato
in uno strato di roccia così in alto sul livello del mare. Proprio come
Leonardo da Vinci aveva già in precedenza suggerito, Stenone sostenne
che il livello del mare dovesse essersi abbassato nel corso della storia. Hooke,
d'altra parte, sosteneva che le montagne si erano formate come risultato di un
riscaldamento interno alla Terra e dei terremoti delle placche oceaniche.

Un granchio fossile vissuto tra 38 e 23 milioni di anni fa. |
Fu in seguito alle spiegazioni di Hooke e Stenone, che spiegavano come
i fossili fossero effettivamente i resti di esseri viventi un tempo vissuti,
che la geologia si sviluppò durante il diciottesimo e il diciannovesimo
secolo, e la raccolta e la ricerca sistematica di fossili cominciarono
a trasformarsi in una disciplina scientifica. I principi fissati da Stenone
vennero seguiti nella classificazione e nell'interpretazione di fossili.
Dal diciottesimo secolo in poi, lo sviluppo delle miniere e la crescente
costruzione di ferrovie favorirono una maggiore e più dettagliata
ricerca su ciò che si trova sotto la superficie terrestre.
La moderna geologia rivelò che la crosta terrestre consiste di enormi
sezioni conosciute come "placche", che si sono spostate attraverso
la superficie del globo, trasportando i continenti e formando gli oceani. Maggiori
i movimenti delle placche, maggiori i cambiamenti nella geografia della Terra.
Le catene montuose sono il risultato delle collisioni tra enormi placche. I cambiamenti
e i sollevamenti nella geografia della Terra che ebbero luogo nel corso di lunghissimi
periodi di tempo mostrano anche che gli strati che oggi formano regioni montuose
una volta si trovavano sotto terra.
|
 |
 |
Una stella di mare di età compresa tra 490 e 443 milioni di anni indica che le stelle di mare sono le stesse da centinaia di milioni di anni e non si sono evolute |
UNA FORMICA ALATA VISSUTA TRA 20 E 15 MILIONI DI ANNI FA.
Anche i fossili intrappolati nell'ambra a causa dell'indurimento della resina confutano la teoria dell'evoluzione.
|
I gamberi che vivevano da 250 a 70 milioni di anni fa sono gli stessi di quelli che vivono oggi. I gamberi, che sono immutati da milioni di anni, dimostrano che l'evoluzione non ha mai avuto luogo. |

Un ricercatore di fossili che lavora nella formazione Ediacara in Australia. |
In tal modo, i fossili che si trovano negli strati di roccia si rivelarono
uno dei mezzi principali per ottenere informazioni sui periodi differenti
della storia terrestre. Le informazioni geologiche mostrarono che i resti
degli esseri viventi conservati nei sedimenti dopo la morte - in altre
parole i fossili - si erano sollevati negli strati di roccia formatisi
in periodi di tempo enormemente lunghi. Alcune delle rocce in cui i fossili
venivano trovati risalivano a centinaia di milioni di anni fa.
Durante questi studi si osservò che determinate specie fossili
venivano trovate solo in determinati strati e in certi tipi di rocca.
Si osservò che gli strati di roccia consecutivi contenevano i
propri gruppi fossili, che potevano essere considerati quindi la particolare "firma" di
quello strato. Questi "fossili-firma" potevano variare, secondo
il tempo, il periodo e l'area. Ad esempio, due diverse condizioni ambientali
e tipi di sedimenti – come un antico letto di lago e una barriera
corallina - si possono incontrare nello stesso strato con fossili appartenenti
alla stesso periodo geologico. In alternativa, si può trovare
la stessa "firma" fossile in due diverse falde rocciose distanti
molti chilometri l'una dall'altra. Attraverso le informazioni fornite
da questi resti, gli scienziati hanno determinato la struttura cronologica
geologica in uso ancora oggi.

I ritrovamenti fossili rivelano che gli esseri fantasiosi di queste immagini non sono mai esistiti. Gli esseri viventi comparvero all'improvviso con tutte le loro caratteristiche intatte e, per tutta la loro esistenza, queste specie non hanno subito alcun tipo di cambiamento. |
I darwinisti affermano che, subendo piccoli cambiamenti,
gli esseri viventi si evolvono da una specie all’altra
nel corso di milioni di anni. Secondo questa affermazione, che è confutata
dalla scoperte scientifiche, i pesci si trasformarono in anfibi
e i rettili in uccelli. Questo cosiddetto processo di trasformazione,
che si dice duri da milioni di anni, dovrebbe aver lasciato innumerevoli
prove nei reperti fossili. In altre parole, durante le loro intense
ricerche durate centinaia di anni, i ricercatori avrebbero dovuto
trovare molti esseri viventi grotteschi, creature mezzo pesce
mezza lucertola, mezzo ragno mezza mosca o mezza lucertola mezzo
uccello. Nonostante quasi ogni strato della terra sia stato esplorato,
però, non è stato trovato un singolo fossile che
i darwinisti possano usare come prova della cosiddetta transizione.
D’altro canto, ci sono innumerevoli fossili che dimostrano
che i ragni sono sempre stati ragni, le mosche sono sempre state
mosche, i pesci sempre pesci, i coccodrilli sempre coccodrilli,
i conigli sempre conigli e gli uccelli sempre uccelli. Centinaia
di milioni di fossili dimostrano chiaramente che gli esseri viventi
non hanno subito alcuna evoluzione, ma sono stati creati. Centinaia
di milioni di fossili provano che gli esseri viventi non si sono
evoluti, ma sono stati creati. |

La formazione dei fossili

Una vespa di 54 - 28 milioni di anni, pietrificata nell'ambra. |
Dopo la morte di un essere vivente, può originarsi
un fossile grazie alla conservazione delle componenti dure del corpo
che l’organismo lascia dietro di sé, per esempio le ossa,
i denti, la conchiglia o gli artigli. In genere si pensa ai fossili come
parti di una pianta o di un animale in forma pietrificata. Tuttavia,
i fossili non si producono soltanto per mezzo della pietrificazione.
Alcuni sono sopravvissuti fino ad oggi senza alcun danno o decadimento
delle loro strutture, come ad esempio i mammut congelati nel ghiaccio
o gli insetti e le piccole specie di rettili e di invertebrati conservati
nell'ambra.

Questa libellula intrappolata nel fango potrebbe un giorno diventare fossile e raggiungere le future generazioni come prova che l'evoluzione non è mai avvenuta. |
Quando muore un essere vivente, i tessuti morbidi dei muscoli
e degli organi cominciano immediatamente a decomporsi sotto gli effetti
dei batteri e delle condizioni ambientali (In casi rarissimi, come con
il freddo sottozero o il calore secco dei deserti, la decomposizione
non ha luogo). Le parti più resistenti dell'organismo, in genere
le parti che contengono minerali come le ossa e i denti, possono conservarsi
per periodi molto più lunghi, andando incontro a vari processi
fisici e chimici. E questi processi permettono che avvenga la fossilizzazione.
Tuttavia, la maggioranza di queste componenti che fossilizzano sono le
ossa e i denti dei vertebrati, le conchiglie dei brachiopodi e dei molluschi,
gli scheletri esterni di certi crostacei e trilobiti, le forme generali
degli organismi corallini e delle spugne e le parti legnose delle piante.
Anche le condizioni ambientali che circondano un organismo giocano un
ruolo importante nella formazione dei fossili. Si può predire
se la fossilizzazione avverrà oppure no sulla base dell'ambiente
circostante un organismo. Per esempio, in termini di formazione di fossili,
gli ambienti sott'acqua sono più vantaggiosi di quelli sulla terra
asciutta.
Il processo di fossilizzazione più comune e diffuso è conosciuto
come permineralizzazione o mineralizzazione. Durante
questo processo l'organismo viene rimpiazzato dai minerali contenuti
nei liquidi del terreno in cui il corpo è immerso. Durante il
processo di mineralizzazione, si susseguono questi stadi:
1) innanzitutto è essenziale che il corpo dell'organismo morto,
quando finisce coperto da terreno, fango o sabbia, sia immediatamente
protetto dal contatto con l'aria. Nei mesi successivi, sui resti sepolti
si accumulano nuovi strati di sedimenti. Questi strati agiscono come
uno scudo che diventa sempre più spesso, proteggendo in tal modo
il corpo dell'animale dagli agenti esterni e dall'usura fisica. Si formano
molti altri strati, ognuno sopra quello precedente; e in qualche centinaio
di anni i resti dell'animale si trovano a giacere parecchi metri sotto
la superficie della terra o del fondo del mare o del lago. Man mano che
passa altro tempo, le strutture come le ossa, la conchiglia, le scaglie
o la cartilagine degli animali lentamente iniziano a disfarsi chimicamente.
L'acqua sotterranea comincia ad infiltrare queste strutture, e i minerali
solubili contenuti in queste acque - minerali come calcite, pirite, silice
e ferro, che sono più resistenti all'erosione e alla dissoluzione
chimica - gradualmente sostituiscono gli elementi chimici nel tessuto.
Così nel corso di milioni di anni, questi minerali costituiscono
un'esatta copia in pietra sostituendo i tessuti del corpo dell'organismo.
Infine, il fossile viene ad avere l'esatto aspetto e l'esatta forma esterna
dell'organismo originale, anche se ora è diventato di pietra.

1. Barriera corallina: gli animali marini calcarei che formano la barriera corallina.
2. Radiolario: un tipo di plancton microscopico con scheletro di silicio.
3. Mollusco a due valve, con conchiglia di carbonato di calcio. Nei fossili, questi organi duri possono conservarsi senza modifiche.
4. Graptolite: fossili con scheletri organici che in genere hanno lasciato tracce sullo scisto argilloso nero. Queste creature vivevano in colonie.
5. Denti di squalo: ossa e denti sono costituiti in gran parte di fosforo per cui sono più resistenti in confronto agli organi costituiti da tessuti molli.
6. Tracce fossili: fossili formati da impronte visibili sui sedimenti.
7. Ammonite: un esemplare la cui conchiglia è stata sostituita da pirite di ferro e che si è fossilizzata.
8. Un albero pietrificato: col passar del tempo, le cellule del legno dell'albero vengono sostituite da silicio e si fossilizzano.
9. Ambra: piccoli organismi conservati nella resina.
10. Foglie carbonizzate: piante trasformate in fibre di carbonio.
Questo pesce fossile, di 50 milioni di anni, è la dimostrazione che i pesci sono sempre rimasti pesci. |
Durante la mineralizzazione si possono riscontrare situazioni diverse:
1. se lo scheletro è completamente riempito con soluzione liquida e la dissoluzione ha luogo in uno stadio posteriore, si fossilizza la struttura interna.

Questo pesce fossile, di 50 milioni di anni, è la
dimostrazione che i pesci sono sempre rimasti pesci. |
2. se lo scheletro è completamente sostituito
da un minerale diverso da quello originale, emerge una copia completa
della conchiglia.
3. se si forma una sagoma o calco dello scheletro, a causa
della pressione, allora i resti della superficie esterna dello scheletro
possono conservarsi.

Un chironomide di 20 - 15 milioni di anni conservato
nell'ambra. |
Nelle piante fossili, d'altra parte, si verifica la
carbonizzazione causata dai batteri. Durante il processo di carbonizzazione,
l'ossigeno e l'azoto sono sostituiti dal carbonio e dall'idrogeno.
La carbonizzazione ha luogo per mezzo della dissoluzione delle molecole
dei tessuti da parte dei batteri, a seguito dei cambiamenti di pressione
e temperatura o di vari processi chimici, causando così delle modifiche nella struttura
della proteina della cellulosa, in modo tale che restino soltanto le
fibre di carbonio. Scompaiono altri materiali organici come l’anidride
carbonica, il metano, l’acido solforico e il vapore acqueo. Questo
processo dà luogo ai giacimenti di carbone naturale che si sono
formati dalle paludi esistenti durante il periodo Carbonifero, da 354
a 290 milioni di anni fa.
I fossili a volte si formano quando gli organismi
sono sommersi da acqua ricca di calcio e vengono ricoperti da minerali
come il travertino. L'organismo, durante il decadimento, lascia tracce
di sé nello strato minerale.

A volte, in condizioni eccezionali, anche organismi fragili possono fossilizzarsi.
Nell'immagine una stella di mare del periodo Giurassico (da 206 a 144 milioni di anni fa).
Non c'è differenza di sorta tra questo fossile e le stelle di mare dei giorni nostri. |
La fossilizzazione completa delle parti molli di un essere
vivente, e tra queste la pelliccia, le penne o la pelle, si è riscontrata
soltanto raramente. Alcuni resti di certe forme di vita dai tessuti molli
del periodo Precambriano (risalenti a 4,6 miliardi-543 milioni di anni
fa) si sono conservati molto bene. Ci sono anche resti dei tessuti molli
che consentono di esaminare delle strutture risalenti al periodo Cambriano
(543-490 milioni di anni fa), oltre ai resti di esseri viventi e dei
loro tessuti duri fino al giorno d'oggi. I resti fossili di pelliccia
e pelo animali conservati nell'ambra, e i resti fossili risalenti a 150
milioni di anni fa, sono altri esempi che consentono una investigazione
dettagliata. Anche i mammut imprigionati nel permafrost siberiano o gli
insetti e i rettili intrappolati nell'ambra delle foreste baltiche si
sono fossilizzati insieme alle proprie parti molli.
I fossili possono variare considerevolmente in termini
di grandezza, secondo il tipo di organismo preservato. Si hanno fossili
molto diversi, dai microrganismi fossilizzati ai fossili giganti, agli
animali che vivevano insieme in gruppi o branchi, in una struttura sociale.
Uno degli esemplari più straordinari di tali fossili giganti è la scogliera
di spugne in Italia. Simile ad una gigantesca collina, questa scogliera è composta
di spugne calcaree risalenti a 145 milioni di anni fa, sviluppatesi sul
fondo dell'antico Mare di Tetide, in seguito innalzatesi come risultato
del movimento delle placche tettoniche. Essa contiene esemplari delle
forme di vita che vivevano nelle scogliere di spugna durante il periodo
Triassico.

La pelle e le scaglie di questo pesce del periodo Triassico (da
250 a 203 milioni di anni fa) si sono fossilizzate con tutti i
dettagli intatti. Questo esemplare rivela che i pesci avevano la
stessa struttura delle scaglie 250 milioni di anni fa. |
Lo scisto di Burgess in Canada e il Chengjiang in Cina sono
tra gli strati fossili più grandi, che contengono migliaia di
fossili del periodo Cambriano. Gli strati di ambra nella Repubblica Dominicana
e lungo le coste occidentali del Mar Baltico sono gli altri depositi
più importanti di insetti fossili. Gli strati fossili del Green
River nello stato USA del Wyoming, i letti fossili del Fiume Bianco nell'America
centrale, gli strati di Eichstatt in Germania e gli strati fossili di
Hajoula in Libano sono altri esempi che possono essere citati.

LA PIÙ GRANDE BARRIERA
SPUGNOSA DELLA TERRA
Questa barriera spugnosa di 145 milioni di anni
fa è una traccia lasciata dal fondo dell'oceano di
Tethys. Le spugne dei nostri giorni non
differiscono in nulla da quelle che costituiscono
la barriera. Queste spugne mostrano chiaramente
di non aver subito alcuna evoluzione. |
Quali sono i diversi gruppi in cui vengono classificati i fossili?
Proprio come le specie viventi, anche i fossili vengono
classificati in sezioni cui ci si riferisce come "regni". Nel
diciannovesimo secolo, i fossili vennero raggruppati insieme in due categorie
fondamentali: piante o animali. La ricerca e le scoperte successive resero
necessario definire altri gruppi fondamentali di fossili, comprendenti
le forme di vita come i funghi e i batteri. Secondo la classificazione
dei fossili sviluppata nel 1963, i fossili cominciarono ad essere studiati
nella forma di cinque regni diversi:
1. Animalia - fossili del regno animale,
tra i quali gli esemplari più antichi conosciuti risalgono
a 600 milioni di anni fa.
2. Plantae - fossili del regno
vegetale, tra i quali gli esemplari più antichi conosciuti risalgono
a 500 milioni di anni fa.
3 - Monera - fossili di batteri
senza nucleo, tra i quali gli esemplari più antichi conosciuti
risalgono a 3.9 miliardi di anni fa.
4 - Protoctista - fossili degli
organismi unicellulari. Gli esemplari più antichi conosciuti
risalgono a 1,7 miliardi di anni fa.
5 - Fungi - fossili di organismi
pluricellulari, tra i quali gli esemplari più antichi conosciuti
risalgono a 550 milioni di anni fa.
I periodi geologici e la paleontologia
Le prime informazioni di base riguardanti la crosta della Terra cominciarono ad essere acquisite alla fine del diciottesimo secolo e all'inizio del diciannovesimo, in occasione della costruzione di ferrovie e gallerie. William Smith, un costruttore inglese di gallerie, vide che lungo le coste del Mar del Nord c'erano delle rocce simili a quelle portate alla luce durante lavori di costruzione nel Somerset, che risalivano al periodo Giurassico (da 206 a 144 milioni di anni fa). Con gli esemplari di rocce e fossili raccolti da un estremo all'altro del paese, Smith produsse la prima mappa geologica di superficie dell'Inghilterra. Inoltre, basandosi sugli esemplari di roccia in suo possesso, disegnò anche delle carte geologiche sotterranee di alcune regioni, che dettero un enorme contributo all'avanzamento della geologia moderna e alla determinazione della cronologia geologica della Terra. Grazie alle informazioni contenute nelle sue carte, fu possibile conoscere la natura e i contenuti (giacimenti di ferro, carbone, eccetera) degli strati immediatamente sottostanti alla superficie, anche se le rocce erano coperte di vegetazione.


I fossili giocavano un ruolo vitale nell'acquisizione di tutte le informazioni. La cronologia geologica dal periodo Precambriano al Quaternario fu tracciata usando i dati indicati dagli strati fossili, e questo è ancora l'uso al giorno d'oggi. Grazie alle indagini sulle strutture rocciose, furono identificati gli stadi attraversati dalla Terra in periodi diversi, e i fossili nelle rocce fornirono informazioni sugli organismi esistiti durante i diversi periodi. Combinando queste due, si otteneva una cronologia, secondo la quale la storia della Terra è divisa in due Eoni, a loro volta divisi in ere, a loro volta suddivise in periodi.
1. Il Tempo Precambriano (da 4,6 miliardi a 543 milioni di anni fa)
Il Precambriano è considerato la fase più antica e anche più lunga nella storia della Terra ed è suddiviso in varie eoni ed ere. Il periodo tra 4,6 e 3,8 miliardi di anni fa viene chiamato l'Eone
Adeano. In questo periodo, la crosta della Terra si stava ancora formando. L'Eone
Archeano fu tra i 3,8 e i 2,5 miliardi di anni fa, seguita dall'Eone Proterozoico, tra 2,5 miliardi e 543 milioni di anni fa. Nei reperti fossili, ci sono varie tracce di organismi uni e pluricellulari provenienti da questi periodi.
2. L'Eone Fanerozoico (da 543 milioni di anni fa ad oggi)
Fanerozoico significa "vita visibile o conosciuta".
L'Eone Fanerozoico viene suddiviso in tre diverse ere: il Paleozoico,
il Mesozoico e il Cenozoico.
2A. L'Era Paleozoica (da 543 a 251 milioni di anni fa)
Questa era, durata circa 300 milioni di anni, è la
prima e più lunga parte dell'Eone fanerozoico. Durante tutta la
durata del Paleozoico, il clima fu generalmente umido e temperato, sebbene
di tanto in tanto si verificassero delle ere glaciali.
L'Era Paleozoica viene suddivisa in sei diversi periodi,
il Cambriano, l'Ordoviciano,
il Siluriano, il Devoniano, il Carbonifero e
il Permiano.
 
Rocce del periodo Precambriano in Groenlandia
(da 4,6 miliardi a 543 milioni di anni fa).
Le colline di Ediacara in Australia contengono rocce dell'era
Precambriana. I fossili di medusa dell'immagine, di 570 -
543 milioni di anni, sono stati trovati anch'essi a Ediacara.
Questi reperti fossili, che risalgono a centinaia di milioni di
anni fa, negano il "processo evolutivo". Secondo le non
scientifiche affermazioni degli evoluzionisti:
1- i reperti fossili dovrebbero presentare molte forme di
transizione;
2- la transizione in questi reperti dovrebbe essere lenta e
graduale e dimostrare un lento sviluppo dal semplice al
complesso;
3- dopo l'evoluzione della prima immaginaria cellula,
avrebbero dovuto emergere nuove specie.
Inoltre, le tracce di queste specie dovrebbero essere viste nei
fossili. I reperti fossili, tuttavia, non hanno mai convalidato
le affermazioni degli evoluzionisti. I fossili hanno rivelato
alcuni fatti certi: con le loro strutture specifiche, gli esseri
viventi hanno qualità distinte e distinguibili. Queste qualità
non furono acquisite gradualmente nel corso del tempo e non
esiste alcuna connessione evolutiva rintracciabile tra i gruppi
di organismi attualmente viventi. Queste è una delle prove
più importanti che rivela che tutti gli esseri viventi furono
creati perfettamente da Dio, con tutte le loro caratteristiche.
|
Il Periodo Cambriano (543-490 milioni di anni fa)
Questo periodo è l'era geologica in cui compaiono
all'improvviso tutti i gruppi viventi fondamentali (o phyla) viventi
ancora oggi, nonché altri che oggi sono estinti. (Un phylum è la
categoria più ampia dopo il regno nella classificazione degli
esseri viventi. I phyla sono determinati sulla base del numero e della
varietà degli organi dei tessuti degli esseri viventi, sulla loro
simmetria corporea ed organizzazione interna. Il numero di phyla odierni
si è ridotto a 35, ma erano circa 50 quelli che esistevano durante
il periodo Cambriano).
L'emergere delle specie fu così improvviso e così vasto
che gli scienziati gli dettero il nome di "esplosione cambriana".
Il paleontologo evoluzionista Stephen Jay Gould ha descritto il fenomeno
come "l'evento più notevole e sconcertante nella storia
della vita", mentre lo zoologo evoluzionista Thomas S. Ray scrive
che l'origine della vita pluricellulare è un evento di significato
comparabile all'origine della vita stessa.
Se si considerano le informazioni sull'esplosione cambriana
che vengono offerte dalla scienza della paleontologia, esse chiaramente
confermano la creazione divina e falsificano la teoria dell'evoluzione.
L'era Precambriana, prima della Cambriana, era popolata principalmente
da organismi unicellulari, con poche forme di vita pluricellulare dalle
poche caratteristiche specifiche e mancanti di strutture complesse, come
occhi e zampe. Quindi, non c'è prova
che sostenga quell‘immaginaria transizione evolutiva alle forme
di vita cambriane, e non c'è un solo fossile che si possa dire
rappresenti il loro supposto precursore. In questo ambiente arido, abitato
da organismi unicellulari, si produsse all'improvviso una straordinaria
varietà di vita dalle caratteristiche estremamente complesse.
Inoltre, con quest'esplosione, emersero delle forme di vita separate
le une dalle altre, con caratteristiche strutturali molto diverse. I
fossili rivelano divari molto profondi in termini di relazioni e di complessità tra
gli organismi viventi nel Precambriano e quelli nel Cambriano. Così straordinari
sono questi divari che gli evoluzionisti, che devono essere in grado
di provare la continuità tra i gruppi viventi, si sono trovati
nell'impossibilità di definire qualunque relazione di affinità tra
questi phyla, perfino ad un livello puramente teorico.
Il periodo Cambriano mostra che, proprio all'inizio, emersero
all'improvviso forme di vita molto diverse tra di loro, con strutture
estremamente complesse - in effetti questo è esattamente ciò che viene insegnato
con la creazione. L'origine delle strutture perfette possedute dagli
esseri viventi è la creazione di Dio. Nei reperti fossili, queste
strutture perfette appaiono nella loro forma ineccepibile senza mostrare
alcuno stadio carente, incompleto o non ancora funzionante, del tipo
che propugna la teoria dell'evoluzione basata sul caso.

Queste rocce della Terranova mostrano il passaggio dal
periodo Cambriano a quello Ordoviciano. |
Il periodo Ordoviciano (da 490 a 443 milioni di anni fa)

Un limulo fossile di 450
milioni di anni fa, non
diverso da quelli di oggi. |
In questo periodo viveva un gran numero di invertebrati
marini. I reperti fossili hanno rivelato una grande ricchezza di famiglie
di creature marine durante il periodo Ordoviciano. Esistono anche fossili
di piante terrestri che risalgono allo stesso periodo. Durante l’Ordoviciano,
i cambiamenti climatici globali provocati dalle ere glaciali risultarono
nell'estinzione di numerose specie. A questo stato di cose ci si riferisce
come alle "estinzioni ordoviciane".
Alcune forme di vita esistenti durante il periodo Ordoviciano ci sono
ancora oggi. Una è il limulo. Un limulo fossilizzato vecchio 450
milioni di anni mostra che quasi mezzo miliardo di anni fa queste creature
avevano esattamente le stesse caratteristiche e lo stesso equipaggiamento
complesso. Anche il più antico e meglio fossilizzato ragno d'acqua
conosciuto appartiene al periodo Ordoviciano (425 milioni di anni fa)
ed è un'altra importante prova che gli esseri viventi sono rimasti
immutati per lunghe ere. In un periodo in cui - secondo lo scenario darwinista
- gli esseri viventi dovrebbero aver subito l'evoluzione, questi resti
rivelano che l'evoluzione non ebbe mai luogo in alcuna maniera.
Il periodo Siluriano (da 443 a 417 milioni di anni fa)

Crinoide del periodo Siluriano |
Quando le temperature risalirono, i ghiacciai si sciolsero e sommersero alcuni continenti. Ci sono molti fossili di piante terrestri che risalgono a questo periodo, come pure echinodermi fossilizzati come il giglio d'acqua, artropodi come gli scorpioni di mare e varie specie di pesci senza mandibola e pesci loricati, come pure numerose specie di ragno.
Il periodo Devoniano (da 417 a 354 milioni di anni fa)
A questo periodo risalgono innumerevoli pesci fossili.
Durante il Devoniano si verificò una sorta di sparizione di massa
e alcune specie si estinsero. Questa sparizione di massa riguardò le
barriere coralline: gli stromatoporoidi (un tipo di corallo che forma
le scogliere) scomparvero completamente.
Non c'è alcuna differenza tra le migliaia di fossili di pesci
vissuti durante il periodo Devoniano e molte specie di pesci esistenti
oggi. Ancora una volta, questa è una prova importante che gli
esseri viventi non hanno subito cambiamenti nel corso di milioni di anni,
e che è fuori discussione una loro graduale evoluzione.

Un celacanto fossile di
410 milioni di anni fa Un celacanto dei nostri giorni
|
Il periodo Carbonifero (da 354 a 290 milioni di anni fa)
Un fossile di ragno di
355 - 295 milioni di anni fa
|
Conosciuto anche come Età del Carbone, questo periodo è suddiviso
in due diverse epoche, il Carbonifero Inferiore o Mississipiano e
il Carbonifero Superiore o Pennsylvaniano. Il sollevamento
e lo sprofondamento delle terre, come conseguenza delle collisioni tra
i continenti, e il sollevamento e lo sprofondamento dei livelli del mare
collegati alle calotte polari furono gli eventi significativi che modellarono
il mondo durante questo periodo. Molti fossili di forme di vita marine
e terrestri risalgono al periodo Carbonifero. Il celacanto,
che per molti anni i darwinisti hanno raffigurato come una supposta forma
intermedia, è vivente ancor oggi, il che prova la falsità di
questa affermazione. Esso non ha subito alcun cambiamento nel corso di
milioni di anni e non ha mai avuto una "evoluzione". Contrariamente
a quanto affermato dai darwinisti, che il celacanto fosse "l'anello
mancante" che rafforzava l'evoluzionismo, esso non è altro
che un "fossile vivente" che sconfessa totalmente
l'evoluzione. Il celacanto è stato argomento di innumerevoli forme
di speculazioni degli evoluzionisti, ma la sua comparsa come fossile
vivente pone gli evoluzionisti di fronte ad un dilemma importante.
Il periodo Permiano (da 290 a 248 milioni di anni fa)
Alla fine del periodo Permiano ebbe luogo un'altra estinzione
di massa, che rappresentò la fine dell'Era Paleozoica. I reperti
fossili mostrano che durante questa grande sparizione, si estinse il
90-95% delle specie viventi. Tuttavia alcune forme di vita permiane sono
sopravvissute fino ad oggi. Gli esemplari fossili permiani, come quelli
delle libellule e dei ragni, provano che l'evoluzione non ha mai avuto
luogo nel passato.
2B. L'Era Mesozoica (da 248 a 65 milioni di anni fa)
L'Era Mesozoica cominciò con il periodo Triassico.
Un gran numero di fossili del Triassico in tutto il mondo mostrano un'ampia
varietà di forme di vita sia marine che terrestri. Come in tutti
gli altri periodi, non esiste un solo fossile intermedio del tipo che
gli evoluzionisti sperano di trovare.
Il periodo Triassico (da 248 a 206 milioni di anni fa)
L'Era Mesozoica inizia con il periodo Triassico. Un gran
numero di fossili del Triassico provenienti da tutto il mondo mostra
una grande varietà di forme di vita, sia marina che terrestre.
Come nel caso di tutti gli altri periodi, non compare nemmeno uno dei
fossili intermedi tanto agognati dagli evoluzionisti.
|
 |
Scienziati che
lavorano su fossili
del periodo
Triassico. |
La foresta pietrificata dell'Arizona - di tronchi
fossilizzati, opalizzati - è una delle strutture vegetali più
famose del periodo Triassico. Questa foresta, che consiste
di alberi noti oggi come araucaria cilena, è la
dimostrazione che le piante non si sono evolute. Questi
alberi, che vivevano da 248 a 206 di anni fa, non sono
diversi da quelli che vivono oggi. |
Il periodo Giurassico (da 206 a 144 milioni di anni fa)
Questa parte del Mesozoico vide grandi quantità e
varietà di dinosauri. Alla fine del Giurassico, si estinsero
alcune specie di ammoniti, spugne marine, ostriche e vongole.
Ma molte forme di vita sono sopravvissute immodificate dal Giurassico
- in altre parole, senza subire alcuna forma di evoluzione. Tra i reperti
fossili pullulano gli esempi di queste creature. Uno dei primi coccodrilli
fossili conosciuti, per esempio, è vecchio di circa 200 milioni
di anni. Ci sono anche esempi di lucertole Tuatara fossilizzate che hanno
più di 200 milioni di anni. Molti gamberi fossili che risalgono
al Giurassico possiedono tutti esattamente gli stessi sistemi perfetti
e stesse strutture complesse di oggi.
Il periodo Cretaceo (da 144 a 65 milioni di anni fa)

Un pesce di età compresa tra 146 e 65 milioni di
anni e un pipistrello fossile scoperto in Francia. |
Questo stadio finale del Mesozoico è conosciuto
come l'età in cui si estinsero i dinosauri, nello stesso fu per
un gran numero di specie di rettili e piante terrestri.
D'altra parte, una gran quantità di specie di animali acquatici
come la stella di mare, i granchi, alcune specie di pesci, gli scorpioni
d'acqua, i ragni, le libellule, le tartarughe e i coccodrilli e varie
specie di piante riuscirono a sopravvivere fino al giorno d'oggi. Gli
esemplari fossili come la stella di mare di 135 milioni di anni fa, un
limulo di 140 milioni di anni fa e una foglia dell'albero del ginkgo
di 125 milioni di anni fa, sono solo alcune delle prove di tutto ciò.
Nonostante siano passati milioni di anni, queste forme di vita possiedono
ancora gli stessi sistemi complessi, che invalidano totalmente le affermazioni
dei darwinisti riguardo alla storia naturale.
2C. L'Era Cenozoica (da 65 milioni di anni fa ad oggi)
L'Era Cenozoica, in cui noi viviamo tuttora, cominciò alla
fine del periodo Cretaceo. Fino a tempi recenti, i geologi e i paleontologi
dividevano il Cenozoico in due periodi di lunghezza diversa: il Terziario e
il Quaternario. Il Terziario comprendeva un periodo da 65 milioni
fino a 1,8 milioni di anni fa, e il Quaternario comprendeva gli ultimi
1,8 milioni di anni. Tuttavia, di recente, l'Era Cenozoica è stata
divisa in tre diversi periodi. In base a questo nuovo sistema, i tre
componenti sono il Paleogene, il Neogene e il Quaternario.

Questo fossile di coccodrillo di 54 -
37 milioni di anni fa fu ritrovato in
Germania. |
Tra i reperti fossili dell'Era Cenozoica c'è un
gran numero di esemplari che, proprio come per le altre ere, mostrano
che la teoria dell'evoluzione - che sostiene che gli esseri viventi discendono
per caso da un antenato comune - non è vera.
Una caratteristica che distingue i reperti fossili ottenuti da tutti
questi periodi geologici è che le specie in questione non hanno
mai subito alcun cambiamento. Per metterla in altro modo, ogni volta
che una specie compare come reperto fossile, conserva la sua stessa struttura
per decine di milioni di anni, finché si estingue oppure sopravvive
fino ad oggi - di nuovo, senza subire alcun cambiamento. Questa è la
chiara prova che gli esseri viventi non hanno mai subito evoluzione.
La storia fossile delle specie falsifica definitivamente e chiaramente
la teoria dell'evoluzione. È Dio Onnipotente, con il Suo sublime
potere e la Sua infinita conoscenza, Che crea dal nulla specie viventi
completamente diverse e rende il mondo adatto alla vita.
Dove viene scoperta la maggior parte dei fossili?
I fossili sono distribuiti ampiamente quasi dappertutto sulla Terra. In alcuni tipi di roccia non si trovano quasi fossili, ma in altri se ne trovano grandi quantità. I geologi hanno diviso i tipi di roccia in tre gruppi principali:
1. Ignee
2. Sedimentarie
3. Metamorfiche
La categoria ignea comprende le rocce di granito o di basalto
formatesi dal raffreddamento del magma presente nelle profondità della
Terra, o altrimenti eruttate dai vulcani in forma di lava liquefatta.
Le rocce sedimentarie si formano quando la terra, il limo, il
fango, e altre particelle o sostanze contenute nell'acqua vengono depositate
l’una sull'altra. Le rocce metamorfiche sono rocce ignee
o sedimentarie che hanno subito cambiamenti strutturali a causa di alte
temperature e pressioni nel profondo della Terra.
 |
 |
L'età delle rocce è determinata
da osservazioni compiute sul
decadimento dei minerali
radioattivi. |
Le rocce più antiche del mondo sono in Groenlandia,
con un'età compresa tra 3,9 e 3,8 miliardi di anni. |
I fossili si trovano raramente nelle falde ignee. I pochi
esemplari scoperti sono i fossili prodottisi quando una pianta o un animale
restano intrappolati all'interno della lava liquefatta. Pochissimi fossili
possono sopravvivere alle alte temperature e alle pressioni che trasformano
gli strati sedimentari in roccia metamorfica. Quasi tutti i fossili si
trovano nelle falde o nei depositi sedimentari.
Quasi tutte le rocce sedimentarie sono formate da sostanze trasportate
dal vento dall'acqua oppure dall'erosione di altre rocce. Alcune forme,
come il carbone, sono fatte di residui di piante o animali. Il nome dato
alla roccia sedimentaria formata da minuscole particelle o granelli è clastica.
L'arenaria e lo scisto sono esempi di tali rocce. Se c'è stata
la dissoluzione della sostanza trasportata, allora, a causa della solubilità chimica
o della vaporizzazione, si formano degli strati sedimentari "organici".
Esempi di tali rocce sono la roccia calcarea e la dolomite. In generale,
le falde di roccia sedimentaria sono una mescolanza di falde clastiche
e organiche.
I fossili in genere si trovano nelle argilliti, negli scisti, nell'arenaria
e nella roccia calcarea formate da carbonato di calcio.
Come si trovano e si estraggono i fossili?

La raccolta di rocce
sedimentarie e l'attenta
apertura di quelle che si
prevede contengano fossili è
una fase importante della
raccolta di fossili. |
Gli strumenti usati per raccogliere i fossili sono semplici
come quelli usati dai geologi: martelli, picconi, vari attrezzi taglienti,
bussole, spazzole e crivelli.
A volte i fossili compaiono sulla superficie quando gli strati di roccia
morbida attorno ad essi si erodono. In tali casi è sufficiente
pulire il fossile con una spazzola. Tuttavia, la raccolta dei fossili
in genere non è così semplice. Le rocce in cui essi sono
nascosti molto spesso sono durissime, e possono essere necessarie delle
ore per estrarre un fossile dalla sua matrice rocciosa. Innanzitutto, è importante
determinare in quale punto si deve rompere la roccia. Le linee di frattura
vengono identificate alla luce dello strato roccioso stesso. Ogni tipo
di roccia viene rotto in modo diverso. Gli scisti, per esempio, hanno
degli strati attraverso i quali si possono determinare le linee di frattura.
Il gesso, invece, non ha questi strati. Allo stesso tempo è molto
importante fare attenzione a indicazioni come i cambiamenti di colore
o le differenze strutturali, se non si vuole danneggiare il fossile all'interno.
Dopo che il fossile è stato estratto dalla roccia, lo si sottopone
a vari diversi processi. Esso deve essere protetto e rinforzato mentre
viene trasportato nel laboratorio dove sarà esaminato. Uno dei
metodi impiegati è quello di stabilizzare il fossile con degli
adesivi chimici. Per i fossili molto grandi vengono usate delle gettate
di gesso. Quelle parti del fossile che saranno a rischio durante il trasporto
vengono avvolte in giornali bagnati e quindi immerse nel gesso.
 |
 |
Durante il trasporto, a
volte, i fossili devono
essere protetti per mezzo
di una ingessatura.
Nell'immagine viene
mostrato come un osso
fossile viene coperto di
gesso. |
Il fossile deve quindi essere pulito perché diventino
visibili tutti i suoi particolari. Se il fossile è più duro
della roccia che lo circonda, allora il processo di pulitura è notevolmente
più semplice. Invece, se il fossile ha una struttura più morbida,
allora bisogna usare delle sostanze chimiche. Uno dei metodi più comunemente
usati è quello di eliminare la matrice con l'acido. Questo consente
di far emergere tutti i dettagli del fossile. In alcune situazioni -
in particolare quando il fossile è molto delicato ed ha la stessa
struttura della roccia che lo circonda - vengono usati degli apparecchi
a raggi X e tecniche di scanning al computer, per determinare la struttura
del fossile prima di estrarlo dal suo sito.
PULIZIA DEI FOSSILI CON ACIDO
Un metodo per pulire i fossili è l'uso di acidi. È un metodo efficace per eliminare la roccia calcarea che circonda il
fossile senza danneggiare quest'ultimo.
1. La roccia che circonda il fossile è immersa nell'acido adatto fino a che compare una piccola parte
del fossile.
2. La sezione del fossile che emerge viene lavata e coperta di un materiale resistente all'acido.
3. Il fossile viene immerso di nuovo nell'acido e l'operazione viene ripetuta alcune volte.
4. Il materiale di protezione deve essere applicato alla porzione esposta del fossile in
modo da evitare qualsiasi danno.
5. Alla fine il fossile è completamente liberato dalla
roccia che lo circonda. Il fossile viene lavato a
fondo per eliminare sia l'acido che il
materiale protettivo. |
La verità che i fossili rivelano sugli
esseri viventi: la creazione

Charles Darwin |
I fossili riportati alla luce oggi hanno due importantissime
caratteristiche, ambedue in conflitto con le affermazioni della teoria
dell'evoluzione:
1. Staticità: le specie non mostrano alcun cambiamento durante tutto il corso della loro esistenza sulla Terra. Qualunque struttura mostrino quando appaiono per la prima volta nei reperti fossili, hanno la stessa struttura quando alla fine scompaiono. Il cambiamento morfologico è in genere minimo e non ha una direzione specifica.
2. Comparsa improvvisa: nessuna specie emerge gradualmente o per mezzo di differenziazione dai suoi supposti precursori; compare all'improvviso e "completamente formata".
Il significato di questi due punti è che gli esseri
viventi sono stati creati, e non hanno attraversato alcun processo di
evoluzione o stadi intermedi. Non hanno acquisito le caratteristiche
che possiedono in modo successivo, ma le hanno fin dal momento della
loro creazione.
Darwin stesso sapeva che i reperti fossili invalidano la sua teoria
dell'evoluzione, ma i darwinisti sono stati sempre riluttanti ad ammetterlo.
Nel capitolo intitolato "La difficoltà della teoria" nel
suo libro L'origine
delle specie, Darwin ammetteva che i reperti fossili non potevano
essere spiegati in termini di teoria dell'evoluzione:

Nell'immagine, il più antico esemplare
fossile conosciuto di serpente, che
appartiene al periodo Giurassico (da 206
a 144 milioni di anni fa). I primi esemplari della
classe di esseri viventi cui appartiene questa
specie esistevano sin dal periodo Cambriano (da
543 a 490 milioni di anni fa). I serpenti sono
rimasti gli stessi da centinaia di milioni di anni,
rivelando la non validità dell'evoluzione. |
“Perché, se le specie sono discese da altre
specie attraverso gradazioni di una finezza impercettibili, non vediamo
dappertutto innumerevoli forme transitorie? Perché non c'è confusione
in tutta la natura, invece delle specie ben definite così come
le vediamo? ... Ma, poiché secondo questa teoria devono essere
esistite innumerevoli forme transitorie, perché non ne troviamo
innumerevoli nella crosta della terra? ... Perché allora ogni
formazione geologica e ogni strato non sono pieni di tali collegamenti
intermedi? La geologia di certo non rivela alcuna catena organica così finemente
graduata; è questa, forse l'obiezione più ovvia e seria
che può essere proposta contro la mia teoria.” (Charles
Darwin, L'origine delle specie, Oxford University Press, New
York, 1998, pp. 140, 141, 227)

Un fossile di ape di 54 - 37
milioni di anni. |
L'argomento che Darwin propose quando si trovò di
fronte alla mancanza di forme fossili intermedie - nel senso che "non
ci sono ora forme intermedie, ma potrebbero essere trovate in ricerche
successive" - oggi non ha più alcun valore. Al giorno d'oggi
i dati dimostrano che i reperti fossili sono straordinariamente ricchi.
Sulla base di centinaia di milioni di esemplari fossili provenienti da
diverse regioni del mondo, sono state descritte circa 250.000 diverse
specie - molte delle quali hanno una straordinaria rassomiglianza con
il miliardo e mezzo di specie viventi oggi. Data l'assenza di qualunque
forma intermedia nonostante i reperti fossili siano tanto copiosi, è impossibile
che alcuna forma intermedia possa emergere da nuovi scavi.
I reperti fossili non forniscono un solo esempio di "forma intermedia" che
gli evoluzionisti possano usare come prova, ma offrono milioni di esemplari
che dimostrano la falsità dell'evoluzione. I più importanti
di questi sono i "fossili viventi", quelli di cui ci sono ancor
oggi esemplari viventi. Si può vedere dai reperti fossili che
essi sono vissuti in diversi periodi geologici, e sono la prova della
creazione, poiché non esiste alcuna differenza tra gli esseri
viventi di migliaia di milioni di anni fa e gli esemplari d'oggi. I darwinisti
sono senza speranza rispetto a questa situazione.

Tutte le creature viventi dei reperti fossili appaiono intatte e nella loro forma perfetta. Per esempio, prima di
coccodrilli e scoiattoli, non esiste alcun fossile appartenente a qualche strana creatura che somigli in parte ad
un coccodrillo e in altre parti a uno scoiattolo o ad altre creature viventi. Gli scoiattoli sono sempre rimasti
scoiattoli e i coccodrilli sempre coccodrilli. Tutti questi fatti rivelano che le affermazioni della teoria
dell'evoluzione secondo cui "gli esseri viventi si sono gradualmente evoluti nel corso di milioni di anni" è
semplicemente un prodotto dell'immaginazione. |

Ci sono molte specie di piante la
cui struttura è invariata dal periodo
Triassico (da 248 a 206 milioni di
anni fa). Una di queste è il ginkgo.
Il fossile dell'immagine è del
periodo Giurassico (da 206 a 144
milioni di anni fa).
Un ramo di ginkgo
che vive oggi
|
L'evoluzionista Niles Eldredge ammette che essi non hanno alcuna spiegazione da offrire sull'argomento dei fossili viventi, che rappresenta solo uno degli innumerevoli segreti che l'evoluzione non è in grado di spiegare:
"... sembra che non ci sia stato quasi alcun cambiamento in alcuna parte che possiamo confrontare tra gli organismi vivente e i suoi progenitori fossilizzati del passato geologico remoto. I fossili viventi raffigurano ad un livello estremo il tema della stabilità evolutiva... Non abbiamo ancora completamente risolto il rompicapo dei fossili viventi." (http://www. nwcreation.net/fossilsliving.html)
Il "segreto" che Niles Eldredge tenta di svelare è in
effetti un fatto perfettamente chiaro. I fossili viventi provano che
le specie non hanno alcuna evoluzione, ma sono state create. Tuttavia,
i darwinisti cercano di ignorare questo fatto per motivi ideologici e
continuano a mantenere vivi i dogmi di 150 anni fa.
Ma i fatti ora possono essere determinati molto più chiaramente
rispetto al tempo di Darwin. Aumenta il numero di persone che comprende
e sceglie di seguire i fatti, mentre coloro che credono nelle favole
e non pongono questioni sono in numero sempre calante. Non è più possibile
nascondere o tenere lontani i fatti, come succedeva al tempo di Darwin.
La genetica, la microbiologia, la paleontologia, la geologia e tutte
le altre branche delle scienze rivelano costantemente una verità che
Darwin e i sostenitori del darwinismo non hanno mai accettato e forse
non si aspettavano: il fatto della creazione.
Le affermazioni irrazionali e non scientifiche che fanno i darwinisti,
le frodi che essi perpetrano per ingannare il pubblico e la propaganda
che impiegano per depistare le persone sono segno soltanto della loro
disperazione. Le generazioni successive si meraviglieranno di come la
gente abbia potuto una volta credere nel mito darwinista. Perché tutte
le scoperte scientifiche mostrano l'evidente fatto che l'evoluzione non è mai
avvenuta, e che è stato Dio a creare l'universo e tutti gli esseri
viventi.
[Dio è ] il Signore dei cieli, della terra e
di quel che vi è frammezzo. Se solo ne foste convinti! Non c'è dio
all'infuori di Lui, Colui che dà la vita e dà la morte,
il vostro Signore e il Signore dei vostri più lontani antenati.
Ma quella gente invece dubita e scherza! (Corano XLIV, 7-9)
Fra i Suoi segni vi è la
creazione dei cieli e
della terra e degli
esseri viventi che vi ha
sparso. Egli è in grado
di riunire tutti quando
Lo vorrà.
(Corano XLII, 29)
 |
|