Darwinismo e degrado morale
La degenerazione morale è in crescita costante. Gli atteggiamenti che poche generazioni fa sono state disapprovate, disdegnate, proibite e condannate, tutto a un tratto vengono accettate, addirittura ricercate e ampiamente praticate. Questa è una questione importante che molti disconoscono. Gli stili di vita e i comportamenti considerati finora come immorali, adesso sono consentiti perché trattasi di "scelte diverse". Si accettano perversioni quali omosessualità, aggressività nelle società, aumento di frodi, mancanza di rispetto fra coniugi e convivenza in tali condizioni, aumento dei divorzi e del consumo di droghe e alcol, aumento di furti e aggressioni, esecuzione di omicidi senza scrupoli, aumento del tasso di criminalità, mancanza di rispetto e diffusione del gossip...Questi pochi esempi e la situazione attuale in cui versano alcuni paesi occidentali, mostrano chiaramente quanto sia pericolosa la degenerazione.
Alla radice di tutto ciò si trovano le risposte sbagliate alla domanda "Perché esistono gli esseri umani?" La verità è che la gente esiste per conoscere Allah, il Creatore. Nel verso "[...] In verità i cuori si rasserenano al Ricordo di Allah" (Surat Ar-Ra'd, 28), Allah rivela che esiste solo una fonte di pace che la gente cerca nei posti sbagliati. Lo stile di vita morale religioso comandato da Lui donerà alla gente pace e felicità nel mondo.

Phillip Johnson e il suo libro Defeating Darwinism
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Ignorare questi fatti porta alla degenerazione morale, alla tristezza, alla disperazione e alla depressione.
Una delle maggiori cause di questa corruzione morale è la definizione dell'ideologia darwinista che vuole l'essere umano non come servo di Dio ma come un animale egoista venuto al mondo per caso. Stando a questa affermazione non scientifica, un essere non si dovrebbe aspettare di avere leggi e valori diversi da quelli di un animale. La vita è una lotta e gli esseri umani devono essere spietati combattendo gli uni contro gli altri con le unghie e con i denti.
Ciò significa totale disprezzo dei veri valori morali. In Defeating Darwinism, il professor Phillip E. Johnson dell'Università della California, Berkeley, parla degli effetti negativi comparsi nella società dagli anni '60 con l'indebolimento dei credi religiosi e la prevalenza della visione materialista del mondo:
"Sarebbe pressappoco corretto dire che gli anni '60 hanno segnato la seconda Dichiarazione americana di Indipendenza, [...] [la dichiarazione di distaccamento di alcuni] da Dio. Ci si potrebbe aspettare che a una tale dichiarazione seguano conseguenze legali e morali, e così è accaduto."159
Il biologo molecolare Michael Denton dichiara che è impossibile analizzare i problemi che hanno lasciato il segno nel XX secolo senza tener conto del darwinismo:
"Il ventesimo secolo sarebbe incomprensibile senza la rivoluzione darwiniana. Le correnti sociali e politiche dilagate nel mondo negli scorsi ottant' anni sarebbero state impossibili senza la sua approvazione intellettuale. è ironico ricordare che è stata la visione laica del XX secolo a facilitare il modo di accettare l'evoluzione, mentre oggi è forse la visione darwiniana della natura a essere responsabile, più di ogni altra, della visione scettica e agnostica del ventesimo secolo. Quella che un tempo è stata una deduzione del materialismo, adesso è diventata il suo fondamento".160
A questo punto sarebbe opportuno esaminare le affermazioni darwiniste che gettarono le basi per questo degrado e questa degenerazione morale.
Il darwinismo costituisce la base dell'ateismo
Una delle ragioni per cui i gruppi materialisti supportano il darwinismo con una tale determinazione è il suo aspetto ateistico.

Rabbia, aggressività e violenza si manifestano nelle società che non osservano i valori morali religiosi, dove la gente perde l'interesse per gli attributi morali quali affetto, compassione, perdono, pazienza e tolleranza comandati da Allah.
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L'ateismo esiste da tempi remoti, ma con l'avvento del darwinismo gli atei immaginavano di aver trovato alla domanda "come sono nate le cose viventi (e gli esseri umani)?" una risposta che per secoli non erano riusciti a ottenere. Essi credevano che l'ordine naturale e l'equilibrio derivassero dal risultato di coincidenze, e che non ci fosse proposito nell'universo. Ognuna di queste opinioni crollò di fronte ai progressi scientifici, politici e sociali del XX secolo. Le scoperte e le analisi in molte discipline, dall'astronomia alla biologia, dalla psicologia all'etica sociale, sradicarono totalmente le tesi dell'evoluzione e le ipotesi di ateismo.
Molti evoluzionisti e materialisti riconoscono che il darwinismo sfocia inevitabilmente nell'ateismo. Thomas Huxley fu il primo ad affermarlo apertamente, sottolineando che, una volta accettata la teoria dell'evoluzione, era impossibile credere alla religione.
William Provine, evoluzionista e docente di storia alla Cornell University dichiara che la visione del mondo di chi crede nella teoria dell'evoluzione cozza con la religione.161
Anche Charles Smith, ex presidente dell'American Association for the Advancement of Atheism (Associazione americana per il progresso dell'ateismo) la pensa così: "L'evoluzione è ateismo".162
Phillip Johnson descrive l'importanza della teoria dell'evoluzione per le tendenze ateiste e intellettuali incompatibile con i valori morali religiosi:
"Il trionfo del darwinismo implicò [il rifiuto dell'esistenza] di Dio e stabilì una piattaforma per rimpiazzare la religione biblica con una nuova fede basata sul naturalismo evolutivo. Quella nuova fede era diventata la base non solo della scienza ma anche del governo, della giurisprudenza e della moralità. Era la filosofia ufficiale [...] di modernità".163
Come dice Johnson, molti scienziati con una fede cieca nel darwinismo e nel materialismo, si sono appoggiati a queste teorie per usare la scienza come mezzo per rinnegare Dio. Ma la verità è che la scienza è il mezzo più efficace per rivelare le prove dell'esistenza di Dio. Negli ultimi vent'anni si è assistito a un rapido aumento del numero di scienziati a favore della creazione. Ogni nuovo studio e ogni nuova informazione mostra che nell'universo esiste un equilibro eccessivamente sensibile e perfetto, e rivela il lavoro di un'Intelligenza grande e superiore che appartiene a Dio Onnipotente, che è eminente e ricco al di là di ogni bisogno.
Michael Denton afferma che il darwinismo semina ateismo e causa gravi danni nel modo in cui l'umanità guarda se stessa:
"La nuova e rivoluzionaria [e allo stesso tempo insensata e non scientifica] visione del mondo[di Darwin] [...] insinuava che tutte le diversità di vita sulla Terra fossero risultate dai processi naturali e casuali e non, come si pensava precedentemente, dall'attività creativa di Dio. [Dietro tutto questo c'è senz'altro Allah!] L'approvazione di questa grande affermazione [...] avrebbe svolto un ruolo decisivo nella secolarizzazione della società occidentale. [...] è stato a causa delle sue conseguenze: la rottura del legame dell'uomo con Dio e l'abbandono dell'uomo alla deriva in un cosmo senza propositi o obiettivi, che la teoria darwiniana ebbe un impatto così incisivo. Nessun'altra rivoluzione intellettuale ai tempi moderni [...] ha colpito così profondamente il modo in cui gli uomini vedevano se stessi e la loro collocazione nell'universo."164

"Non considerano Allah nella Sua vera realtà. In verità Allah è forte e possente" (Surat, al-Hujj, 74)
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La perdita o l'affievolimento del credo in Allah, porta a un declino spirituale della società. Chi non teme Allah, chi crede di trovare la propria verità, la vita eterna dopo la morte e che sarà ricompensato per il suo comportamento sulla Terra con il Paradiso o l'Inferno, non può che essere inaffidabile, aggressivo, spietato, egoista e incline a comportamenti criminali pericolosi. Chi non teme Allah, non si porrà limiti. Fin quando questa persona penserà di poter ovviare alla legge, sarà in grado di commettere tutte le immoralità possibili e causare sconvolgimenti alla società, imbrogliare il prossimo, ferirlo e protrarre comportamenti simili.
Il timore e l'amore di Allah, invece, garantiscono alla gente di vivere secondo giusti valori morali, comportandosi nei modi a Lui graditi. Si arriverebbe così, al progresso e alla fortificazione della società. Altrimenti non ci sarà più fine ai conflitti, alle guerre, alla crudeltà e all'ingiustizia.
Allah comanda bontà, giustizia, onestà e ordine. Nel Corano rivela:
"Agli abitanti di Madyan [inviammo] il loro fratello Shu'ayb! Disse: O popolo mio, adorate Allah. Per voi non c'è altro dio che Lui. Vi è giunta una prova da parte del vostro Signore. Riempite la misura e date il giusto peso e non danneggiate gli uomini nei loro beni . Non corrompete la terra dopo che Allah la creò pura: ciò è meglio per voi, se siete credenti". (Surat al-A'raf, 85)
"Non appostatevi su ogni strada, distogliendo dal sentiero di Allah coloro che credono in Lui, e cercando di renderlo tortuoso. Ricordatevi di quando eravate pochi ed Egli vi ha moltiplicati. Guardate cosa è accaduto ai corruttori." (Surat al-A'raf, 86)
Il darwinismo diffonde la menzogna che l'uomo è sfrenato e vano
Le seguenti parole dell'evoluzionista George Gaylord Simpson costituiscono il riassunto più chiaro della visione dell'umanità di Darwin, fondata totalmente su supposizioni:

"Pensavate che vi avessimo creati per celia e che non sareste stati ricondotti a Noi?"
(Surat al- Mu'minun, 115)
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"L'uomo sta solo nell'universo, unico prodotto di un lungo, inconscio, impersonale e materiale processo dotato di comprensione e potenzialità uniche. Le possiede solo per sé ed è verso se stesso che ne è responsabile".165
Questa affermazione rispecchia una delle classiche falsità di Darwin e una delle cause principali del declino sociale. Sebbene tentino di preservare questa falsità per ragioni ideologiche, i darwinisti non possono fornire la più piccola prova scientifica che l'uomo sia comparso nel mondo da solo. Secondo la loro idea surreale non sussiste alcuna ragione predeterminata per l'esistenza degli esseri umani, entità presumibilmente vane che un giorno moriranno e scompariranno. Ma la verità è diversa. Allah ha creato l'uomo dal nulla. Dietro la creazione umana c'è uno scopo ben preciso rivelato nel Corano. Allah ha creato gli esseri umani per servirLo. Ogni essere resterà sulla Terra per il tempo assegnatogli insieme al proprio destino, e dopo che quel periodo scadrà, morirà e risorgerà. Il Giorno del Giudizio, tutti gli esseri umani saranno chiamati a rendere conto delle proprie azioni sulla Terra. Che gli evoluzionisti provino a dimenticarlo e istigare gli altri a negarlo, non cambia nulla. Fintanto che si rifiuteranno di accantonare i propri errori, di rinnegare Allah e il Giorno del Giudizio e di affermare che l'uomo è un'entità vana, quando il Giorno del Giudizio arriverà davvero, il pentimento che proveranno sarà immenso. Nostro Signore ne parla nel Corano:
"Se li potessi vedere, quando saranno presentati al Fuoco! Diranno: "Piacesse al cielo che fossimo ricondotti sulla terra! Non smentiremmo più i segni del nostro Signore e saremmo tra i credenti". (Surat al-An'am, 27)
Far credere alle persone che le loro vite non hanno alcuno scopo, le induce a provare sofferenza, senso di vuoto e depressione. Credere alla falsità che la vita non ha senso e che sia futile porta, a sua volta, a un declino spirituale. Le affermazioni irrazionali e illogiche di Richard Dawkins, uno degli odierni fautori della teoria dell'evoluzione, sono tipiche della visione materialista. Dawkins sostiene che gli esseri umani sono semplici "macchine geniche" e che l'unica ragione della loro esistenza è passare i geni alle generazioni successive. Secondo Dawkins non c'è altro scopo nell'universo: l'uomo e l'universo sono entrambi prodotti della coincidenza e del caos. Questa credenza causerà grande disperazione e infelicità perché niente ha più significato per chi crede che nel momento della morte cesserà semplicemente di esistere. L'amicizia, l'amore e le buone azioni non danno gioia a chi immagina che queste non riceveranno alcuna ricompensa e che non i sarà alcuna speranza per lui in nessun caso.
In più, questo tessuto morale distorto porterà le persone a pensare che i mali commessi non saranno puniti e, quindi, a ritenere di poterli nascondere per evitare di essere sanzionati. Non avranno alcun rimorso o esitazione a mentire, a perpetrare l'ipocrisia, a spettegolare, ad arricchirsi sulle spalle altrui, a rubare e addirittura a uccidere. Nelle società in cui il numero di persone raggirate da queste idee perverse aumenta, è indubbio che vada ristabilito l'ordine.
Uno degli esempi più impressionanti dei danni inflitti dalla propaganda darwinista all'animo umano compare nella prefazione al libro di Dawkins L'arcobaleno della vita:
"Un editore straniero del mio primo libro ha confessato che, dopo averlo letto, non poté dormire per tre notti, rimasto turbato dal suo messaggio così freddo e sconfortante. Altri mi hanno chiesto come potevo sopportare di alzarmi al mattino. Un insegnante di un Paese lontano mi rimproverò scrivendomi che una sua studentessa si era rivolta a lui in lacrime dopo aver letto il libro poiché l'aveva convinta che la vita fosse vuota e vana. Lui le consigliò di non mostrare il libro a nessuno dei suoi amichetti per timore di contaminarli con lo stesso pessimismo nichilista".166
Come si può vedere dalle ammissioni di Dawkins, il pessimismo e l'inutilità promossi dal darwinismo, rappresentano una grave minaccia per l'umanità. Si dà alla persone non un messaggio sconfortante, come dice Dawkins, bensì una bugia sconfortante che tenta di deviarli dalla verità che ispira gioia. Quella gioia risiede nel fatto che l'uomo non è solo, senza amici e abbandonato ma possiede uno scopo prescelto da Allah.
Le società che dimenticano che è stato Allah a creare gli esseri umani per uno scopo specifico, sono condannate a patire una decadenza morale e spirituale. Gran parte degli alcolizzati e dei drogati, che voltano le spalle alla vita, che soffrono di disordini psicologici quali depressione e stress e che si suicidano, sono ignari del loro vero scopo di vita.
Nonostante sia un evoluzionista, Fred Hoyle sulla filosofia nichilista dell'Origine della specie (che la vita è vana e che gli esseri umani non hanno valore ), dice:
"Sono tormentato dalla convinzione che la filosofia nichilista, che la cosiddetta opinione colta ha scelto di adottare a seguito della pubblicazione di L'origine della specie, abbia instradato l'umanità verso un sentiero di autodistruzione automatica. Fu allora che ebbe inizio il conto alla rovescia per la fine del mondo".167
Allah ha creato tutti gli esseri umani per servirLo insufflando nei loro corpi la Sua anima. L'uomo non è un'entità venuta al mondo per caso da sostanze inanimate, ma un'entità creata da Allah, a cui Lui ha concesso la ragione e la coscienza e tutte le benedizioni immaginabili. Gli esseri umani (che i darwinisti credono vani e sfrenati), in realtà godono di uno scopo più importante nella vita: soddisfare Allah Onnipotente che li ha creati e che li ha fatti nascere dal nulla, che ha dato loro un'anima e una coscienza. In ogni momento della nostra vita dovremmo rispettare i comandamenti di Nostro Signore con grande cura ed entusiasmo, sperando di guadagnare in cambio la Sua grazia e il Paradiso eterno. La vera vita è quella nell'aldilà, dopo la morte terrena. Viviamo sulla terra solo per poterci guadagnare il Paradiso.
Allah rivela nel Corano che gli esseri umani non sono liberi da qualsiasi restrizione:
"Crede forse l'uomo che sarà lasciato libero?" (Surat al-Qiyama, 36)
"Pensavate che vi avessimo creati per celia e che non sareste stati ricondotti a Noi?" (Surat Al-Mu'minun, 115)
La bugia dei darwinisti sociali: "l'uomo è una specie animale"
Quelli raggirati da questa affermazione irrazionale e non scientifica sostengono che tutti gli attributi dell'uomo siano un lascito degli "antenati animali". Questa affermazione esercita degli effetti pericolosi sulla visione che una persona ha di se stessa e degli altri. Chi vede il prossimo come animale, non ne avrà rispetto per le idee e per la vita. Reputerà la vita altrui non più importante di quella di un cane o di un gatto. Il fatto che le persone possano avere dei bisogni, non farà sorgere nessun sentimento di pietà a chi le considera animali e pensa che, in ogni caso, gli animali si evolvono attraverso il conflitto e la competizione. Questa visione spaventosa non ha nulla a che vedere con il rispetto e l'amore reciproco. Per queste ragioni chi è stato illuso dal darwinismo non deve ignorare quanto gli costerà questa menzogna.
Sulla visione darwinista degli esseri umani, George Gaylord Simpson scrive:

"E' solo perché Mi adorassero che ho creato i demoni gli uomini" (Surat adh-Dhariyat, 56)
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"Nel mondo di Darwin, l'uomo non gode di altro stato se non quello della definizione di specie animale distinta. è a tutti gli effetti parte della natura e non estranea a essa. è simile, non in senso figurato bensì letterale, a ogni cosa vivente, che sia un'ameba, un tenia, una pulce, un'alga, una quercia o una scimmia, anche se i gradi di parentela sono diversi [...]".168
Questa affermazione è irrazionale, illogica e priva di fondamento scientifico. Gli esseri umani e gli animali sono entità diverse create da Allah. Gli animali agiscono di istinto e non possiedono la razionalità. L'essere umano, invece, è un'entità che ha facoltà di giudizio e che possiede la ragione. Chi ritiene che l'uomo sia una specie animale, tenta di applicare la legge della giungla alle società umane, il che porterà a un caos terrificante che eliminerà ogni genere di pace e benessere.
Basandosi sulla falsità che gli uomini si siano evoluti dagli animali, in una sua lettera Darwin si domandò se le idee dell'uomo possano avere alcun valore:
"A me sorge sempre l'orrido dubbio se le convinzioni della mente umana, evolutasi dalle menti degli animali più infimi, siano valide o per nulla affidabili. Chi crederebbe alle convinzioni della mente di una scimmia, semmai ce ne fossero in una mente simile?".169
Le parole di Darwin sintetizzano chiaramente la terrificante visione dell'umanità degli evoluzionisti. Questo grave errore di Darwin arrivò a influenzare gran parte del mondo occidentale e l'idea che gli esseri umani siano animali è ancora oggi diffusa in molti paesi, persino nei libri di testo. Ad esempio, Biology: Visualizing Life, pubblicato nel 1994, dice:
"Siete animali e condividete un'eredità comune con lombrichi, dinosauri, farfalle e stelle marine".170
Benjamin Wiker, docente universitario di scienza e teologia e autore di Moral Darwinism: How We Became Hedonist, afferma come, dopo Darwin, si arrivò ad avere una concezione così bassa dell'uomo. Nel libro descrive come si diffuse l'errore di considerare gli uomini come animali, ignorandone le differenze:

Richard Dawkins e il suo
L'orologiaio cieco
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"[...] gran parte, se non tutta, della moralità "tradizionale" si bassa sull'ipotesi che gli esseri umani siano una specie distinta. Quindi, il divieto di omicidio viene stabilito in termini di natura umana. Non uccidere! Non uccidere cosa? Afidi? Formichieri? Oranghi? No, non uccidere un altro essere umano innocente. Con il darwinismo, quindi, quella distinzione di specie tra esseri umani e animali è completamente vaga. Non esiste più alcun limite morale da tracciare perché il limite delle specie è stato cancellato.
I darwinisti del calibro di Richard Dawkins e Peter Singer ne sono perfettamente coscienti [...] Nel momento in cui ci si ritiene di essere solo un animale in più nello spettro evolutivo, allora è d'obbligo affermare anche che la nostra moralità si applica a tutte le cose viventi o negare che la nostra moralità non abbia alcun fondamento. In genere i darwinisti forniscono una specie di pot-pourri incoerente di entrambe teorie. Questi trattano gli animali come se avessero lo stesso status morale degli esseri umani e trattano gli esseri umani, per certi aspetti, come fossero una specie animale in più. Da un lato, si battono per i diritti degli animali; dall'altro, con la stessa compassione che si mostra agli animali domestici, affermano che gli esseri umani deformi, anziani o infermi dovrebbero essere "fatti fuori".171
Come abbiamo visto, una delle ragioni principali per cui gli evoluzionisti tentano di raffigurare l'uomo come specie animale è il loro desiderio di sradicare tutti i valori morali. Se l'uomo fosse un animale, come vorrebbe farci credere il darwinismo, allora anche il concetto di moralità non avrebbe alcun importanza per le persone. Il danno che ciò causerebbe alla società è al di là di ogni immaginazione. Per questa ragione tutta l'umanità deve stare in guardia contro il darwinismo e le menzogne di questa falsità scientifica.
Asserendo che gli esseri umani non sono diversi dagli animali in termini fisici e biologici, il darwinismo tenta anche di imporre l'idea che il comportamento umano e animale sia lo stesso. Questo concetto fa sì che la violenza, l'aggressività, l'egoismo, la competizione crudele, lo stupro e l'omosessualità, presumibilmente ereditati dagli antenati animali dell'uomo, acquisiscano per la gente uno status di "comportamento naturale". A tal proposito lo scienziato evoluzionista Philip Jackson Darlington scrive:
"Il primo punto è che l'egoismo e la violenza sono insisti in noi, ereditati dai nostri antenati più remoti. La violenza è, pertanto, naturale per l'uomo, un prodotto dell'evoluzione".172
Un esempio della sofferenza inflitta alle persone innocenti dalla filosofia darwinista sociale. Anche gli attacchi terroristici di oggi sono il risultato dei valori darwinisti, secondo cui gli esseri umani sono come animali e che non hanno inflitto all'umanità altro che sangue, lacrime e sofferenza. |
Tutti i generi di crimini vengono quindi giustificati e ritenuti normali e si pensa anche che non debbano essere puniti. In Questa idea della vita, Stephen Jay Gould afferma che l'idea cominciò con il professor Cesare Lombroso, un italiano esperto di criminologia:
"Le teorie biologiche della criminalità non erano una novità, ma Lombroso [fisico italiano, Cesare Lombroso] diede al discorso un taglio originale, di tipo evoluzionistico: i criminali non sono solo degli squilibrati o dei malati ma, addirittura degli esseri regrediti ad uno stadio evolutivo ormai superato dalla specie umana; i caratteri ereditari dei nostri antenati primitivi e scimmieschi sono ancora presenti nel nostro patrimonio genetico e ad alcuni uomini capita la sfortuna di nascere con un numero anormale di questi caratteri ancestrali. Il comportamento di questi individui, che poteva essere adatto alle società selvagge del passato, viene oggi bollato come criminale. Possiamo aver pietà del criminale nato, poiché non può far nulla per se stesso [...]".173
Come è evidente dalla descrizione dell'idea di Lombroso da parte dell'evoluzionista Gould, la perpetrazione di un crimine è qualcosa che va oltre la volontà umana, un lascito dei presunti antenati animali dell'uomo. Ovviamente, questa affermazione non è realistica. Allah ha creato tutti gli esseri umani con i più infimi "ego" che li inducono costantemente verso il male, ma anche con una coscienza che li tutela e fa evitare loro il male e attuare il bene. Ciò viene rivelato in un versetto:
"per l'anima e Ciò che l'ha formata armoniosamente, ispirandole empietà e devozione. Ha successo invero chi la purifica, è perduto chi la corrompe". (Surat ash-Shams, 7-10)
"In verità Allah ha ordinato la giustizia e la benevolenza e la generosità nei confronti dei parenti. Ha proibito la dissolutezza, ciò che è riprovevole e la ribellione. Egli vi ammonisce affinché ve ne ricordiate" (Surat an-Nahl, 90)
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Tutti gli esseri umani sono, quindi, consapevoli della bontà o crudeltà delle proprie azioni, se hanno un comportamento giusto o non. Ognuno è responsabile di evitare il male e di fare ciò che è bene. Allo stesso modo in cui chi attua adeguatamente riceve una ricompensa, chi perpetra il male sarà punito. La teoria dell'evoluzione, giustificando tutte le forme di crimine e immoralità, porta la gente a terribili disastri, sia sulla Terra che nell'aldilà.
A differenza degli animali, l'essere umano ha ricevuto da Allah l'anima, la ragione, il libero arbitrio, la coscienza, il buon senso e la capacità di distinguere il bene dal male. Gli esseri umani hanno la facoltà di prendere delle decisioni e di giudicare, punire e premiare, imparare dall'esperienza sempre sotto il monitoraggio di Allah. Nessuna di queste abilità è presente negli esseri viventi perché queste non hanno nulla a che vedere con la struttura fisica o genetica degli umani. Quelle sopraelencate sono tutte caratteristiche dall'animo umano.
Essendo stato creato così ognuno di noi, dotato di ragione, deve conoscere questa verità e, di conseguenza, vivere una vita onorevole e determinata, riconciliabile con la buona coscienza.
La scarsa moralità imposta dalla menzogna "lottare per sopravvivere"
Come già affermato, uno dei più grandi raggiri del darwinismo è l'affermazione riassunta nei termini "lotta per la sopravvivenza" e "sopravvivenza dei più adatti". Secondo le dichiarazioni non realistiche degli evoluzionisti, la vita è una sfera di conflitto e competizione per tutti gli esseri viventi, uomo incluso. In un mondo simile, non c'è posto per caratteristiche di vera moralità quali amore, rispetto, collaborazione o altruismo.
In L'origine dell'uomo, Charles Darwin scrisse che l'umanità aveva raggiunto la posizione in cui si trovava attraverso la lotta, e che doveva continuare a lottare per progredire, che nessuna legge dovrebbe impedire tale processo:

Secondo la forma-mentis darwinista, che considera l'uomo una specie animale, gli umani non valgono molto. La logica darwinista sociale impone di non fare nulla per aiutare chi soffre, e questa è gente che resta abbandonata senza aiuto né protezione. Stando alla logica morale islamica, ogni credente è responsabile di assicurare agli altri pace, sicurezza e benessere.
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"L'uomo, al pari di ogni altro animale, è progredito alla sua attuale condizione suprema indubbiamente attraverso la lotta per l'esistenza derivante dalla sua rapida riproduzione; e se vuole arrivare ancora più in alto, deve soccombere a questa dura lotta.
Altrimenti cadrà presto nell'indolenza e saranno di più gli uomini in gamba a non avere successo nella battaglia della vita rispetto ai meno dotati. Da ora in avanti la nostra percentuale naturale di aumento, sebbene porti a molti e ovvi mali, non deve diminuire a dismisura in nessun modo. Ci dovrebbe essere un'aperta competizione per tutti gli uomini [...]"174
Nel mondo buio imposto dal darwinismo, la cosa importante per le persone è trascorrere l'intera vita combattendo. Questa affermazione manca di ogni fondamento scientifico ed è anche incompatibile con la ragione e la logica. Ma queste ipotesi pericolose vengono messe in pratica; l'onestà, l'eroismo, la lealtà e la devozione vengono rimpiazzati dall'ipocrisia, dall'egoismo, dalla mendacità e dalla slealtà; e vincerà solo chi possiede queste caratteristiche. Questi fondamenti su cui il darwinismo basa la sua visione contorta del mondo e la sua moralità, vengono spesso applicati dagli evoluzionisti con lo scopo di influenzare la gente.
Ad esempio, in un articolo intitolato "The center of Life", Lorraine Lee Larison Cudmore, vincitrice di un dottorato in biologia, ammette apertamente che nella visione evoluzionista della vita non c'è posto per la pietà e la compassione:
"L'evoluzione è [...] dura, inevitabile [...] Non c'è posto per la compassione o la buona competizione. Troppi organismi sono nati, così, in modo abbastanza semplice, molti di loro sono destinati a morire. L'unica cosa che importa è lasciare più figli a portare i propri geni di quanti ne lasci il vicino".175

According to the Darwinist mindset, which regards man as a species of animal, humans are of little worth. Under Social Darwinist logic, nothing must be done to help people who are suffering in
pain and fear; and such people are abandoned without help or protection. However, under Islamic moral values, every believer is responsible for striving to ensure others' peace, security and well-being. |
Come con il razzismo, il capitalismo selvaggio e l'eugenetica esaminati precedentemente in questo libro, le idee contorte e le pratiche pericolose rafforzate dal darwinismo sono i risultati degli errori e delle menzogne sulla lotta dei più forti per la sopravvivenza. Rimane il fatto che la vita non è una sfera di lotta. L'unica battaglia degli esseri umani deve essere quella contro i loro simili più infimi. Nella lotta contro il male nella propria natura e in quelli intorno a lui, l'uomo deve cercare di far prevalere gli aspetti positivi dell'amore, della compassione, dell'affetto, della pace, della sicurezza, del rispetto e della lealtà. A richiedere tutto questo sono i valori morali graditi ad Allah e che Lui ha scelto per i suoi servi.
Il darwinismo sociale non dà valore alla vita umana
Quando vengono messi in pratica il dogma darwinista della "lotta per la sopravvivenza" e le sue visioni errate, si svaluta la vita umana. Uccidere la gente per qualsiasi motivo, abbandonarla alla fame, provocare guerre e massacri, perpetrare atti di terrorismo, sterminare gli invalidi mentali o fisici o chi appartiene a una razza diversa, diventano tutti atti "legittimi".
In linea con questa mentalità bacata è il professore americano E. A. Ross che non dà alcun valore alla vita umana. Secondo la visione darwinista sociale di Ross: "il culto cristiano della carità come mezzo di grazia ha creato un riparo sotto il quale hanno strisciato e si sono nutriti i dementi e i cretini". Secondo Ross: "Lo stato accoglie fra le sue braccia protettive i sordomuti, ed è in processo di formazione una razza di sordomuti". Dal momento che queste azioni ostacolano il cosiddetto sviluppo evolutivo naturale, Ross dichiarò che la scappatoia per un mondo migliore era quella di lasciare la gente in balia di se stessa di modo che venisse eliminata tramite la selezione naturale.176
Siamo di fronte a una visione spietata! L'uomo possiede una coscienza, e la coscienza impone di proteggere i deboli, gli emarginati e i poveri. Altrimenti, se l'uomo perde la sua capacità "di pensare come un essere umano" poi raggiungerà davvero una posizione inferiore a quella degli animali perché questi ultimi mostrano grande solidarietà e collaborazione. (Per ulteriori informazioni, leggete Devotion Among Animals: Revealing the Work of God di Harun Yahya's, Global Publishing, Istanbul).
Ross non è l'unico darwinista sociale ad attribuire scarso valore alla vita umana. Sono in molti a condividere la sua idea. Ad esempio, l'evoluzionista Peter Singer, docente di bioetica presso l'Università di Princeton, si spinge ad affermare che la gente con gravi disabilità fisiche non merita di vivere. Egli espresse la sua opinione crudele in questi termini:
"Se mettiamo a confronto un bambino con gravi disabilità [...] con un cane o un maiale, ad esempio, la maggior parte delle volte noteremo che è il non umano ad avere capacità superiori [...] è solo il fatto che il bambino disabile sia un membro della specie Homo Sapiens a farlo trattare in maniera diversa da un cane o un maiale. Tuttavia, la specie, di per sé, non è moralmente rilevante [...]".177
Singer si spinse oltre affermando che i disabili mentali dovrebbero essere uccisi negli sperimenti scientifici o persino per scopi alimentari! Le sue esatte parole:
"I disabili mentali non hanno diritto alla vita, e quindi devono essere uccisi per scopi alimentari (qualora dovessimo sviluppare un gusto per la carne umana) o per esperimenti scientifici".178
Nella logica darwinista può essere supportato anche un simile comportamento rivoltante e selvaggio. Joseph Fletcher, ex presidente della Right to Die Society (Società per il diritto alla morte) fa un'affermazione simile sugli invalidi mentali:
"Gli esseri umani con deficit intellettivi o con capacità mentali minime non sono persone. Non importa quanti organi abbiano attivi e quanto siano spontanei i loro processi vitali [...] [gli idioti] non sono, non lo sono mai stati e mai lo saranno, responsabili in nessun grado. I dementi, perciò, non sono esseri umani".179
Anche l'infanticidio è un'altra pratica concessa dal darwinismo, dottrina che non attribuisce valore alla vita umana. Secondo il darwinismo: se prendersi cura di un neonato riconduce i genitori a lottare per la sopravvivenza, allora in termini evolutivi, quel neonato deve essere ucciso. Darwin affermava che gli animali mangiavano spesso i loro stessi cuccioli e che quello fosse un fattore importante per tenere la popolazione sotto controllo. In un articolo della rivista "Science" l'evoluzionista Barbara Burke scrive:
"Tra alcune specie animali, allora, l'uccisione dei cuccioli sembra una pratica naturale. Potrebbe essere naturale anche per gli esseri umani, una caratteristica ereditata dai primati? [...] Charles Darwin, in L'origine dell'uomo, notò che l'infanticidio è stato "probabilmente il più importante dei controlli" sulla crescita della popolazione nel corso di tutta la storia umana".180

"Non c'è sanzione se non contro coloro che sono ingiusti con gli uomini e, senza ragione, spargono la corruzione sulla terra: essi avranno doloroso castigo"
(Surat ash-Shura, 42) |
Come abbiamo visto prima, i darwinisti come Haeckel incoraggiavano il suicidio e affermavano che chi pensava che la vita fosse insopportabile aveva il diritto di farla finita. Allah lo ha definito un peccato.
Tutte queste pratiche selvagge e questi credi (eugenetica, eutanasia e razzismo) mostrano come il darwinismo sia un'ideologia che non dà alcun valore alla vita umana e sia costruito su miti di nessun valore scientifico.
Il fatto è che la vita di ogni singolo essere vivente è di enorme importanza. Attenendosi ai valori morali coranici, la gente ritiene il prossimo importante e prezioso e si sacrifica per gli altri. Il credente darà il cibo al suo vicino pur avendone di bisogno per se stesso:
"[loro] che, nonostante il loro bisogno, nutrono il povero, l'orfano e il prigioniero". (Surat al-Insan, 8)
I musulmani hanno il compito di tutelare i poveri, di aiutare gli abbandonati e proteggere gli orfani, gli uomini e le donne disperati, i bambini e gli anziani. In un versetto, ad esempio, Allah ha comandato alle persone di non poter dire nemmeno "Uff!" ai propri genitori (Surat al-Isra', 23) e di "dire" sempre "il meglio" del prossimo (Surat al-Isra', 53). In altri versetti Allah rivela "[...] chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera . E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità" (Surat al-Ma'ida, 32)
è evidente che una società in cui ognuno riconosce nel prossimo il valore e l'importanza della ragione e della coscienza, trabocchi di pace, sicurezza, amore e rispetto.
I massacri perpetrati per "aiutare la selezione naturale"
Il 20 aprile del 1999, due studenti americani della Colombine High School nel Colorado, Eric Harris (diciotto anni) e Dylan Klebold (17), presero d'assalto la scuola, armati di pistole e bombe a mano. Dopo aver ucciso 12 studenti e un insegnante nell'arco di mezz'ora, si tolsero la vita. Subito dopo il tragico evento vennero perquisite le case dei due ragazzi e saltarono fuori documenti e informazioni interessanti. In uno dei suoi pezzi pubblicati sul sito Westword di Denver, Harris aveva scritto che lui e Klebold avrebbero imposto "la selezione naturale" nella loro scuola:
"Ad aprile [del 1999] io e V [Klebold, che lui chiamava "V" di "Vodka"] ci prenderemo la rivincita dando una mano alla "selezione naturale". Armati di borsa da terrorista con pistole a spillo, pistole a spillo fissate a bombolette WD40, esplosivi artigianali con [...] un mucchio di shrapnel, bombe incendiarie, bombe al cloro e fumogeni.1
Inoltre, al momento dell'assalto, Harris aveva stampate sulla maglietta le parole "SELEZIONE NATURALE".2
Dal testo emerge che quello fosse un atto di vendetta contro gli insegnanti e gli studenti che i due consideravano "inferiori".3
In quasi tutto ciò che scrive, Harris fa riferimento alla selezione naturale e ai sentimenti di superiorità. Nei tre video girati prima dell'attacco i due si autodefiniscono più "evoluti" di altri e dicono di sentirsi "sovrumani".4

I giovani che hanno ucciso i loro amici, asserendo di effettuare una selezione naturale, hanno scritto nel diario di essere di gran lunga più evoluti (e quindi superiori) rispetto ad altri.
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Esattamente ad aprile, come aveva scritto nel suo giornale, Harris e Klebold entrarono alla Colombine High School con armi simili a quelle descritte e cominciarono a massacrarne gli studenti. A scuola si sapeva che i due provavano ammirazione per Hitler e che indossavano magliette con svastiche disegnate. Inoltre, il giorno in cui compirono l'attacco sarebbe stato il 110 compleanno di Hitler.
All'apparenza i ragazzi erano due normalissimi studenti di scuola superiore con una solida famiglia alle spalle, che nessuno avrebbe mai immaginato potessero compiere un atto simile. Dai giornali si evince che avessero un buon rapporto con la famiglia e che non avessero problemi.
Questa anormale vena aggressiva nei caratteri dei due giovani, che li ha spinti a un atto psicopatico, deve essere stata rafforzata dall'istruzione ricevuta. Con lo scopo di risolvere i problemi con i compagni che, secondo loro, li avevano esclusi, fecero ricorso al concetto di "selezione naturale" appreso a scuola. Non sorprende affatto che la gente "istruita" a credere a quelle false idee tipo che la vita è una battaglia fino alla morte, che bisogna lottare per sopravvivere, che i forti vincono sui più deboli, che la vita non ha valore e che gli uomini non sono diversi dagli animali, porta ad attacchi legati al concetto di selezione naturale.
La visione della vita che si riceve dall'istruzione è quella che impone il darwinismo. La gente che viene a conoscenza della competizione crudele della selezione naturale tramite i libri e le lezioni sarà indotta a credere che questo sia l'unico modo per sopravvivere e riterrà che l'odio e l'inimicizia siano legittimi. Sarà quindi capace di perpetrare atti del genere.
Invece, se istruiti alla luce dei valori morali del Corano e non con i dogmi della "selezione naturale, i giovani (e quindi la società) cercheranno di perdonare, provare amore, affetto e amicizia, e di assicurare la pace e non l'odio e il conflitto. La soluzione alla degenerazione morale sta nel rovesciamento intellettuale della filosofia che conduce a tale degenerazione e al suo rimpiazzo con i valori morali comandati dal Corano.
1. CNN, "Columbine Killer Envisioned Crashing Plane in NYC," 6 December 2001, http://edition.cnn.com/2001/US/12/05/columbine.diary
2. Denver Rocky Mountain News, 25 June 1999, pp. 4A, 14A
3. Antonio Mendoza, "High School Armageddon," http://www.mayhem.net/Crime/columbine.html
4. Ibid.
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159. Johnson P.E., Defeating Darwinism, Intervarsity Press, 1997, pp. 103-104
160. Denton M., Evolution: A Theory in Crisis, 1988, p. 358
161. Provine W., "Evolution and the Foundation of Ethics," MBL Science, (A Publication of Marine Biological Laboratory at Woods Hole, Massachusetts), vol. 3, no. 1, pp. 25-29; The Scientist, September 5, 1988
162. Bert Thompson, Evolution as a Threat to the Christian Home, Apolegetics Press, USA
163. Johnson, Defeating Darwinism, p. 99
164. Denton, Evolution: A Theory in Crisis, pp. 17, 67
165. Simpson G. G., Life of The Past:An Introduction to Paleontology, Yale University Press, New Haven, 1953
166. Dawkins R., Unweaving The Rainbow, New York: Houghton Mifflin Company, 1998, p. ix. (trad. it. L' arcobaleno della vita : la scienza di fronte alla bellezza dell'universo, Mondadori, Milano, 2001)
167. Hoyle Sir F., L'universo intelligente, Mondadori, Milano, 1984
168. Simpson G. G., "The World into Which Darwin Led Us", "Science" 131 (1960), p. 970
169. Darwin F. (ed.), Life and Letters of Charles Darwin (1903; 1971 reprint), vol. 1, p. 285
170. Johnson G. B., Biology: Visualizing Life, Rinehart and Winston, Inc., Holt, 1994, p. 453
171. "Darwin as Epicurean: An Interview with Benjamin Wiker"; http://www.touchstonemag.com/docs/issues/15.8docs/15-8pg43.html
172. Darlington P. J., Evolution for Naturalists, 1980, pp. 243-244
173. Gould S. J., Ever Since Darwin, New York: W. W. Norton & Company, 1992, p. 223 (trad. it. Questa idea della vita: la sfida di Charles Darwin, Editori Riuniti, Roma, 1990)
174. Darwin, The Descent of Man and Selection in Relation to Sex, p. 403
175. Lorraine Lee Larison Cudmore, "The Center of Life", "Science Digest", November 1977, p. 46
176. Gossett T. F., Race: The History of an Idea in America, Southern Methodist University Press, Dallas, 1963, p. 170
177. Singer P., "Sanctity of Life or Quality of Life?", "Pediatrics", July 1983, pp. 128-129
178. Mawyer M., "Death Act Dies in California", "Fundamentalist Journal", June 7, 1988, p. 61
179. Ibid.
180. Burke B., "Infanticide", "Science" 84, May 1984, p. 29
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