La Ricerca Genomica Sta Demolendo l'Asserzione della ''Prima Cellula Che Si Formò Per Caso''

La teoria dell’evoluzione sostiene, senza alcuna base scientifica, che in un momento in cui non c’era ancora vita sulla Terra le sostanze inanimate si combinarono per far nascere il primo organismo vivente. Secondo le affermazioni evoluzioniste, il primo organismo vivente deve aver avuto una struttura sufficientemente semplice da essersi potuto formare per caso.

Il caso è, però, che i darwinisti NON SONO CAPACI DI SPIEGARE COME SIA POTUTA APPARIRE NEMMENO UNA SINGOLA PROTEINA.

Il fatto che una singola proteina non possa formarsi spontaneamente demolisce completamente, in ogni caso, la teoria dell’evoluzione. Ma se anche presumiamo per un momento che questo evento impossibile si sia verificato, vediamo ancora che la “cellula primitiva” invocata dai darwinisti elimina con assoluta certezza la possibilità che la vita sia apparsa spontaneamente. I dati forniti dalla scienza del 21° secolo mostrano che anche la forma di vita con la struttura più semplice è di fatto molto complessa, e che è praticamente impossibile che essa sia apparsa spontaneamente e per caso.

La ricerca genomica fornisce questa informazione. Basandosi sull’idea che gli esseri viventi caratterizzati dal genoma più piccolo (extremophiles ed eubacteria) hanno la minima complessità, gli scienziati hanno calcolato le probabilità della comparsa casuale e spontanea di questi organismi. Un altro punto che deve essere chiarito qui è questo: anche gli scienziati considerano questi organismi le più antiche forme di vita sulla Terra.

La ricerca sul genoma ha rivelato che il numero minimo di proteine richieste per la vita era tra le 250 e le 450.[1]In altre parole, il numero minimo di proteine diverse che avrebbero dovuto combinarsi contemporaneamente per dare origine alle caratteristiche strutturali della cellula e svolgere le sue funzioni fondamentali è tra 250 e 450.

Inoltre, bisogna spiegare che questo numero minimo di 250-450 proteine è il numero di proteine ottenute da microbi che vivono da parassiti. Il numero minimo di proteine che servono perché un organismo viva indipendentemente da un’altro è di circa 1500. In altre parole, i darwinisti devono spiegare l’esistenza separata di 1500 proteine diverse, che servono per far nascere una singola cellula funzionante. Ma, ripetiamo, i darwinisti non sanno spiegare la comparsa nemmeno di una singola proteina.

È del tutto impossibile che un numero di proteine differenti compreso tra 250 e 1500, richiesto perché un organismo sia considerato vivente, si formi spontaneamente econtemporaneamente. I calcoli probabilistici al riguardo sono forniti nella tabella che segue:

Numero Minimo di Proteine[2]

Probabilità che Appaiano Simultaneamente

250

1018,750

350

1026,250

500

1037,500

1,500

10112,500

1,900

10142,500

 Come mostra la tabella qui sopra, la probabilità che un organismo costituito dal numero minimo di proteine si formi per caso è di 1 su 1018,750 (per comprendere l’immensità di questo numero sarà utile ricordare che il numero totale di atomi nell’universo è di 1078). In altre parole, non c’è alcuna possibilità. Nonostante questi calcoli e dati scientifici, gli evoluzionisti continuano ad insistere e a credere nell’impossibile. L’unico motivo di tale insistenza è la loro determinazione a negare l’esistenza di Allah Onnipotente, Che ha creato dal nulla tutte le cose. 


Il Calcolo delle Probabilità di Morowitz

I calcoli delle probabilità sopra citati si accordano con un calcolo eseguito dal biofisico Harold Morowitz. Egli fece l’ipotesi di aver spezzato tutti i legami chimici del batterio E. coli e di aver liberato tutti gli atomi che lo componevano, e calcolò poi la probabilità che questi atomi si ricombinassero spontaneamente per ricostituire l’E. coli. In questo esperimento teoretico, tutti gli atomi richiesti sono presenti nelle quantità appropriate, e si presume che nessun altro atomo proveniente dell’esterno possa restare coinvolto. Tuttavia, egli calcolò che la possibilità che tutti gli atomi si unificassero spontaneamente in un ordine specifico, pur essendo nel numero appropriato e in un ambiente adatto, in modo da produrre un batterio E. coli era di 1 su 10100,000,000,000.[3]Questo supera di gran lunga l’impossibilità. Un numero del genere rivela l’impossibilità che anche l’organismo meno complesso dell’universo si formi per caso, anche se si forniscono insieme le condizioni e i materiali.

 
Un Numero Sufficiente di Proteine Che Si Combinano Non Basta a Far Apparire La Vita

Immaginiamo di avere a portata di mano tutte le proteine necessarie alla vita. L’esistenza di queste proteine, che non possono presentarsi in questo modo, NON BASTA AFFINCHÉ SI FORMI NEMMENO UNA SINGOLA CELLULA. I microbiologi e i biochimici dicono esplicitamente che l’organizzazione di queste proteine all’interno della cellula è anch’essa molto importante, altrimenti le proteine non serviranno a nulla. Inoltre, come sanno benissimo gli scienziati darwinisti, la cellula possiede degli organelli che producono proteine ed una imponente banca dati di DNA di gran lunga più complessa delle proteine. Una cellula vivente è  resa possibile da tutte queste strutture che possiedono la stessa funzione ed organizzazione nello stesso tempo, ed agiscono con la stessa consapevolezza. Questo è un fatto che demolisce il darwinismo.

Il fatto che i batteri possiedano una straordinaria organizzazione interna fu ignoto fino agli anni ‘90. Il fatto è, però, che si sa che le cellule complesse (eucariote), che comprendono i protozoi unicellulari, sono costituite da un nucleo, organelli, sistema di membrane, un citoscheletro, varie sezioni interne ed altri contenuti che organizzano il contenuto della cellula a livello molecolare.[4]Tutti questi sistemi sono straordinariamente complessi. L’uno non può funzionare indipendentemente dagli altri.

 
Conclusione

Come evidenziano le informazioni qui riportate, la microbiologia, la biochimica e la ricerca genomica, tutti i maggior progressi scientifici compiuti nella seconda metà del 20° secolo e nel 21° secolo in breve, hanno sradicato tutte le affermazioni della teoria dell’evoluzione. Queste conclusioni scientifiche hanno rivelato che il darwinismo è del tutto antiscientifico, e consiste di affermazioni ben lontane dalla scienza. La scienza ha confutato le affermazioni evoluzioniste relativa ad “un primo organismo vivente molto semplice”. Oltre al numero minimo di proteine e alla minima complessità necessaria affinché esso sia vivo, un organismo è troppo complesso per essere spiegato dalle affermazioni evoluzioniste basate sul caso, e possiede un’organizzazione perfetta. Oltre a tutta questa complessità, l’esistenza di una singola cellula porta al fermo totale la teoria dell’evoluzione.

È evidente che la vita è nata dal nulla grazie all’infinita intelligenza, conoscenza e potenza di Allah. Questo fatto, ovvio per la ragione e la buona coscienza, è corroborato oggi anche da innumerevoli dati scientifici.

Nel Corano è rivelato quanto segue a proposito dell’impareggiabile Creazione del nostro Signore:

[Allah è] Colui Che dà origine ai cieli e alla terra. Quando decide una cosa, Egli dice ad essa: “Sii!”, ed essa è. (Surat al-Baqara, 117)

2010-10-21 18:05:19

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