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Anche Il Tempo È Una Percezione

A questo punto del libro è stato mostrato che la materia, creduta l’unica realtà assoluta esistente, non è invero nulla più di una percezione – un’immagine di cui ogni persona fa esperienza nel suo cervello. Ed è stato mostrato quanto questa verità sia stata importante nell’accrescere il timore e l’amore verso Dio, per la diffusione della spiritualità e della buona morale e per il crollo del materialismo.

C’è un altro concetto simile alla materia che i materialisti hanno giudicato eterno e assoluto – il tempo. Ma come la materia, anche il tempo è una percezione e non è eterno; c’è un momento in cui fu creato. Questo fatto, che ora è stato dimostrato con prove scientifiche, fu rivelato in diversi versetti del Corano.

Il tempo è un concetto formato dal confronto di un momento con un altro

     
 
materialismo, cervello, vista, udito, percezione, immaginazione

Crediamo che sia passato un lasso di tempo tra il momento in cui il telefono ha suonato e quello in cui udiamo la voce di un amico, e lo chiamiamo “tempo”. Il tempo è una percezione che nasce dal confronto tra ciò di cui facciamo esperienza in un particolare momento e il passato.

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Il tempo è un concetto che dipende dal confronto di eventi di cui abbiamo fatto esperienza. Per esempio, si entra in una stanza. Si vede quindi una penna sul pavimento e ci si china per raccoglierla. Poi si porta la penna verso un tavolo dove viene riposta. Si fa un contronto tra tutte queste azioni. Si crede che sia passato un lasso di tempo tra ognuna di esse e in tal modo nasce la percezione del tempo.

 
     

Il tempo è un concetto che dipende completamente dalle nostre percezioni e dai confronti che facciamo tra di esse. Per esempio, in questo momento stai leggendo questo libro. Poni che, prima di leggere questo libro, tu stessi mangiando qualcosa in cucina. Tu credi che ci sia un intervallo tra il momento in cui mangiavi in cucina e questo momento, e lo chiami “tempo”. Di fatto, il momento in cui mangiavi in cucina è un’informazione nella tua memoria, e confronti quel momento con essa e lo chiami tempo. Se non facessi questo confronto, il concetto di tempo scomparirebbe e l’unico momento che esiste per te sarebbe quello presente.

     
 
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Il passato di una persona è costituito di informazioni fornite alla memoria. Se la memoria di una persona fosse cancellata, anche il suo passato lo sarebbe. Il futuro è fatto di idee. Senza queste, rimane solo il “momento presente” dell’esperienza.

 
     

Per esempio, una cerimonia di diploma è qualcosa di importante nella memoria di una persona. Confrontando altre informazioni nella sua memoria, a partire dal momento del diploma, con il momento presente, costui costruisce l’idea di tempo e, secondo l’informazione nella sua memoria, determina la lunghezza o brevità di questo tempo. Ma questo senso di lunghezza o di brevità è tutto nel suo cervello, e deriva da questo confronto.

Nello stesso modo, quando qualcuno vede una persona che si piega per prendere una penna caduta sul pavimento e metterla sul tavolo, costui fa un confronto. Il momento in cui l’osservatore ha visto la persona mettere la penna sul tavolo, la persona chinarsi, prendere la penna, andare verso il tavolo, costituiscono tutte informazioni cerebrali. La percezione del tempo emerge dal confronto della persona che mette la penna sul tavolo con queste informazioni.

Il noto fisico Julian Barbour definisce il tempo in questo modo:

Il tempo non è nulla di più che una misura delle posizioni mutevoli degli oggetti. Un pendolo oscilla, le lancette di un orologio avanzano.40

In breve, il tempo è costituito da alcune informazioni nascoste come memoria nel cervello; meglio, esso emerge dal confronto delle immagini. Se una persona non avesse memoria, costui vivrebbe solo nel momento presente; il suo cervello non sarebbe in grado di fare queste interpretazioni e, perciò, egli non avrebbe alcuna percezione del tempo.

Le opinioni degli scienziati sull’idea che il tempo sia una percezione

Oggi è un fatto scientificamente accettato che il tempo è un concetto che emerge dalla nostra costruzione di una disposizione sequenziale definita tra i movimenti e i cambiamenti. Cercheremo di renderlo più chiaro facendo esempi presi da quei pensatori e scienziati che hanno dimostrato questa interpretazione

Il fisico Julian Barbour creò grande agitazione nel mondo scientifico con il suo libro La fine del tempo,in cui prese in esame le idee di atemporalità ed eternità. Egli rileva che l’idea che il tempo sia una percezione è molto difficile da accettare per molte persone. In un’intervista a Barbour riportata sulla rivista Discover, si parla del tempo e del suo carattere di percezione:

"Ho ancora difficoltà ad accettarlo” dice (Barbour). Ma il senso comune non è mai stata una guida affidabile alla comprensione dell’universo – i fisici non hanno fatto altro che smentire le nostre percezioni sin da quando Copernico per primo affermò che il sole non gira intorno alla terra. Dopotutto, non sentiamo il minimo movimento mentre la terra in rotazione sfreccia nel vuoto a circa 67.000 miglia all’ora. Il nostro senso del trascorrere del tempo, sostiene Barbour, è tanto ostinatamente errato quanto il credo della Flat Earth Society [Società della terra piatta].41

Come è possibile vedere dal passo sopra citato, questo noto fisico ha fatto rilevare che qualunque idea abbiamo dell’assolutezza del tempo è falsa, e che ciò è stato confermato dalle ricerche della fisica moderna. Il tempo non è assoluto; è un concetto percepito in modi diversi, soggettivo, dipendente dagli eventi.

     
 
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IN UN MONDO IN CUI IL TEMPO SCORRESSE ALL’INDIETRO, IL PASSATO SAREBBE IL FUTURO

Dato che ogni evento ci viene mostrato in un certo ordine, crediamo che il tempo proceda sempre in avanti. Per esempio, uno sciatore scia sempre su una montagna verso il basso, non verso l’alto. Una goccia d’acqua non sale da una piscina, ma cade sempre in essa. In questa situazione, la posizione di uno sciatore in cima a una montagna è nel passato, mentre la sua posizione in basso è nel futuro. Se l’informazione della nostra memoria, però, fosse mostrata al contrario, come se si riavvolgesse un film, ciò che per noi è il futuro, cioè la posizione della discesa, sarebbe il passato, e questo, cioè la posizione sulla cima, sarebbe il futuro.

 
     

François Jacob, pensatore, premio Nobel e famoso professore di genetica, nel suo libro dal titolo Il gioco dei possibili, riguardo la possibilità che il tempo possa andare all’indietro, afferma:

I film proiettati al contrario ci rendono possibile immaginare un mondo in cui il tempo scorra all’indietro. Un mondo in cui il latte si separa dal caffè e salta fuori dalla tazza per raggiungere il pentolino del latte; un mondo in cui i raggi di luce sono emessi dai muri per essere raccolti in un punto invece di scaturire da una fonte di luce: un mondo in cui una pietra sale nel palmo di un uomo grazie alla sorprendente cooperazione di innumerevoli gocce d’acqua che fanno saltare la pietra fuori dall’acqua. E, in un mondo siffatto in cui il tempo ha tali caratteristiche opposte, i processi del nostro cervello e il modo in cui la nostra memoria accumula informazioni funzionerebbero, analogamente, al contrario. Lo stesso vale per passato e futuro e il mondo ci apparirebbe esattamente come appare in questo momento.42

Visto che il nostro cervello funziona ordinando le cose in sequenza, non pensiamo che il mondo funzioni come appena descritto; crediamo che il tempo vada sempre in avanti. Questa, però, è una decisione del nostro cervello, ed è perciò assolutamente relativa. Se le informazioni nel nostro cervello fossero ordinate come in un film proiettato al contrario, il tempo per noi sarebbe come un film proiettato al contrario. In questa situazione, inizieremmo a percepire il passato come futuro e il futuro come passato, e faremmo esperienza della vita in un modo totalmente opposto a quello in cui ne facciamo esperienza ora.

Di fatto, non possiamo sapere in che direzione vada il tempo o, invero, se esso abbia davvero una direzione. Questo dimostra che il tempo non è una realtà assoluta ma solo un tipo di percezione.

Il fatto che il tempo è una percezione è stato dimostrato dal grande fisico del XX secolo Albert Einstein, nel suo "Teoria generale della relatività". Nel suo libro, L'universo e Einstein, Lincoln Barnett afferma:

Insieme allo spazio assoluto, Einstein scardinò il concetto di tempo assoluto – di uno scorrere del tempo costante, invariante, inesorabile, universale, che fluisse dal passato infinito verso il futuro infinito. Molta dell’oscurità che ha circondato la Teoria della Relatività nasce dalla riluttanza dell’uomo a riconoscere che la sensazione del tempo, come la sensazione del colore, è una forma di percezione. Proprio come lo spazio è semplicemente un possibile ordine di oggetti materiali, così il tempo è semplicemente un possibile ordine di eventi. La soggettività del tempo è espressa meglio con le parole di Einstein stesso. “Le esperienze di un individuo” egli afferma, “ci appaiono ordinate in una serie di eventi; in questa serie i singoli eventi che ricordiamo, ci appaiono ordinati secondo il criterio di ‘prima’ e ‘dopo’. Esiste, perciò, per l’individuo, un tempo-dell’Io, o tempo soggettivo. Questo in se stesso non è misurabile. Posso, invero, associare numeri con eventi, in modo che un numero più alto sia associato a l’evento più recente piuttosto che a un evento anteriore”.43
     
 
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Una di due sorelle gemelle fa un viaggio nello spazio a una velocità prossima a quella della luce. Al suo ritorno, trent’anni dopo, la sorella rimasta sulla terra sarà molto più vecchia rispetto a quella che è andata nello spazio.

1. 30 ANNI FA
2. OGGI

 
     

Da queste parole di Einstein, possiamo comprendere che l’idea che il tempo si muova in avanti è assolutamente un riflesso condizionato.

Einstein stesso fece rilevare, come è citato nel libro di Barnett: “Lo spazio e il tempo sono forme di intuizione, che non possono essere separate dalla coscienza più di quanto possano esserlo i concetti di colore, forma o grandezza”.44

Secondo la “Teoria generale della relatività”, il tempo non è assoluto; a parte le serie di eventi secondo le quali lo misuriamo, non ha alcuna esistenza indipendente.

I nostri sogni sono molto importanti per comprendere la relatività del tempo. Nel sonno facciamo esperienza di eventi che crediamo durare giorni ma, in realtà, il sogno che facciamo dura solo pochi minuti o persino pochi secondi.

Al fine di chiarire meglio questo punto, facciamo un esempio. Pensiamo a una stanza progettata appositamente, con una finestra, e pensiamo di trascorrere un certo tempo dentro di essa. Nella stanza c’è un orologio con il quale saremo in grado di vedere il passare del tempo. Attraverso la finestra possiamo vedere il sole sorgere e tramontare a intervalli regolari. Dopo qualche giorno ci viene chiesto quanto tempo siamo stati nella stanza. La nostra risposta sarà calcolata secondo le informazioni ricevute, basate sull’osservazione dell’orologio fatta di tanto in tanto e su quante volte il sole è sorto e tramontato. Per esempio, calcoliamo che abbiamo trascorso tre giorni nella stanza. Ma se la persona che ci ha messo nella stanza venisse a dirci che siamo in realtà stati nella stanza per due giorni, che il sole che abbiamo visto dalla finestra era in realtà prodotto artificialmente, e che l’orologio nella stanza segnava il tempo più velocemente, allora i nostri calcoli non avrebbero senso.

Questo esempio mostra che la nostra conoscenza del ritmo con cui passa il tempo dipende da riferimenti che cambiano a seconda della persona che lo sta percependo.

Questo è un esempio di come, in circostanze diverse, una persona percepisca la stessa quantità di tempo come più breve o più lunga. Ecco un altro esempio. Per una persona che aspetta che suo fratello esca da un’operazione, un’ora sembra molte ore. Ma se la stessa persona fa qualcosa che lo diverte davvero, costui non può comprendere come l’ora sia passata così velocemente.

Einstein dimostrò scientificamente il fatto seguente nel suo “Teoria generale della relatività”: il ritmo con cui passa il tempo cambia a seconda della velocità di un corpo e della sua distanza dal centro di gravità. Se la velocità aumenta, il tempo diminuisce, si contrae, va avanti più lentamente e sembra che il punto di inerzia si avvicini.

Spieghiamolo con uno degli esperimenti mentali di Einstein. Poniamo che ci siano due fratelli gemelli. Uno di loro resta in questo mondo, l’altro parte per un viagio nello spazio durante il quale viaggia quasi alla velocità della luce. Al suo ritorno dallo spazio, troverà suo fratello gemello molto più vecchio di lui. La ragione è che il tempo è trascorso molto più lentamente per il fratello che è andato nello spazio. Si può pensare allo stesso esempio in relazione a un padre che va nello spazio su una nave che viaggia al 99 per cento della velocità della luce mentre suo figlio rimane sulla terra. Secondo Einstein, se il padre avesse 27 anni e il figlio 3, 30 anni terrestri dopo, al ritorno del padre sulla terra, il figlio avrebbe 33 anni e il padre 30. 45

La relatività del tempo non è qualcosa che ha a che fare con l’accelerazione o il rallentamento dell’orologio; deriva dal fatto che ogni sistema materiale, fino alle particelle a livello subatomico, funziona a diverse velocità. In un ambiente dove il tempo fosse rallentato, il battito del cuore di una persona, il ritmo della divisione cellulare e l’attività cerebrale sarebbero più lenti. In questa situazione, una persona vivrebbe la sua quotidianità inconsapevole del rallentamento del tempo.

Il concetto della relatività del tempo è rivelato nel Corano

Come abbiamo spiegato nelle pagine precedenti, il tempo non è una realtà assoluta. Grazie alle scoperte della scienza moderna è stato provato con certezza che esso è una percezione relativa. È straordinario che questa scoperta fatta dalla scienza nel XX secolo sia stata rivelata nel Corano 1400 anni prima.

Per esempio, in alcuni versetti, è fatto rilevare che la vita è molto breve. Si dice che una vita umana di circa 60 anni è breve quanto un’ora in un giorno.

Nel Giorno in cui vi chiamerà, Gli risponderete lodandoLo e crederete di essere vissuti ben poco.(Sura al-Isra’: 52)

Il Giorno in cui li riunirà, sarà come se fossero rimasti solo un'ora e si riconosceranno tra loro...(Sura Yunus: 45)

In altri versetti, è rivelato che il tempo è molto più breve di quanto credano gli uomini.

Dirà: « Quanti anni siete rimasti sulla terra?». Risponderanno: « Siamo rimasti un giorno, o parte di un giorno. Interroga coloro che tengono il computo ». Dirà: « Davvero siete rimasti ben poco. Se lo aveste saputo!»(Sura al-Muminun: 112-114)

In altri versetti del Corano si dice che il tempo scorre con velocità diverse in dimensioni differenti. Per esempio, è rivelato che un giorno è uguale a mille anni agli occhi di Dio. (Sura al-Hajj: 47) Altri versetti parlano di questo:

Gli angeli e lo Spirito ascendono a Lui in un Giorno la cui durata è di cinquantamila anni. (Sura al-Ma’arij: 4)

Dal cielo dirige le cose della terra e poi tutto risalirà a Lui, in un Giorno che sarà come mille anni del vostro contare. (Sura as-Sajda: 5)

Nello stile usato in molti versetti del Corano, è chiaramente mostrato che il tempo è una percezione. Per esempio, Dio parla di un numero di credenti (I Dormienti della Caverna) cui Egli diede un sonno profondo per oltre 300 anni. In seguito, quando li risvegliò, essi credettero di avere dormito per un tempo molto breve; non potevano immaginare quanto tempo avessero dormito:

Rendemmo sorde le loro orecchie, [rimasero] nella caverna per molti anni. Li resuscitammo poi, per vedere quale delle due fazioni meglio computasse il tempo che avevano trascorso.(Sura al-Kahf: 11-12)

Li resuscitammo infine perché si interrogassero a vicenda. Disse uno di loro: «Quanto tempo siete rimasti?» Dissero: «Siamo rimasti una giornata o parte di una giornata». Dissero: « Il vostro Signore sa meglio quanto siete rimasti...»(Sura al-Kahf: 19)

La situazione cui si riferisce il versetto seguente costituisce un’importante prova del fatto che il tempo è una percezione psicologica:

O colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: "Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?". Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese: "Quanto [tempo] sei rimasto?". Rispose: "Rimasi un giorno o una parte di esso". "No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne". Davanti all'evidenza disse: "So che Allah è onnipotente".(Sura al-Baqara: 259)

Come si può vedere, questi versetti rivelano chiaramente che il tempo è relativo e non assoluto. Ciò significa che il tempo cambia secondo le percezioni di chi percepisce; non è un esistenza concreta che esiste di per sé al di là di chi percepisce.

La relatività del tempo spiega la verità del fato

Come si vede dal resoconto della relatività del tempo e dai versetti che si riferiscono a essa, il tempo non è un concetto concreto, ma varia a seconda delle percezioni. Per esempio, un intervallo di tempo per noi lungo milioni di anni, è solo un momento per la percezione di Dio. Un periodo che per noi è pari a cinquantamila anni è solo un giorno per Gabriele e gli angeli.

Questa verità è molto importante per la comprensione dell’idea di fato. Il fato è l’idea secondo cui Dio creò ogni singolo evento, passato, presente e futuro in “un singolo momento”. Ciò significa che ogni evento, dalla creazione dell’universo fino al Giorno del Giudizio, è già accaduto e si è concluso agli occhi di Dio. Un numero significativo di persone non riesce a cogliere la realtà del fato. Costoro non riescono a comprendere come Dio possa conoscere eventi che non sono ancora accaduti, o come gli eventi passati e quelli futuri siano già accaduti agli occhi di Dio. Dal nostro punto di vista, le cose che non sono accadute sono eventi che non sono stati. Questo perché viviamo la nostra vita in relazione al tempo che Dio ha creato, e non potremmo sapere nulla senza l’informazione della nostra memoria. Visto che dimoriamo in un mondo dove siamo messi alla prova, Dio non ci ha dato memoria delle cose che chiamiamo eventi “futuri”. Di conseguenza, non possiamo sapere che cosa il futuro ha in serbo. Ma Dio non è legato né allo spazio né al tempo; è Lui che ha già creato tutto ciò dal nulla. Per questa ragione, il passato, il presente e il futuro sono la stessa cosa per Dio. Dal Suo punto di vista ogni cosa è già stata; Egli non ha bisogno di aspettare per vedere il risultato di un’azione. L’inizio e la fine di un evento sono entrambi, ai Suoi occhi, esperienze simultanee. Per esempio, Dio già sapeva quale fine attendeva il Faraone ancor prima di inviargli Mosè, ancor prima che Mosè nascesse e ancor prima che l’Egitto diventasse un impero; e tutti questi eventi, inclusa la fine del Faraone, agli occhi di Dio, furono esperienze di un singolo momento. Inoltre, per Dio non esiste una cosa come il ricordo del passato; il passato e il futuro sono sempre presenti a Dio; ogni cosa esiste nello stesso momento.

Se pensiamo alla nostra vita come a un filmino, la guardiamo come se stessimo guardando una videocassetta senza possibilità di mandare avanti il nastro. Ma Dio vede l’intero film simultaneamente in un singolo colpo d’occhio; Egli lo ha creato e ne ha determinato ogni dettaglio. Come noi siamo in grado di vedere la parte iniziale, centrale e finale di un regolo in un sol colpo d’occhio, così Dio abbraccia in un solo momento, dall’inizio alla fine, il tempo al quale siamo soggetti. Gli esseri umani, però, fanno esperienza di questi eventi solo quando viene il tempo di essere testimoni del fato che Dio ha creato per loro. È così per il fato di tutti coloro che sono nel mondo. La vita di tutti coloro che sono già stati creati e di chiunque sarà creato, in questo mondo e nel prossimo, è presente agli occhi di Dio in ogni dettaglio. Il fato di tutte le creature viventi – pianeti, piante e cose – è scritto insieme al fato di milioni di esseri umani nella memoria eterna di Dio. Esso rimarrà scritto senza essere perduto o ridotto. La realtà del fato è una delle manifestazioni dell’eterna grandezza, del potere e della forza di Dio. Per questo Egli è chiamato il Custode (al-Hafiz).

Il concetto di “passato” viene dall’informazione della nostra memoria

Per le suggestioni che riceviamo, crediamo di vivere in sezioni separate di tempo chiamate passato, presente e futuro. L’unica ragione, però, per cui abbiamo il concetto di “passato” (come abbiamo spiegato sopra) è che sono state poste diverse cose nella nostra memoria. Per esempio, il momento in cui ci siamo iscritti alle scuole elementari è una informazione nella nostra memoria, e quindi la percepiamo come un evento del passato. Gli eventi futuri, però, non sono nella nostra memoria. Consideriamo quindi ciò di cui non siamo ancora a conoscenza come cose di cui faremo esperienza o che accadranno nel futuro. Ma proprio come del passato, dal nostro punto di vista, abbiamo fatto esperienza, così è per il futuro. Ma, dato che questi eventi non sono stati dati alla nostra memoria, non possiamo conoscerli.

     
 
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1. PASSATO
2. PRESENTE
3. FUTURO

 
     

Se Dio mettesse nella nostra memoria eventi futuri, allora il futuro sarebbe il passato per noi. Per esempio, una persona di trent’anni ha trent’anni di ricordi ed eventi nella sua memoria e, per questa ragione, crede di avere un passato di trent’anni. Se nella sua memoria fossero messi gli eventi futuri tra l’età di trenta e di settanta allora, per questo individuo trentenne, sia i suoi trent’anni sia il “futuro” tra i trenta e i settant’anni diventerebbero il passato. In questa situazione il passato e il futuro sarebbero presenti alla memoria, e per costui entrambi sarebbero esperienze vissute.

Visto che Dio ha fatto sì che percepissimo gli eventi in una serie definita, come se ci fosse un tempo cha va dal passato al futuro, Egli non ci informa del nostro futuro né fornisce queste informazioni alla nostra memoria. Il futuro non è nella nostra memoria, ma tutti i passati e i futuri umani sono nella Sua memoria eterna. Ciò, come abbiamo detto prima, è come osservare una vita umana come fosse già completamente rappresentata e ultimata in un film. Non potendo mandare avanti il film si vede la propria vita man mano che i fotogrammi scorrono in successione. Si sbaglia nel credere che i fotogrammi non ancora visti costituiscano il futuro.

     
 
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Il passato di una persona è in realtà informazione presente nella sua memoria. Se tale memoria fosse cancellata, il passato sparirebbe. Il futuro è costituito di pensieri umani. Si fanno progetti per il futuro e ci si pensa, ma se i nostri pensieri fossero eliminati, non rimarrebbe alcun concetto di futuro. Se la nostra memoria e i nostri pensieri ci fossero sottratti, rimarremmo solo con il momento dell’esperienza, o con questo particolare momento.

1. PASSATO
2. PRESENTE
3.FUTURO
4.Memoria
5. Pensiero

 
     

Il passato e il futuro sono notizie dell’invisibile

Nei versetti, Dio rivela che l’unico a conoscere ciò che è segreto, invisibile, occulto e sconosciuto è Egli stesso.

Di': «O Allah, Creatore dei cieli e della terra, conoscitore del visibile e dell'invisibile! Tu giudicherai tra i Tuoi servi sulle loro divergenze»(Sura az-Zumar: 46)

Di' [loro, o Muhammad]: “Invero, la morte che fuggite vi verrà incontro, quindi sarete ricondotti a Colui Che conosce l'invisibile e il palese, e vi informerà a proposito di quel che avrete fatto”.(Sura al-Jumu’a: 8)

Disse: "O Adamo, informali sui nomi di tutte [le cose]". Dopo che li ebbe informati sui nomi, Egli disse: "Non vi avevo forse detto che conosco il segreto dei cieli e della terra e che conosco ciò che manifestate e ciò che nascondete?".(Sura al-Baqara: 33)

Generalmente, si crede che la parola “segreto” si riferisca solo a qualcosa di sconosciuto riguardo al futuro; sia il passato che il futuro, però, sono segreti. Coloro che hanno vissuto nel passato e coloro che vivranno nel futuro sono custoditi nella visione di Dio. Dio, però, dona parte della conoscenza custodita nella Sua visione alla memoria delle persone e la rende nota. Per esempio, quando Dio donò la conoscenza sul passato nel Corano, disse al Profeta Muhammad (Dio lo benedica e gli dia pace) che questa era una notizia dell’invisibile:

Questa è una delle notizie dell'ignoto che ti riveliamo. Tu non le conoscevi e neppure il tuo popolo prima di ora. Sopporta dunque con pazienza. In verità i timorati [di Allah] avranno il buon esito».(Sura Hud: 49)

Sono queste le storie segrete che ti riveliamo, chè certo non eri tra loro quando si riunivano per tramare. (Sura Yusuf: 102)

Dio donò al Profeta Muhammad (Dio lo benedica e gli conceda la pace) informazioni su alcune cose che non erano ancora accadute, notizie dell’invisibile sul futuro. Per esempio, la presa della Mecca (Sura Al-Fath: 27) e la vittoria dei greci sui pagani (Ar-Rum: 3-4) furono rivelate al Profeta Muhammad (Dio lo benedica e gli conceda la pace) prima che accadessero. I detti del Profeta (Dio lo benedica e gli conceda la pace) sui segni del giorno della resurrezione e la fine del tempo (che erano notizie dell’invisibile per la gente di quell’epoca) mostrano che fu Dio a insegnargli queste cose.

Il Corano dice che le notizie dell’invisibile sono rivelate ai profeti e ad alcuni credenti devoti. Per esempio, fu rivelato a Giuseppe che la trappola che i suoi fratelli gli avevano teso sarebbe finita nel nulla (Sura Yusuf: 15), e alla madre di Mosé fu rivelato che suo figlio sarebbe sfuggito alla crudeltà del Faraone e sarebbe diventato un profeta. (Sura al-Qasas: 7)

In conclusione, tutto ciò che chiamiamo passato e futuro sono notizie dell’invisibile celate nella visione di Dio. Dio dona parte della sua conoscenza alla memoria di coloro che sceglie, nel momento che sceglie, rendendoli così consapevoli di parte dell’ignoto. Gli eventi che diventano visibili e osservabili sono descritti dagli esseri umani come eventi passati.

L’importanza di affidarsi al fato

Il fatto che il passato e il futuro siano già creati agli occhi di Dio, e che tutto sia accaduto e sia presente ai Suoi occhi, dimostra una verità molto importante. Ognuno è completamente sottomesso al proprio destino. Proprio come una persona non può cambiare il proprio passato, così non può cambiare il proprio futuro perché, come il passato, il futuro è già accaduto. Tutto il futuro è determinato – quando e dove gli eventi accadranno, cosa mangerà, con chi parlerà, di cosa discuterà, quanto denaro guadagnerà, quali malattie prenderà, e quando, dove e come morirà. Tutto ciò è già davanti agli occhi di Dio e sono già esperienze nella Sua memoria. Ma tale conoscenza non è ancora nella memoria della persona.

Perciò, coloro che sono afflitti, turbati, oltraggiati e preoccupati del futuro, sono vanamente in ansia. Il futuro di cui sono così preoccupati e ansiosi è già accaduto. E non ha importanza cosa facciano, non possono cambiare questo fatto.

     
 
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DIO CONOSCE E VEDE IL NOSTRO PASSATO E IL NOSTRO FUTURO COME FOSSERO UN SOLO MOMENTO

In questa foto le persone non vedono l’automobile, e quelle nell’automobile non vedono loro. In questo particolare momento gli uni non sono consapevoli della presenza degli altri. Ma se si osserva questa situazione da lontano e da un luogo differente si vedranno facilmente le due parti contemporaneamente. Lo stesso accade nella vita umana.

Abbiamo il concetto di passato e futuro e, visto che siamo legati al tempo, siamo in grado di vedere il nostro futuro solo col passare del tempo. Ma dal momento che Dio non è legato allo spazio e al tempo, Egli vede il nostro passato, il nostro futuro e il nostro presente in unico momento, in completa vivezza e chiarezza. Per esempio, l’improvvisa frenata che farà quest’uomo quando vedrà le persone sulla strada è, agli occhi di Dio, conosciuta e vista in anticipo.

 
     

A questo punto è molto importante far rilevare che è necessario evitare una comprensione errata del fato. Alcuni fraintendono e credono che ciò che è nel loro destino accadrà comunque e che quindi non si possa fare nulla. È vero che tutto ciò di cui facciamo esperienza è determinato nel nostro destino. Ogni esperienza di un fatto è già stata vissuta agli occhi di Dio ed è scritta in ogni dettaglio nella Madre del Libro (Lawh Mahfuz). Ma Dio dà a ognuno la sensazione di poter cambiare le cose e fare le proprie scelte e decisioni. Per esempio, quando si vuole bere un bicchier d’acqua, non si dice “Se è il mio destino berrò”, e non ci si siede senza muoversi. Invece, ci si alza, si prende un bicchiere e si beve l’acqua. In realtà, si beve una quantità predeterminata di acqua da un bicchiere predeterminato. Ma mentre lo si fa, si ha la sensazione di agire secondo il proprio desiderio e la propria volontà. Si ha questa sensazione nel corso della vita in ogni cosa che si fa. La differenza tra una persona che si affida a Dio e al fato creato da Dio e una che non riesce a cogliere questa verità è la seguente: la persona che si affida a Dio sa che ogni cosa che fa è in accordo alla Sua volontà nonostante la sensazione di averlo fatto lui stesso. L’altra persona presume erroneamente di avere fatto tutto con la sua intelligenza e il suo potere.

Per esempio, quando chi si è affidato a Dio viene a conoscenza del fatto di aver contratto una malattia, sa che la malattia è nel suo destino e ha fiducia in Dio. Crede che poiché Dio l’ha determinata nel suo destino, certamente gli porterà un grande bene. Ma non aspetta senza prendere misure, credendo che se è destinato a migliorare migliorerà. Al contrario, prende tutte le precauzioni possibili; si reca dal dottore, presta attenzione alla sua dieta e prende medicine. Ma non dimentica che l’efficacia del dottore, del trattamento, della medicina, come anche il possibile miglioramento, è già deciso nel suo destino. Costui sa che tutto ciò è nella memoria di Dio e vi era presente ancor prima che lui venisse al mondo. Nel Corano, Dio rivela che tutto ciò di cui gli esseri umani fanno esperienza è stato scritto in precedenza in un libro:

Non sopravviene sventura né alla terra né a voi stessi, che già non sia scritta in un Libro prima ancora che [Noi] la produciamo; in verità ciò è facile per Allah. E ciò affinché non abbiate a disperarvi per quello che vi sfugge e non esultiate per ciò che vi è stato concesso. Allah non ama i superbi vanagloriosi.(Sura al-Hadid: 22-23)

     
 
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Ogni cosa esistente è creata con un destino. Persino prima che un vaso venga fabbricato, agli occhi di Dio è determinato chi lo farà e in quale stile, chi lo comprerà e dove, in quale casa e in quale angolo verrà posto, e in quale giorno, in quale momento e per quale ragione cadrà e si romperà.

 
     

Per questa ragione, chiunque creda nel fato non si turberà né si dispererà per ciò che gli accade. Al contrario, si affiderà a Dio con somma fiducia e sicurezza. Dio ha determinato in anticipo tutto ciò che accade a una persona; Egli ha ordinato di non dolersi per ciò che accade, e di non compiacersi delle benedizioni che si ricevono. Le difficoltà di cui gli esseri umani fanno esperienza, come anche la ricchezza e il successo, sono determinate da Dio. Tutte queste cose sono predeterminate nel fato dal nostro Signore per mettere alla prova gli esseri umani. Come è rivelato in un versetto, “…L'ordine di Allah è decreto immutabile.(Sura al-Ahzab: 38)

In un altro versetto, Dio rivela che “ Ogni cosa creammo in giusta misura."(Sura al-Qamar: 49) Non solo gli esseri umani ma anche tutte le cose animate e inanimate, il sole, la luna, le montagne e gli alberi, hanno un loro destino, determinato da Dio. Per esempio, un vaso d’antiquariato frantumato si è frantumato al momento determinato dal suo destino. Mentre veniva plasmato, fu determinato chi avrebbe usato questo vaso secolare, e in quale angolo di quale casa e con quali altri oggetti sarebbe stato. I disegni sul vaso e i suoi colori furono determinati in anticipo nel suo fato. Nella memoria di Dio c’era la conoscenza del giorno, dell’ora, del minuto, della persona e del modo in cui sarebbe stato infranto. Il primo momento in cui il vaso fu plasmato, il primo momento in cui fu posto in vendita in una vetrina, il primo momento in cui fu posto nell’angolo della casa, il momento in cui fu frantumato, in breve ogni momento nella vita centenaria di questo vaso, era presente agli occhi di Dio come un unico singolo momento. Mentre anche se colui che avrebbe rotto il vaso non ne era consapevole fino a un momento prima che accadesse, quel momento era esperienza e conoscenza agli occhi di Dio. Per questa ragione, Dio dice agli esseri umani di non dolersi per le cose che possono essere sfuggite loro. Ciò che è sfuggito a seguito il suo fato, e non lo si può cambiare. Si deve trarre una lezione da ciò che accade nel proprio fato, e comprenderne lo scopo e i benefici che ne conseguono. Si deve sempre tendere alla misericordia, alla compassione e alla giustizia infinita del nostro Signore, Colui Che crea il loro fato, e risparmia e protegge i Suoi servitori.

Coloro che conducono la propria esistenza incuranti di questa importante verità vivono nell’ansia e nel timore. Per esempio, si preoccupano del futuro dei loro figli. Sono coinvolti da domande del tipo: in quale scuola andranno? Quale professione intreprenderanno? Godranno di buona salute? Che tipo di vita condurranno? Ogni momento della vita di una persona, tuttavia, è determinato nella visione di Dio, dal momento in cui egli è una singola cellula al tempo in cui impara a leggere e scrivere, dalla prima risposta che dà a un esame universitario all’azienda per cui lavorerà durante la sua vita, dalle carte che firmerà a quante volte le firmerà, fino a dove e come morirà. Tutte queste cose sono celate nella memoria di Dio. Per esempio, in questo momento, una persona è allo stadio fetale, alle scuole elementari e all’università. Tutto questo è nella memoria di Dio come un unico singolo momento, insieme al momento in cui egli festeggia il suo trentacinquesimo compleanno, il giorno in cui inizia a lavorare, il momento in cui incontra gli angeli dopo la morte, il momento in cui viene sepolto, e il momento, nel Giorno del Giudizio, quando dovrà rendere conto a Dio.

È quindi inutile preoccuparsi e temere per una vita di cui ogni momento è stato vissuto, è stato esperienza, ed è ancora presente nella memoria di Dio. Non ha importanza quanto una persona si impegni e non ha importanza quanto sia ansiosa, tutti, i suoi figli, il suo coniuge, gli amici e i parenti, vivranno la vita che è presente agli occhi di Dio.

     
 
materialismo, cervello, vista, udito, percezione, immaginazione

Persino prima che un’automobile sia fabbricata, è determinato nel suo destino di che colore sarà, chi la comprerà e persino il modo in cui sarà nella discarica.

 
     

Se le cose stanno così, una persona di coscienza e intelligenza che colga questa verità deve affidarsi umilmente a Dio e al fato che Egli ha creato. In realtà, ognuno è già sottomesso a Dio, creato in ossequio a Lui. Non ha importanza se gli piaccia o meno, egli vive in ossequio al fato creato per lui da Dio. Una persona che rinnega il suo fato è un rinnegatore perché tale condizione è determinata nel suo fato.

Coloro che si sottomettono volontariamente a Dio possono sperare di godere del compiacimento e della misericordia di Dio e di ottenere il Paradiso; costoro vivranno una vita di benessere in sicurezza e felicità sia in questo mondo sia nel mondo che verrà. Questo perché, per una persona che si sottomette a Dio, sapendo che non c’è nulla di meglio che il fato creato per lui da Dio, non c’è nulla per cui aver paura o ansia. Questa persona farà ogni sforzo, consapevole del fatto che questo sforzo è nel suo destino e, indipendentemente da ciò che faccia, non avrà la possibilità di cambiare quanto è scritto in esso.

Un credente si sottometterà al fato creato da Dio. Di fronte a ciò che gli accadrà, farà del suo meglio per comprendere lo scopo di questi eventi, per prendere precauzioni, e per fare lo sforzo di cambiare le cose per il meglio. Ma troverà conforto nella consapevolezza del fatto che tutte queste cose accadono in conformità al fato e che Dio ha determinato le cose di maggiore beneficio in anticipo. Come esempio di ciò, il Corano parla delle misure prese da Giacobbe per la sicurezza dei suoi figli. Al fine di di insegnare ai suoi figli a stare in guardia dalle persone con intenzioni malvagie, Giacobbe consigliò loro di entrare in città da porte diverse ma ricordò loro che questo non avrebbe in alcun modo influenzato il fato determinato da Dio.

Disse: «O figli miei, non entrate da una sola porta, ma entrate da porte diverse. In nulla potrei proteggervi nei confronti di Allah. La decisione appartiene solo ad Allah e in Lui confido. In Lui confidino coloro che confidano».” (Sura Yusuf: 67)

Si può fare ciò che più aggrada, ma non si sarà mai in grado di cambiare il proprio destino. Ciò è rivelato in questo versetto:

Dopo la tristezza, fece scendere su di voi un senso di sicurezza e un sopore che avvolse una parte di voi mentre altri piangevano su sé stessi e concepirono su Allah pensieri dell'età dell'ignoranza, non conformi al vero. Dicevano: "Cosa abbiamo guadagnato in questa impresa?" . Di' loro:"Tutta l'impresa appartiene ad Allah" . Quello che non palesano lo nascondono in sé: " Se avessimo avuto una qualche parte in questa storia, non saremmo stati uccisi in questo luogo" . Di': "Anche se foste stati nelle vostre case, la morte sarebbe andata a cercare nei loro letti quelli che erano predestinati. Tutto è accaduto perché Allah provi quello che celate in seno e purifichi quello che avete nei cuori. Allah conosce quello che celano i cuori.(Sura Al ‘Imran: 154)

In questo versetto si può vedere che anche se si fugge da un compito deciso da Dio al fine di evitare la morte, se questa è scritta nel destino, si morirà comunque. Persino i modi e i metodi cui si ricorre per sfuggire alla morte sono determinati dal fato e ognuno farà esperienza di ciò che è scritto nel suo destino. E in questo versetto, Dio rivela agli esseri umani che lo scopo di ciò che è creato nel loro fato è di metterli alla prova e purificare i loro cuori. Nel Corano si dice che la morte di ognuno è determinata agli occhi di Dio e che il concepimento di un bambino accade con il permesso di Dio.

Allah vi ha creati dalla terra e poi da una goccia di sperma e quindi vi ha disposti a coppie. Non c'è femmina che sia gravida o partorisca a Sua insaputa. A nessuno sarà prolungata o abbreviata la vita senza che ciò non sia [scritto] in un Libro. In verità ciò è facile per Allah. (Sura Fatir: 11)

Nei versetti che seguono viene rivelato che ogni azione è scritta frase per frase e che anche ogni esperienza nel paradiso è già stata vissuta. Come si è detto in precedenza, la vera vita del paradiso è, per noi, nel futuro. Ma le vite di coloro che sono in paradiso, le loro conversazioni e il loro banchettare sono nella memoria di Dio in questo momento. Prima ancora della nascita, il futuro dell’umanità in questo mondo e nell’altro è già stato vissuto agli occhi di Dio in un solo momento, ed è custodito nella Sua memoria.

Tutto quel che fecero è nei registri: ogni cosa piccola o grande vi è segnata. I timorati saranno tra Giardini e ruscelli, in un luogo di verità, presso un Re onnipotente.(Sura al-Qamar: 52-55)

Da queste parole del Corano si può comprendere che, agli occhi di Dio, il tempo è un singolo momento, e che per Lui non c’è passato né futuro. Come si vede, alcuni eventi che per noi saranno nel futuro, sono considerati nel Corano già passati da lungo tempo. Questo perché sia il passato che il futuro sono creati da Dio come un singolo momento. Perciò, un evento descritto come futuro, in realtà è già accaduto ma, visto che non possiamo comprenderlo, lo crediamo futuro. Per esempio, nei versetti dove viene descritto il momento in cui gli esseri umani devono render conto a Dio, esso è considerato come un evento passato da molto tempo.

Sarà soffiato nel Corno e cadranno folgorati tutti coloro che saranno nei cieli e sulla terra, eccetto coloro che Allah vorrà. Quindi vi sarà soffiato un'altra volta e si alzeranno in piedi a guardare. La terra risplenderà della luce del suo Signore, sarà aperto il Registro e saranno condotti i profeti e i testimoni. Saranno giudicati con equità e nessuno subirà un torto. Ogni anima sarà ricompensata con esattezza per quello che avrà fatto. Egli ben conosce quello che fanno. I miscredenti saranno condotti in gruppi all'Inferno. Quando vi giungeranno saranno aperte le sue porte e i suoi guardiani diranno: « Non vi giunsero forse i messaggeri della vostra gente, che vi recitarono i versetti del vostro Signore e vi avvertirono dell'incontro di questo Giorno?». Risponderanno: « Sì, ma la promessa del castigo si realizza contro i miscredenti!». Verrà detto loro: «Entrate per le porte dell'Inferno per rimanervi in perpetuo». Quant'è orribile la dimora degli arroganti. E coloro che avranno temuto il loro Signore saranno condotti in gruppi al Paradiso. Quando vi giungeranno, saranno aperte le sue porte e i suoi guardiani diranno [loro]: « Pace su di voi! Siete stati buoni; entrate qui per rimanervi in perpetuo»(Sura az-Zumar: 68-73)

Altri esempi si trovano nei seguenti versetti:

Ogni anima verrà accompagnata da una guida e da un testimone.(Sura Qaf: 21)

e si spaccherà il cielo, così fragile in quel Giorno. (Sura Al-Haqqah: 16)

Li compenserà del loro perseverare con il Giardino e la seta. Adagiati su alti divani, non dovranno subire né il sole, né il freddo pungente.(Sura al-Insan: 12-13)

E apparirà la Fornace per chi potrà vederla. (Sura an-Nazi’at: 36)

Oggi invece sono i credenti a ridere dei miscredenti. (Sura al-Mutaffifin: 34)

Gli iniqui vedranno il fuoco. Allora capiranno di stare per cadervi e non avranno nessuno scampo.(Sura al-Kahf: 53)

Nei versetti citati, gli eventi di cui faremo esperienza dopo la morte sono descritti come conclusi. Questo perché Dio non è legato alla dimensione relativa del tempo come noi. Dio ha voluto tutti questi eventi nell’atemporalità; gli esseri umani li hanno compiuti, ne hanno già fatto esperienza, e li hanno conclusi. Il versetto seguente rivela che ogni tipo di evento, grande e piccolo, accade nella conoscenza di Dio ed è scritto in un libro.

In qualunque situazione ti trovi, qualunque brano del Corano reciti e qualunque cosa facciate, Noi siamo testimoni al momento stesso in cui la fate . Al tuo Signore non sfugge neanche il peso di un atomo sulla terra o nel cielo; non c'è cosa alcuna più piccola o più grande di ciò , che non sia [registrata] in un Libro esplicito.(Sura Yunus: 61)

 

NOTES

40- Tim Folger, "From Here to Eternity", Discover, December 2000, p.54

41- Tim Folger, "From Here to Eternity", Discover, December 2000, p.54

42- François Jacob, Le Jeu Des Possibles, University of Washington Press, 1982, p. 111

43- Lincoln Barnett, The Universe and Dr. Einstein, William Sloane Associate, New York, 1948, p. 52-53

44- Lincoln Barnett, The Universe and Dr. Einstein, William Sloane Associate, New York, 1948, p. 17

45- Paul Strathern, The Big Idea:Einstein and Relativity, Arrow Books, 1997, p. 57

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