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Una Teoria Che Sminuisce Le Donne

Il presunto supporto scientifico che il darwinismo sociale fornì al razzismo, al fascismo, all’imperialismo e anche il comunismo, è un argomento su cui si è scritto molto. Ma un fatto meno noto è che molti darwinisti, incluso lo stesso Darwin, hanno creduto nell’errore che le donne siano biologicamente e mentalmente inferiori agli uomini. La differenza mentale che i darwinisti ritengono esistere tra i due generi è di una dimensione tale che alcuni evoluzionisti li hanno addirittura divisi in specie fisiche diverse: gli uomini Homo frontalis e le donne Homo parietalis. 138

Darwin descrisse le donne come specie “inferiore” (secondo la sua opinione), perché la sua visione del mondo si basava sulla selezione naturale. Secondo questa visione non scientifica e irrazionale, gli uomini sono in proporzione più adatti delle donne a competere in guerra, a trovare un partner, a ottenere cibo e vestiario, mentre le donne sono lontane da attività del genere. Stando a questa deduzione scientificamente infondata, la selezione naturale esercita un’influenza più forte sugli uomini tanto da far acquisire loro una posizione superiore in tutte le sfere e da averli fatti evolvere più della donna. Come mostreremo nelle prossime pagine, Darwin avanzò delle deduzioni illusorie, su nessun fondamento scientifico, ma semplicemente sulla base di preconcetti evoluzionistici.

marriage


 

 

Darwin scrisse che essere sposati con una donna voleva dire avere “una compagna costante, un’amica per la vecchiaia, [...] un oggetto da amare e con cui giocare, comunque meglio di un cane”. Queste parole sintetizzano chiaramente la concezione delle donne di Darwin. Sotto: un’immagine di Darwin e sua moglie

 

 

 

Molti ricercatori hanno rivelato che le idee di Darwin sulla selezione naturale hanno fomentato la discriminazione sessuale. Ad esempio, la docente di storia e filosofia della scienza, Evelleen Richards, concluse che Darwin aveva introdotto la sua visione sulla natura delle donne nel suo teorizzare evolutivo, “nutrendo, in tal modo, molte generazioni di [cosiddetto] sessismo scientifico”. 139La scrittrice evoluzionista scientifico Elaine Morgan afferma che servendosi di varie branche della scienza quali la biologia e l’etnologia, Darwin incoraggiò gli uomini a pensare che le donne fossero “palesemente inferiori e irreversibilmente subordinate”. 140

Come ha dichiarato lo scienziato evoluzionista John R. Durant, le due principali conseguenze della teoria dell’evoluzione sono il razzismo e la discriminazione sessuale:

“Darwin ha fondato le sue ragioni su un’accorta combinazione di argomenti zoomorfi e antropomorfici. I selvaggi, che si era detto avere un cervello più piccolo e arti più prensili rispetto alle razze più nobili, e le cui vite si pensa siano dominate dall’istinto e meno dalla ragione […] furono collocati in una posizione intermedia tra natura e uomo; e Darwin, per    analogia, estese questa classificazione per includere non solo bambini e dementi congeniti, ma anche le donne, le cui facoltà di intuizione, di percezione rapida e magari di imitazione erano “caratteristiche delle razze più basse e quindi di una stato di civilizzazione passato e inferiore”. 141

Gli errori commessi da Darwin in L’origine dell’uomo a cui si riferisce Durant:

“È generalmente riconosciuto che nelle donne le facoltà di intuizione, percezione rapida e magari di imitazione,sono molto più evidenti che nell’uomo; ma, per lo meno, alcune di queste facoltà sono caratteristiche delle razze inferiori e quindi di uno stato di civilizzazione passato e inferiore”. 142
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L’essere umano è un’entità con un’anima insufflatagli da Allah, e che, pertanto, possiede i sentimenti dell’amore, dell’affetto, della compassione e del rispetto.

… e ha stabilito travio amore e tenerezza… (Surat ar-Rum, 21)

 


 

Se si esaminano le visioni generali di Darwin sulle donne e il matrimonio, si evince chiaramente come, per lui, le donne fossero cittadine di seconda classe. Questa opinione, per nulla scientifica, si riflesse anche sulla sua teoria dell’evoluzione. Questa era la sua idea sul matrimonio:

“[…] bambini – compagna costante (amica in età avanzata) a cui sarà legato, oggetto da amare e con cui giocare, comunque meglio di un cane. Casa, e qualcuno che se ne prenda cura. Malie di musica e pettegolezzi di donna. Queste cose fanno bene alla salute”. 143

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Allah ha creato gli uomini e le donne uguali. Entrambi possono riscuotere grande successo agendo alla luce e con la ragione impartita loro dalla fede.

In pratica, per Darwin il matrimonio è da desiderare perché “l’amicizia di una donna è meglio di quella di un cane”. Le sue affermazioni sul matrimonio non fanno alcun riferimento a tutte le sue peculiarità tipiche, quali amicizia, affetto, amore, devozione, lealtà, vicinanza, sincerità e fiducia tra due persone che vivono la vita insieme. Sul matrimonio Darwin dice anche:

[…] perdita di tempo – non si può leggere la sera – grassezza e ozio – ansia e responsabilità – meno denaro per i libri ecc. – Se tanti bambini, costretto a guadagnarsi il pane […] magari a mia moglie non piacerà Londra; poi la condanna è l’esilio e il degrado con una pigra sciocca indolente”. 144

Queste affermazioni irragionevoli sono perfettamente naturali, poiché provengono da uno che non vedeva alcuna differenza tra gli esseri umani e gli animali e che pensava che le donne e, in particolare, i bambini fossero davvero più simili agli animali. Chi vede la propria moglie e i figli come specie inferiori, naturalmente proverà poco attaccamento e farà pochi sacrifici, non presterà loro alcuna attenzione almeno fintantoché questo comportamento non gli giovi. Infatti, le idee di Darwin mostrano, ancora una volta, che non c’è posto per l’amore umano, la vicinanza e l’amicizia nella moralità darwiniana.

Darwin affermava che gli uomini erano superiori alle donne:

“La distinzione chiave nelle facoltà intellettuali dei due sessi la dimostra il raggiungimento di una superiorità da parte dell’uomo a qualsiasi cosa si dedichi rispetto a quanto in potere alle donne – sia che si tratti di pensieri profondi, ragionamento, immaginazione, o semplicemente l’uso dei sensi e delle mani. Se venissero redatte due liste degli uomini e delle donne più eminenti nella poesia, pittura, scultura, musica […] storia, scienza e filosofia […] la lista delle donne non reggerebbe il confronto. Potremmo anche inferire, dalla legge dello scarto delle medie, ben illustrata da Galton nel suo Hereditary Genius, che se gli uomini sono dotati di una netta superiorità sulle donne in molti campi, la media del potere mentale dell’uomo deve essere superiore a quella delle donne”. 145
heaven

 

Quanto a coloro che, uomini o donne, operano il bene e sono credenti, ecco coloro che entreranno nel Giardino e non subiranno alcun torto, foss’anche [del peso] di una fibra di dattero. (Surat an-Nisa', 124)

 

Naturalmente Darwin non aveva alcuna prova scientifica per determinare ciò, ma le sue affermazioni, prevenute e ostili, si diffusero velocemente tra gli scienziati suoi contemporanei.

Il materialista Carl Vogt, docente di storia naturale presso l’Università di Ginevra, accettò tutte le conclusioni di Darwin, senza sottoporle ad alcuna analisi scientifica e affermò che:

il bambino, la femmina e l’anziano di razza bianca” avevano tutti caratteristiche intellettuali e personalità del “nero in età adulta 146

Vogt si spinse perfino oltre, affermando che, in realtà, fossero più simili agli animali che agli uomini. Secondo Vogt, una donna era “un uomo ritardato” il cui sviluppo era stato ostacolato perché la sua evoluzione era giunta a un’interruzione prematura. 147 Vogt asserì anche che il divario tra maschi e femmine aumenta con il progresso della civilizzazione ed è maggiore nelle società europee avanzate. 148Darwin fu enormemente influenzato dalle farneticazioni di Vogt e si sentì onorato di enumerarlo tra i suoi seguaci più eminenti. 149

Molte volte nel corso della storia, per ignoranza e arretratezza delle società in questione, si è tentato di mettere da parte la figura della donna. Ma è qualcosa che deriva dall’influenza della cultura. Non sussiste alcun ritardo biologico, come, invece, supponevano Darwin e i suoi seguaci, poiché Allah ha creato l’uomo e la donna uguali. Affermare che l’uomo sia superiore, e utilizzare questa dichiarazione per trattare le donne come cittadine di seconda classe, è un comportamento primitivo praticato dalle società che non vivono di valori morali religiosi. Al giorno d’oggi, nelle società in cui sono garantite le pari opportunità, vi sono infiniti esempi di donne note per successo, intelligenza e capacità, al pari degli uomini.

Discriminazione di genere basata sulle misurazioni del cranio

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Per dimostrare che le donne erano “inferiori”, alcuni scienziati evoluzionisti tentarono di provare che avessero minori capacità cerebrali. Alcuni adottarono dei metodi illogici e umilianti quali la misurazione del cranio. Essi, credendo che lo sviluppo dell’intelligenza fosse direttamente proporzionale alla dimensione del cranio (che sappiamo non è così) misero a confronto i crani e dichiararono che le donne erano inferiori. Questo è uno dei metodi non scientifici di cui si parla nel libro di Darwin:

“Quasi certamente il cervello dovrebbe ingrandirsi man mano che le varie facoltà mentali si sviluppano, […] la rande proporzione che la dimensione del cervello umano scarica sul corpo, paragonata alla stessa proporzione nel gorilla o nell’orango, è strettamente connessa alle sue più spiccate facoltà mentali […] che nell’uomo esista una relazione simile tra la misura del cervello e lo sviluppo delle facoltà intellettuali è supportato dal confronto dei crani delle razze civilizzate e selvagge, degli anziani e dei giovani e dall’analogia dell’intera serie dei vertebrati”.
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Gustave Le Bon

Stando alle idee avanzate da Darwin, gli studi sulle misurazioni del cranio e il volume del cervello (secondo le condizioni scientifiche primitive dell’epoca) fornirebbero dati di supporto alla teoria dell’evoluzione. In realtà i risultati scientifici dimostrano tutto il contrario. Le diverse misurazioni dei crani e il volume del cervello non forniscono informazioni tali da sostenere la teoria dell’evoluzione. Al giorno d’oggi si è stabilito che tali misurazioni non costituiscono alcun fondamento valido.

Uno scienziato che immaginò di poter dichiarare che le donne erano inferiori utilizzando la craniologia (scienza della misurazione del cranio) fu Paul Broca. Noto come uno dei fondatori dell’antropologia fisica, fu uno di quelli che impiegò e supportò metodi primitivi quali la misurazione dei crani di gruppi umani, attribuendo loro dei valori. 150Alla luce di queste misurazioni cosiddette scientifiche, Broca avanzò la sua logica distorta:

“In generale, il cervello è più grande negli adulti maturi che negli anziani; negli uomini più che nelle donne, negli uomini eminenti piuttosto in quelli di mediocre talento, nelle razze superiori rispetto alle razze inferiori […] A parità di altre condizioni, c’è una relazione notevole fra lo sviluppo dell’intelligenza e il volume del cervello”. 151

Broca era particolarmente interessato alla differenza craniale tra gli uomini e le donne. In modo prevenuto analizzò le misurazioni del cranio ricavate e se ne uscì con l’idea che le donne erano intellettualmente inferiori. 152 Egli disse anche che stava aumentando la differenza nella dimensione del cervello tra l’uomo e la donna pur non avendo nessuna prova a supporto della sua tesi. Per sopperire a questa défiance, fece ricorso a una supposizione altrettanto non scientifica: che l’aumento della differenza era “un risultato della diversificazione delle pressioni evolutive sugli uomini dominanti e sulle donne passive”. 153 Oggigiorno, perfino gli evoluzionisti ammettono che le conclusioni di Broca non hanno alcun valore scientifico. Gould commenta:

“essi [i dati di Broca] vennero raccolti selettivamente e poi manipolati incoscientemente a servizio di conclusioni affrettate”. 154
classification

I tedeschi mentre usano compassi e righelli per le misurazioni dei crani per stabilire chi era ariano e chi non.

In altri termini, Broca aveva “incoscientemente” interpretato i dati ottenuti in modo preconcetto, alla luce della fuorviante teoria dell’evoluzione. Un altro evoluzionista che si servì delle misurazioni del cranio e che considerava le donne esseri inferiori fu Gustave Le Bon, uno dei fondatori della psicologia sociale:

“Nelle razze più intelligenti […] vi sono un gran numero di donne la cui dimensione del cervello è più vicina a quello dei gorilla piuttosto che ai cervelli maschili più sviluppati. Questa inferiorità è così ovvia che nessuno può contestarla nemmeno per un attimo; vale la pena dibattere solo sul suo grado […] Le donne […] rappresentano le forme più inferiori di evoluzione umana e […] si avvicinano di più ai bambini e ai selvaggi che a un uomo adulto e civilizzato. Queste eccellono in volubilità, inconsistenza, assenza di pensiero e logica e incapacità di ragionamento. Indubbiamente esistono donne di spicco […] ma sono un caso eccezionale come la nascita di qualsiasi mostruosità tipo, ad esempio, un gorilla con due teste; di conseguenza, potremmo non tenerne conto del tutto”. 155

I darwinisti, come con molte altre affermazioni, si sbagliavano totalmente riguardo alle donne. Contrariamente a quanto immaginassero gli evoluzionisti, il fatto che le donne siano affettuose, compassionevoli e ponderate nel loro modo di pensare non significa che siano arretrate, ma, in realtà, è segno di superiorità. Convinti che gli esseri umani fossero delle specie animali, gli evoluzionisti vedevano queste caratteristiche come segni di arretratezza, quando invece sono tra gli attributi più importanti per l’accrescimento della qualità della vita umana. Le caratteristiche umane, di cui gli evoluzionisti non amano ammetterne l’esistenza, consentono di avanzare e progredire in molte sfere quali letteratura, arte e tecnologia.

La scienza confuta ancora il darwinismo

Poiché le dimensioni del cervello e del cranio non hanno nulla a che vedere con le capacità intellettive o mentali, la scienza ha confutato la misurazione dei crani e la loro classificazione sulla base della razza e del genere.

In natura, difatti, non esiste una relazione diretta tra intelligenza e dimensione del cervello. Ad esempio, gli elefanti e le balene hanno un cervello più grande di quello degli umani. Inoltre, la capacità cranica degli esseri umani moderni varia da circa 700 cc a 2.200 cc. 156 Ma queste differenze non stabiliscono livelli di intelligenza diversi tra le persone.

Misurazioni del cranio a parte, la scienza genetica ha rivelato anche che le affermazioni di Darwin sulle differenze tra uomini e donne sono sbagliate. Secondo le leggi dell’ereditarietà un uomo passa i propri geni sia alla prole di sesso maschile che femminile. Se l’uomo possiede caratteristiche biologicamente “superiori”, come sosteneva Darwin, allora anche la figlia erediterà gli stessi tratti “superiori”. Ma Darwin e i suoi contemporanei ne sapevano così poco di genetica da affermare che “le caratteristiche di una specie acquisite dalla selezione sessuale sono limitate di solito a un sesso”. 157 Lo scienziato fece innumerevoli altre dichiarazioni secondo cui le qualità superiori quali l’ingegno, le facoltà di immaginazione e la ragione “sono trasmessi appieno più alla prole maschile che a quella femminile”. 158 

Victorian


 

 

 

 

Le tesi di Darwin non si basavano sulla scienza, bensì sulla cultura e sull’interpretazione scientifica primitiva dell’epoca vittoriana

 


 

 

 

Secondo la moralità coranica, le donne e gli uomini sono uguali e la superiorità si determina dall’attenzione che si presta ad Allah

morality

Quanto a coloro che credono e compiono il bene, non lasceremo andar perduta la ricompensa di chi avrà agito per il bene. (Surah Al-Kahf,30)

"In verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate...
(Surat Al-Imran, 195)

In termini di valori morali, stando al Corano, non c’è differenza tra uomini e donne. Allah ha affidato uguali responsabilità a entrambi e li ritiene responsabili delle stesse questioni. Al cospetto di Allah, l’uomo non è superiore alla donna e viceversa, ciò che conta sono il timore, l’amore profondo, la devozione verso di Lui e i giusti valori morali. In uno dei Suo versi, nostro Signore rivela che, a prescindere dal sesso, chi dimostra il miglior atteggiamento riceverà la giusta ricompensa per i valori morali:

“Quanto a coloro che, uomini o donne, operano il bene e sono credenti, ecco coloro che entreranno nel Giardino e non subiranno alcun torto, foss'anche [del peso] di una fibra di dattero”. (Surat an-Nisâ’, 124)

Allah ha stabilito anche la caratteristiche che ogni credente deve possedere:

“I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono l'orazione pagano la decima e obbediscono ad Allah e al Suo Messaggero. Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah. Allah è eccelso, saggio”. (Surat at-Tawba, 71)

Come rivelato da Allah nel versetto, ogni essere umano ha le stesse responsabilità. Agli uomini e alle donne che le rispettano, che cercano conforto in Lui e che hanno fede, saranno riservate queste buone notizie:

“Il loro Signore risponde all'invocazione: "In verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate [...]”. (Surat Al ‘Imrân)

Le caratteristiche mentali che i darwinisti usano come canoni, sono capacità donate da Allah, a prescindere dalla razza. In un verso Allah rivela: O voi che credete! Se temete [e rispettate] Allah, vi concederà la capacità di distinguere [il bene dal male] [...]” (Surat Al-‘Anfâl)

Come rivela il versetto, il giudizio (e quindi l’intelletto) si sviluppa non secondo il genere ma sulla base del timore di Allah.

Chiunque, maschi o femmine, che agisca con la ragione insufflata da Allah, può raggiungere il successo in molti campi e acquisire caratteristiche superiori. Il vero credente, tuttavia, tenta di guadagnare più che può la pietà di Allah, la compassione e il Paradiso.

 

 

NOTE

138. Bergman J., "The History of Evolution's Teaching of Women's I n f e r i o r i t y ; "http://www.rae.org/women.htmlIn questo articolo, Bergman che ha pubblicato più di 400 articoli in diverse riviste
e giornali scientifici e noto per le sue opere contro il darwinismo) ha esaminato la visione di Darwin e degli evoluzionisti suoi contemporanei nei confronti delle donne e ne ha riportatodelle affermazioni, disprezzandole. In questo modo, ha esposto, con prove abbastanza schiaccianti un aspetto sconosciuto di Darwin e del darwinismo.

139. Richards E., “Will the Real Charles Darwin Please Stand Up?”, “New Scientist”, (Dec. 22/29 1983): p. 887

140. Morgan E., The Descent of Woman,New York: Stein and Day, 1972, p. 1(trad. it. L’origine della donna, Einaudi, Torino, 1979

141. Durant J. R., "The Ascent of Nature in Darwin's Descent of Man" in The Darwinian Heritage, Ed. by David Kohn, Princeton University Press, Princeton, 1985, p. 295

142. Darwin, The Descent of Man and Selection in Relation to Sex, New York: D. Appleton and Company, 1871 (1896 ed.), p. 326 (trad. it. L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, Newton Compton, Roma, 1977)

143. Darwin C., The Autobiography of Charles Darwin 1809-1882, New York: W. W. Norton & Company, Inc., 1958, pp. 232-233 (trad. it. Autobiografia 1809-1882 : con l'aggiunta dei passi omessi nelle precedenti edizioni, Einaudi,Torino, 2006)

144. Ibid.

145. Darwin, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale

146. Vogt C., Lectures on Man: His Place in Creation, and the History of Earth,edited by James Hunt, Paternoster Row, Longman, Green, Longman, and Roberts, London, 1864, xv, p. 1

147. Shields S. A., “Functionalism, Darwinism, and the Psychology of Women: A Study in Social Myth”,American Psychologist, no. 1 (1975): p.749

148. Richards E., “Darwin and the Descent of Women”, in David Oldroyd and Ian Langham (Eds.), The Wider Domain of Evolutionary Thought (D. Reidel, Holland, 1983), p. 75

149. Ibid., pp. 74, 49

150. Gould S. J., The Measmeasure of Man p.83

151. Ibid. p.83, 188

152. Ibid. p.104

153. Ibid.

154. Ibid. p.

155. Ibid. p.104-105

156. Wayne Jackson, More Skull-Duggery, October 7, 2002, http://www.christiancourier.com/penpoints/ skullDuggery.htm

157. Crook J. H., "Sexual Selection,Dimorphism, and Social Organization in the Primates," in Campbell (Ed.), Sexual Selection and the Descent of Man 1871-1971, Aldine Publishing Company, Chicago, 1972

158. Darwin C., The Descent of Man and Selection in Relation to Sex, p. 565.

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